Riammissione in Serie C cercasi, se son rose: dopo retrocessione Bra crescono percentuali Foggia Calcio

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Sabato sera la mente dei tifosi foggiani era tutta concentrata sullo stadio Vanni Sanna di Sassari, dove andava in scena la finale di ritorno dei playout tra Torres e Bra. La squadra di Alfonso Greco - subentrato in corsa a Michele Pazienza dopo un avvio di stagione disastroso - aveva tutte le carte in regola per portare a casa la salvezza dopo il successo di misura ottenuto all'andata a Sestri Levante. E così è stato: la Torres si è imposta 2-1 grazie ai gol di Sorrentino e Di Stefano, la rete della bandiera giallorossa firmata da Sinani allo scadere è stata ininfluente. È stato il trionfo di Greco, fischiato senza pietà nella scorsa stagione ed ora osannato. Il Bra, invece, saluta il professionismo e scende in Serie D, portando con sé il peso di un'eliminazione che sa di resa definitiva. 

Per il Foggia quel fischio finale risuona come musica dolcissima: la retrocessione dei piemontesi sommata al drammatico caso Ternana, sembrerebbe infatti spalancare le porte della riammissione in Serie C. Eppure la strada verso la riammissione è tutt'altro che spianata: per avere un quadro completo della situazione i punti da analizzare sono almeno tre: 
1) Il Bra con i suoi 32 punti conquistati durante la regular season è davanti al Foggia per la corsa alla riammissione; 
2) Tutto, almeno per adesso, dipende dalle sorti della Ternana, unica squadra fino ad oggi che potrebbe liberare un posto; 
3) l’incognita legata all'allargamento della base societaria e il silenzio dietro l’incontro con l’imprenditore sardo Roberto Felleca lasciano un velo di ombra sul futuro del club rossonero. 

Il Bra al momento è davanti al Foggia, ma solo sulla carta. La retrocessione dei piemontesi non cancella automaticamente la loro precedenza nella graduatoria delle riammissioni. Con i 32 punti conquistati durante la regular season nel girone B, il Bra si posiziona davanti al Foggia. A complicare però in casa piemontese le cose c’è un problema infrastrutturale non da poco: le partite casalinghe le gioca a Sestri Levante, in uno stadio fuori regione che non rispetta i parametri richiesti dalla Lega Pro. Un ostacolo che potrebbe rivelarsi insormontabile al momento della presentazione della domanda di ammissione al campionato ‘26/27. 

Anche se la questione infrastrutturale è stata discussa nel Consiglio Federale di gennaio in cui è stata approvata una modifica ai Criteri Infrastrutturali del Manuale delle Licenze Nazionali: le società di Serie C che non dispongono temporaneamente del proprio stadio potranno ora indicare un impianto alternativo situato nell'intera provincia di riferimento, e non più esclusivamente nel comune in cui ha sede il club. Ma nella provincia di Cuneo attualmente non ci sono impianti che rispettano i requisiti infrastrutturali. 

Infine, tra i criteri per la riammissione in serie C approvati dalla FIGC ai sensi dell’articolo 49 comma 4 bis delle noif, al punto C si specifica che non saranno ammesse deroghe sui Criteri Infrastrutturali fissati dal Titolo II) del Comunicato Ufficiale n. 149/A del 28 gennaio 2026 e dal relativo allegato sub C) per la predetta stagione sportiva. 

Il secondo nodo riguarda la Ternana. Lo scenario sembrava definitivamente compromesso dopo l’asta del 12 maggio, chiusa senza offerte, e con le Fere ormai rassegnate a salutare trent’anni di professionismo proprio nell’anno del centenario. Ma nel calcio i conti non si fanno mai prima del fischio finale. Il curatore fallimentare Francesco Angeli, ha aperto il proprio studio ai calciatori rossoverdi per raccogliere le firme sugli stralci e sulle rinunce al credito: una manovra di alleggerimento del debito pensata per rendere più appetibile il ramo sportivo in vista della seconda asta. 

A inaugurare simbolicamente la sfilata delle firme è stato il capitano Marco Capuano. Secondo le stime elaborate dai dirigenti della Ternana: i debiti con scadenza al 16 giugno ammontano ora a 2.976.134 euro, mentre quelli successivi raggiungono 4.078.583 euro, per un totale di 7.054.717 euro. La nuova asta pubblica è fissata per venerdì 22 maggio alle ore 9, e concede alla Ternana qualche giorno in più di speranza e il tempo necessario a chi sta lavorando nell’ombra per individuare un investitore disposto a tentare l’operazione salvataggio. 

Sul fronte societario in casa Foggia il clima è quello di un'attesa carica di interrogativi. Dopo il faccia a faccia tra l'imprenditore sardo Felleca - che sta puntando all'acquisizione di una quota fino al 50% del pacchetto azionario - e il duo Casillo/De Vitto andato in scena venerdì scorso, dalle parti di via Gioberti è calato un silenzio difficile da interpretare. 

Però, secondo quanto trapela negli ambienti vicini al club, la proprietà starebbe riflettendo verso una logica di frazionamento del rischio: condividere l'investimento per non restare sola a reggere il peso di un progetto che, in ogni caso, si preannuncia oneroso. 

La partita, insomma, è ancora aperta. Il Foggia può tornare in Serie C per riammissione o ripescaggio. Tutto ruota attorno alla Ternana: se il club umbro non si iscrive, si apre uno slot.
 
Il Bra è primo in graduatoria ma potrebbe decadere per problemi infrastrutturali, spianando la strada ai rossoneri. Nei ripescaggi, il nuovo regolamento porta il Foggia al secondo posto utile, scalabile al primo in assenza di nuove seconde squadre di Serie A. Date chiave: 22 maggio (ultima asta Ternana), 6 giugno (nuova affiliazione FIGC), 16 giugno (iscrizioni), 20 luglio (domanda riammissione).
(Foto: Calcio Foggia 1920)

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