L’audizione della Sindaca di Roseto Valfortore, Lucilla Parisi, ha riportato l’attenzione sulle difficoltà che vivono le aree interne e montane della Puglia, territori che ogni giorno fanno i conti con spopolamento, carenza di servizi, difficoltà infrastrutturali e minori opportunità economiche. Nel corso della Commissione è emerso chiaramente come i vincoli legati alle aree SIC incidano in maniera significativa sulle attività agricole, forestali e produttive, rendendo ancora più complessa la permanenza delle imprese e delle famiglie in questi contesti.

Il recente studio del Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla ricchezza in Puglia riaccende il dibattito sulle disuguaglianze della regione, con la provincia di Foggia ancora nelle ultime posizioni e diversi comuni costieri, tra cui regine del turismo come Vieste e Peschici, in fondo alla classifica. Ma è davvero questa la fotografia reale del territorio? Noi de l’Attacco lo abbiamo chiesto al consulente finanziario di Manfredonia Tommaso Rinaldi, che invita a leggere i dati con maggiore profondità.

Dottor Rinaldi, innanzitutto lei che lettura dà di questi dati?
“Guardi, sono dati che non si discostano molto da quelli dello scorso anno. Il problema è che vengono riportati senza approfondire nulla. E invece andrebbero analizzati con molta più attenzione.”
Quali sono gli altri fattori che, a suo avviso, andrebbero considerati?
“La prima cosa da dire è che andrebbero confrontati territori omogenei. Mettere a confronto piccoli comuni con grandi città rischia di falsare tutto. Basta che due contribuenti abbiano redditi elevati e saltano completamente le medie. Quindi già da qui bisogna partire con cautela.”
All’interno delle statistiche, anche nazionali, la provincia di Foggia viene sempre descritta come la più debole. È davvero così?
“Allora, sicuramente è una provincia con criticità, ma i numeri non raccontano tutto. Per esempio, tra le prime venti aziende per fatturato della provincia, solo tre non sono agricole. Questo è un dato fondamentale. I redditi agricoli godono di una fiscalità molto vantaggiosa e questo incide moltissimo sulle classifiche.”
In che maniera?

In un contesto europeo con temperature medie aumentate di circa +1,3°C e deficit idrico diffuso nel Mediterraneo, in Puglia nei bacini della Capitanata sono immagazzinati 294,36 milioni di metri cubi d’acqua, pari all’89% della capacità. È quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Puglia su dati ANBI e ISPRA, che evidenzia un quadro legato a piogge concentrate e non a una stabilità strutturale del sistema idrico, con criticità che restano anche su qualità delle acque e falde, sotto pressione per effetti antropici e fenomeni di intrusione salina.

Una settimana dedicata all’olio evo, tra relazioni di esperti sulle proprietà nutraceutiche dell’oro verde, degustazioni, eventi, spettacoli e l’attesa cerimonia di premiazione del 18° premio regionale “L’Oro della Puglia”, del 7° premio regionale “L’Oro di Federico II” e del 1° premio “La Peranzana d’Oro”. Settimana conclusa ieri, che ha visto Torremaggiore celebrare l’olio extravergine di oliva, diventando punto di riferimento per produttori, esperti, istituzioni e appassionati del settore, nella cornice del Castello Ducale. 



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