Prefetti, vertici delle forze dell’ordine, sindaci e presidenti di provincia tutti riuniti in Prefettura a bari per fare il punto sulla situazione micro e macrocriminalità in puglia al cospetto del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Una riunione durata ben oltre il tempo indicato ai giornalisti che hanno atteso ben 4 ore per il punto stampa allestito nell’adrone del Palazzo del governo.
Al di là degli inevitabili disagi per attese troppo lunghe cui ormai la stampa sembra rassegnata, il quadro emerso è apparso ormai quello ben noto. Un’emergenza che dilaga in lungo e in largo della Puglia con situazioni più delicate emerse in provincia di Foggia e nel barese dove i recenti fatti di sangue hanno portato a maxi operazioni anticrimine con decine di arresti. La Capitanata, ormai da tempo è alle prese con una recrudescenza di episodi criminali: assalti a portavalori e bancomat, sparatorie, regolamenti di conti, furti organizzati oltre ad una dilagante violenza giovanile che interessa un po' tutto il Paese. Proprio quest’ultimo tema è stato affrontato direttamente dal ministro, che a margine dell’incontro ha parlato di un fenomeno ormai diffuso su scala nazionale. “Sicuramente i fenomeni di violenza giovanile sono un fenomeno crescente in tutta Italia”, ha dichiarato Piantedosi, sottolineando come particolare preoccupazione desti la facilità con cui i più giovani riescono a entrare in possesso di armi, soprattutto armi da taglio. Un riferimento che inevitabilmente riporta anche ai recenti fatti di sangue avvenuti a Taranto, dove il bracciante agricolo maliano Bakary Sako è stato ucciso nel centro storico cittadino da un gruppo composto da minorenni e maggiorenni.