Il recente studio del Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla ricchezza in Puglia riaccende il dibattito sulle disuguaglianze della regione, con la provincia di Foggia ancora nelle ultime posizioni e diversi comuni costieri, tra cui regine del turismo come Vieste e Peschici, in fondo alla classifica. Ma è davvero questa la fotografia reale del territorio? Noi de l’Attacco lo abbiamo chiesto al consulente finanziario di Manfredonia Tommaso Rinaldi, che invita a leggere i dati con maggiore profondità.
Dottor Rinaldi, innanzitutto lei che lettura dà di questi dati?
“Guardi, sono dati che non si discostano molto da quelli dello scorso anno. Il problema è che vengono riportati senza approfondire nulla. E invece andrebbero analizzati con molta più attenzione.”
Quali sono gli altri fattori che, a suo avviso, andrebbero considerati?
“La prima cosa da dire è che andrebbero confrontati territori omogenei. Mettere a confronto piccoli comuni con grandi città rischia di falsare tutto. Basta che due contribuenti abbiano redditi elevati e saltano completamente le medie. Quindi già da qui bisogna partire con cautela.”
All’interno delle statistiche, anche nazionali, la provincia di Foggia viene sempre descritta come la più debole. È davvero così?
“Allora, sicuramente è una provincia con criticità, ma i numeri non raccontano tutto. Per esempio, tra le prime venti aziende per fatturato della provincia, solo tre non sono agricole. Questo è un dato fondamentale. I redditi agricoli godono di una fiscalità molto vantaggiosa e questo incide moltissimo sulle classifiche.”
In che maniera?