Foggia Calcio, eppur si muove: club operativo sottotraccia, vicino ritorno di Gianni Francavilla dal Cerignola

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Qualcosa sotto traccia si muove. A 22 giorni dalla caduta in D, in casa Foggia  non si attenuano i malumori di una retrocessione che ha gettato l’ambiente nello sconforto. E che pure ha trovato subito la forza di reagire, aggrappandosi alla speranza di una riammissione in C che a questo punto è tutt’altro che remota. Proprio questa possibilità che comincia a farsi largo con insistenza (e da tradurre adesso in opportunità), sta inducendo i vertici societari a rompere gli indugi e ad avviare la programmazione.

Che parte, evidentemente, dall’individuazione di alcune figure apicali nell’organigramma, e la cui perdurante assenza nell’ultima stagione ha inciso nel mancato raggiungimento dell’obiettivo finale.

Trovata la quadra con i tesserati, coi quali è stata perfezionata una intesa sulle due ultime mensilità da percepire, Casillo& De Vitto hanno deciso di avviare il giro d’orizzonte per individuare i due profili di riconosciute competenze che siano disposti a sposare il progetto-Foggia a prescindere dalla categoria, e sui quali fondare la ricostruzione.

A gennaio, quando si registrò il cambio al vertice del club, i due nomi più gettonati da cui ripartire erano quelli di Elio Di Toro e di Gianni Francavilla, perni centrali del miracolo Audace Cerignola. A loro pareva dovesse essere affidata la gestione sul piano squisitamente tecnico ed amministrativo: ma nel frattempo attorno al binomio si sono rincorse tante, troppe voci di possibili ripensamenti. Che il salto all’indietro in D ha ulteriormente alimentato. Di Toro nelle ultime settimane pare allontanarsi definitivamente dai radar rossoneri, al ds non sarebbe andato giù il fatto di essere stato additato come il corresponsabile del fallimento del Foggia in campionato; dall’altra parte il club si è arroccato su posizioni che hanno finito con il minare il rapporto di fiducia che si era instaurato a monte, quando sembravano essersi create le premesse per avviare una collaborazione più strutturata.

Di Toro in questi mesi ha sempre rivendicato il suo ruolo di ds al servizio solo e soltanto dell’Audace, e a più riprese ha ribadito di non avere mai avuto potere decisionale nelle scelte compiute da gennaio in poi dai vertici del Foggia. Che, quando sono subentrati al timone del club, forse avrebbero fatto bene a evitare pericolose commistioni.

Sta di fatto che adesso appare difficile recuperare un rapporto scalfito da troppe incomprensioni, e questo per quanto Elio Di Toro in questo frangente abbia deciso di restare alla finestra, in attesa degli eventi. Il che, in teoria, potrebbe lasciare ancora aperto qualche piccolo spiraglio. Diverso il discorso per Gianni Francavilla, che come Di Toro vive a Foggia ed ha dunque vissuto in presa diretta le ultime dolorose vicende rossonere, e che sarebbe sempre più orientato a tornare lì dove ha mosso i primi passi nel calcio. La tentazione è forte, anche se l’incognita della categoria crea qualche comprensibile remora nel dirigente che vanta una lunga milizia in C: ma il Foggia spinge anche perchè ci sarebbe un accordo sulla parola che parte da lontano.

Ieri Francavilla era a Cerignola, dove davanti al notaio è stato formalizzato il passaggio delle quote dalla famiglia Grieco ai nuovi soci che fanno capo al vice-presidente Nardiello. Dovrebbe essersi trattato dell’ultimo atto seguito in prima persona dal segretario generale dell’Audace, che proprio in queste ore ha comunicato alla nuova proprietà la volontà di chiudere la sua parentesi in gialloblù e di voler accettare la proposta del Foggia. Non è ancora ben chiaro quale ruolo ricoprirà Francavilla, che è profondo conoscitore della macchina organizzativa di un club, e che dunque potrebbe tornare utile in diversi comparti: molto dipenderà anche dalle evoluzioni che si registreranno sul fronte societario con il possibile allargamento della base.

Resta infatti sempre in sospeso la trattativa avviata con Roberto Felleca che, ottenesse l’ok definitivo al suo ingresso, andrebbe a sovrintendere com’è noto la sfera tecnica nei panni di direttore generale. Ma al di là delle mansioni da attribuire, meglio tenerselo dentro uno come Francavilla...

 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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