Qualcosa sotto traccia si muove. A 22 giorni dalla caduta in D, in casa Foggia  non si attenuano i malumori di una retrocessione che ha gettato l’ambiente nello sconforto. E che pure ha trovato subito la forza di reagire, aggrappandosi alla speranza di una riammissione in C che a questo punto è tutt’altro che remota. Proprio questa possibilità che comincia a farsi largo con insistenza (e da tradurre adesso in opportunità), sta inducendo i vertici societari a rompere gli indugi e ad avviare la programmazione.

Sabato sera la mente dei tifosi foggiani era tutta concentrata sullo stadio Vanni Sanna di Sassari, dove andava in scena la finale di ritorno dei playout tra Torres e Bra. La squadra di Alfonso Greco - subentrato in corsa a Michele Pazienza dopo un avvio di stagione disastroso - aveva tutte le carte in regola per portare a casa la salvezza dopo il successo di misura ottenuto all'andata a Sestri Levante. E così è stato: la Torres si è imposta 2-1 grazie ai gol di Sorrentino e Di Stefano, la rete della bandiera giallorossa firmata da Sinani allo scadere è stata ininfluente. È stato il trionfo di Greco, fischiato senza pietà nella scorsa stagione ed ora osannato. Il Bra, invece, saluta il professionismo e scende in Serie D, portando con sé il peso di un'eliminazione che sa di resa definitiva. 

L’Atletico Torremaggiore è in Eccellenza. Sono esplosi di gioia i cuori dei mille tifosi rossoblu accorsi allo Stadio Comunale “San Sabino” per sostenere la squadra nello scontro diretto contro la Lokomotiv Riccia valevole la promozione nel campionato di Eccellenza molisana. Domenica scorsa il sogno di un’intera città si è concretizzato, scrivendo una pagina di storia del calcio locale. Un successo che ha riportato Torremaggiore nel massimo campionato dilettantistico regionale dopo oltre trent’anni, dai gloriosi tempi del Torremaggiore allenato da Delio Rossi.

L'era della famiglia Grieco al timone dell'Audace Cerignola può considerarsi giunta al capolinea. È stato infatti firmato il preliminare per la cessione del 100% delle quote ad una cordata di imprenditori esclusivamente locali, che di fatto chiude un ciclo aureo in casa ofantina durato circa 12 anni. Il passaggio di consegne, nelle intenzioni, dovrebbe essere indolore, in quanto si articola su basi solide e con profili già vicini alla realtà gialloblù e quindi già inseriti nelle dinamiche societarie.

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