Aumentano giorno dopo giorno le segnalazioni di condomìni che denunciano ammanchi di denaro, bollette non pagate e servizi essenziali sospesi nonostante le quote versate regolarmente dai residenti. Al centro della vicenda c’è il caso dell’ex amministratore Luigi Morsillo, fuggito all’estero con ingenti somme di utenze mai pagate e a tutt’oggi irreperibile, ma quello che sta emergendo nelle ultime settimane è un fenomeno molto più ampio e preoccupante. Dopo i primi problemi emersi in via Rovelli, dove alcune famiglie si sono ritrovate senz’acqua a causa delle morosità accumulate nei confronti di Acquedotto Pugliese, situazioni analoghe stanno emergendo in diversi quartieri della città. Tra i casi affiorati nelle ultime ore c’è quello di un lotto di edilizia popolare sito in via Parini n° 4 con 21 famiglie residenti, di cui è proprietario il Comune di Foggia. Ad illustrare i dettagli del caso a l’Attacco è l’avvocato Eros Nimo, a cui è stata conferita la delega dai 21 condomini per seguire l’intricato iter della pratica che li riguarda, loro malgrado: “Cominciamo col dire che trattandosi di immobili comunali, la nomina dell’amministratore dovrebbe avvenire tramite un atto dirigenziale del Comune e non direttamente dai condomini. Anche se questa prassi viene spesso tollerata, sarebbe opportuno che fosse il Comune a gestire la nomina, così da garantire un maggiore controllo sulla situazione condominiale” spiega. Da circa 5 anni gli assegnatari del singolo lotto di Via Parini avevano affidato l’incarico a Morsillo, come risulta anche da un verbale di assemblea. E’ di questi giorni la scoperta della mole debitoria che ammonta a poco più di 35.000 euro per i consumi dell’acqua, 4000 per l’energia elettrica, a cui vanno aggiunte le spese della manutenzione ascensore e dei servizi di pulizia condominiale che sono in corso di quantificazione. Al momento le forniture non sono state sospese ma c’è il fondato timore che si possano ritrovare da un momento all’altro senza acqua e luce.
“Per evitare che ciò avvenga lunedì prossimo mi recherò all’ufficio economato del Comune per individuare una soluzione - annuncia Nimo - . Il Comune, come proprietario degli immobili, dovrebbe intervenire direttamente coprendo nell’immediato almeno il 30% delle morosità condominiali e poi rivalersi sugli assegnatari morosi, fino alla possibile revoca dell’assegnazione in caso di mancato pagamento”. Come per le numerose altre vittime della truffa di Morsillo, tutti gli inquilini risultano in regola con i pagamenti, effettuati tramite bollettini di conto corrente postale, di cui conservano le prove. Anche i due occupanti abusivi - la cui posizione deve essere gestita direttamente dal Comune secondo le procedure previste dalla normativa vigente - risultano aver pagato regolarmente i servizi di cui hanno beneficiato.
Impossibile per tutti loro avvedersi del mancato versamento delle quote da parte di Morsillo che esibiva false quietanze, con timbri falsi: “In una sola occasione l’acqua venne staccata, i condomini si rivolsero immediatamente all’amministratore, il quale li rassicurò dicendo che avrebbe risolto la situazione. L’amministratore chiedeva la rateizzazione del debito all’acquedotto, pagava solo la prima rata ottenendo la riattivazione del servizio, senza però versare le successive. Esaurita questa possibilità, avrebbe infine effettuato una manomissione tecnica del contatore un anno fa” spiega il legale che invierà una PEC al Prefetto per chiedere il mantenimento dell’erogazione dell’acqua e dell’energia elettrica, garantendo anche il funzionamento dell’ascensore, in quanto servizi essenziali, in una palazzina abitata anche da persone con invalidità e bambini che hanno problemi.
“Contestualmente, occorre procedere legalmente con denunce nei confronti di Morsillo per truffa e appropriazione indebita e anche contro ignoti, non essendo noto chi possa aver collaborato o favorito tali condotte, anche eventualmente all’interno dell’acquedotto” è la mossa dell’avvocato. Di certo il caso Foggia ha messo in luce il problema della mancanza di controlli che espongono ai rischi di una cattiva amministrazione o vere e proprie frodi. “Faccio parte di un’associazione di avvocati che si occupa anche di amministrazione di condomini e da tempo denunciamo le lacune normative di una figura professionale chiamata a gestire patrimoni immobiliari e somme di denaro spesso enormi senza però essere sottoposta ai controlli previsti per altre professioni ordinistiche” fa presente Nimo. Anni addietro era stata anche presentata una proposta per l’emanazione di una legge che preveda l’obbligo di una sede fisica certa e verificabile; PEC obbligatoria; la tracciabilità completa dell’attività professionale; obbligo di presentare certificato del casellario giudiziale e carichi pendenti. “E’ un prerequisito essenziale per l’esclusione automatica dal ruolo per soggetti con precedenti incompatibili con la gestione fiduciaria di denaro e patrimoni. Ci meraviglia che persino un ente pubblico possa affidare patrimoni e gestione di servizi essenziali senza strumenti di verifica più incisivi” conclude l’avvocato.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).