Trent'anni fa era una piccola realtà nata dall'intuizione e dalla determinazione di un giovane foggiano. Oggi è una delle principali società italiane nei servizi immobiliari, con circa 200 professionisti, oltre 4 milioni di metri quadrati gestiti e clienti tra i più importanti investitori e proprietari immobiliari del Paese. Svicom ha celebrato ieri sera il suo trentesimo anniversario nel prestigioso scenario del Portrait Milano, nel cuore del quadrilatero della moda. Un evento che ha riunito oltre duecento ospiti tra imprenditori, investitori, manager, retailer e protagonisti del mondo immobiliare nazionale. Ma, nonostante il successo raggiunto e una sede direzionale ormai stabilmente a Milano, la storia di Svicom continua ad avere un forte accento foggiano. L'impresa fu fondata nel 1996 da Fabio Porreca, allora appena ventiseienne. A credere per prima in lui fu Coop, che gli affidò la gestione del centro Mongolfiera di Foggia. Da quella opportunità nacque un percorso imprenditoriale che, anno dopo anno, avrebbe trasformato una piccola realtà locale in una delle aziende indipendenti più importanti del settore immobiliare italiano. Non è un caso che la serata celebrativa si sia aperta con un omaggio a Umberto Giordano. Il grande compositore foggiano rappresenta infatti una storia che richiama quella dello stesso fondatore di Svicom: un talento nato in Capitanata che ha trovato a Milano il luogo dove esprimere pienamente la propria visione senza dimenticare le proprie origini.

Quando Lorenzo Diomede risponde al telefono, la prima cosa che si sente è il rumore della campagna: un trattore in lontananza e un cane che abbaia. Poi arriva lui, diretto e senza filtri, come chi non ha bisogno di costruirsi un personaggio. “Sa dove mi trovo adesso? Sto in campagna, e devo controllare pure quello che fanno i trattoristi”, dice ridendo. Una risata che lascia intendere piuttosto chiaramente il suo modo di stare al mondo e la distanza siderale da certi imprenditori che vivono chiusi negli uffici e parlano solo attraverso comunicati. “Sono un lavoratore, sono uno che è nato dalla terra e ha avuto solo la fortuna di avere un padre che ci ha lasciato alcune proprietà e noi le abbiamo ulteriormente sviluppate – spiega a l’Attacco -. Ma il lavoro non me lo posso dimenticare. Io se non lavoro sto male”. È in questo modo che si presenta l’uomo che - insieme alla sua famiglia composta da Grazia Antonelli, Martino Diomede e Oronzo Diomede, imprenditori di Rutigliano del marchio Palumbo’s - ha deciso di investire nell’ex Dopla di Manfredonia, oggi Coopla Green. La Dopla Manfredonia nacque grazie ai fondi del Contratto d’Area, con l’investimento della famiglia veneta Levada, che aveva promesso sviluppo, occupazione, futuro. Per anni i lavoratori hanno creduto in quella promessa, fino a quando, finiti i soldi pubblici, la proprietà ha scelto di tenere lo stabilimento di Trezzano sul Naviglio e abbandonare quello di Manfredonia. Una storia già vista: le aziende aprono con finanziamenti pubblici e poi, quando i contributi finiscono, resta solo il silenzio insieme ai capannoni industriali inattivi. La Coopla Green è nata in questo vuoto, su impulso di Legacoop del presidente Carmelo Rollo. Una cooperativa di 25 ex dipendenti - sui 67 che vi hanno lavorato fino alla chiusura all’inizio del 2023 - che hanno deciso di restare insieme e non arrendersi. L’Attacco li ha seguiti fin dai primi giorni, quando presidiavano l’ingresso dello stabilimento con un casotto improvvisato e le visite istituzionali si alternavano alle attese infinite. La paura di perdere tutto conviveva con una dignità che non li ha mai abbandonati. Ma serviva qualcuno disposto a credere in loro, come sta facendo Lorenzo Diomede. In un tempo in cui molte aziende del Nord hanno abbandonato il Sud, Palumbo’s – questo il nome del marchio commerciale che riunisce alcune aziende agricole di Rutigliano – ha invece scelto di restare nel territorio regionale pugliese. C’entra parecchio l’impegno che Angelo Riccardi ha profuso - come conferma lo stesso Diomede - a mò di facilitatore. L’ex primo cittadino l’aveva informato di quello che stava succedendo a Manfredonia, dove c’era uno stabilimento all’asta. E i suoi lavoratori rimasti senza lavoro. 

“Ci sono storie che sembrano destinate a non avere più un domani. Storie fatte di silenzi, cancelli chiusi, macchinari fermi, attese infinite e famiglie sospese tra speranza e paura. E poi ci sono storie che, contro ogni previsione, trovano la forza di rialzarsi - scrive Angelo Riccardi -. La rinascita dell’ex Dopla appartiene a questa seconda categoria”.

Cresce in 10 anni l’export dei prodotti dell’agricoltura della Puglia, che aumenta di oltre il 34% superando 1,1 miliardi di euro nel 2025, ma aumentano in modo pesante anche le importazioni dall’estero, che superano quota 1,38 miliardi, un dato che conferma quanto sia diventato urgente difendere il vero Made in Italy da un sistema che consente a prodotti stranieri di diventare “italiani” con operazioni minime di trasformazione o confezionamento. La denuncia arriva da Coldiretti Puglia, sulla base dell’analisi dei dati Istat su export ed import dei prodotti dell’agricoltura dal 2015 al 2025.



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