Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Un’espressione che fotografa perfettamente l’ondata di commenti arrivati in risposta ai reportage de l’Attacco dedicati alle mete del Gargano nord. Dissimulare la realtà non serve a nessuno, tantomeno a chi da quel territorio trae il sostentamento per la propria famiglia. Raccontarne le criticità e stimolare un percorso di cambiamento è un dovere. Fingere, invece, che sia stato raggiunto un livello ottimale di maturità turistica significa alimentare un pericoloso autocompiacimento.
Il commento dell’Associazione Operatori Turistici Lago di Varano, pur animato da intenti costruttivi, finisce per rafforzare la logica del “va tutto bene”, dietro la quale si celano criticità ormai evidenti. Parliamo di un’APS nata nel 2024, che riunisce 21 soci dei comuni di Cagnano Varano, Carpino e Ischitella e che si trova ancora in una fase embrionale. Proprio per questo merita apprezzamento il lavoro che sta portando avanti e va riconosciuto il suo impegno nel tentativo di valorizzare una delle eccellenze del nostro territorio.
La realtà, tuttavia, è più complessa. A sintetizzarla efficacemente è Nicola Ragno, coordinatore provinciale di Assoturismo Capitanata. “Il mancato sviluppo turistico dei laghi del Gargano è il risultato di un duplice ritardo: quello delle amministrazioni comunali e quello di una parte dell’imprenditoria locale. Per troppo tempo i Comuni interessati hanno considerato il turismo come un fenomeno spontaneo, rinunciando a costruire una vera destinazione. Sono mancati investimenti coordinati in infrastrutture, mobilità, portualità turistica, sentieristica, servizi per il cicloturismo, promozione internazionale, eventi di qualità e strumenti di governance condivisa. La frammentazione amministrativa ha prodotto inevitabilmente una frammentazione delle politiche turistiche”, evidenzia.
“Parallelamente, occorre riconoscere che anche una parte dell’imprenditoria locale ha mostrato una scarsa propensione a investire in innovazione, aggregazione e qualificazione dell’offerta. Per molti anni si è vissuto prevalentemente di turismo stagionale e di seconde case, senza sviluppare prodotti turistici capaci di attrarre visitatori durante tutto l’anno”.
È la fotografia di quasi cinquant’anni di occasioni mancate. Un sistema che ha preferito conservare gli equilibri esistenti, rinunciando a costruire una prospettiva di crescita solida e duratura. Cambiare rotta, però, è possibile. E la stessa Associazione Operatori Turistici Lago di Varano rappresenta un esempio concreto della volontà di invertire la tendenza. Ma è necessario ricordare che ogni cambiamento nasce innanzitutto dalla capacità di riconoscere i problemi, non di negarli.
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