“Oggi il presidente Decaro ha dato ai giornalisti la sua versione sulla manovra della sanità. Bene: se ne è così convinto, la venga a raccontare in Consiglio regionale, con i numeri in mano, davanti a chi rappresenta i pugliesi. E risponda alle domande”. Lo dichiara Napoleone Cera, vicecommissario regionale della Lega e consigliere regionale della Puglia. “Una conferenza stampa è un monologo, il Consiglio regionale è il luogo dove ci si guarda in faccia e si risponde - afferma Cera -. Su una manovra che, stando ai conti riportati dalla stampa, può pesare sulle famiglie fino a 66 euro in più al mese di tasse, i pugliesi hanno diritto a un dibattito vero, non a un annuncio calato dall’alto”. Si tratta, sottolinea il consigliere, del buco di un anno solo, il 2025: dodici mesi, circa 350 milioni di euro.

La criminalità legata ai furti d’auto continua a far discutere nel Foggiano e riporta al centro il tema della sicurezza a Cerignola. A rilanciare la proposta di un impiego diretto dell’Esercito è stato Roberto Vannacci, che ha ipotizzato l’utilizzo di reparti di paracadutisti per contrastare le organizzazioni criminali specializzate nel traffico e nello smontaggio dei veicoli rubati. L’idea arriva in un territorio che da anni combatte contro il fenomeno delle cosiddette “auto cannibalizzate”. Solo nel 2025 sarebbero state recuperate centinaia di carcasse di vetture rubate, mentre le forze dell’ordine continuano le attività investigative contro le reti criminali attive nella zona.

I partiti le hanno spiegato che così la maggioranza rischia di non reggersi nemmeno sulla carta. Episcopo, però, non sembra intenzionata a mollare i suoi. È da questo punto che l’altro ieri pomeriggio, nel corso del vertice convocato a Palazzo di Città con Pd, M5S e Psi, si è capito come la verifica di maggioranza al Comune di Foggia sia ancora lontana da una conclusione reale, nonostante la Sindaca abbia formalmente parlato di fase conclusiva. L’incontro, chiesto dalla prima cittadina per provare a sbloccare una trattativa trascinata per mesi, si è concentrato soprattutto sul nuovo assetto della giunta e sugli equilibri numerici in Consiglio comunale. Il problema è che la soluzione proposta dalla Sindaca non convince quasi nessuno tra gli alleati più pesanti della coalizione. Il ragionamento da cui si è partiti ha riguardato un tema che da settimane agita la maggioranza. Come inserire in giunta un urbanista vero, richiesta avanzata da tempo da diversi pezzi del campo largo, senza però sacrificare l’attuale assessore ai lavori pubblici e urbanistica Pino Galasso, uno dei tecnici più difesi dalla Sindaca, oltre che uomo di fiducia del governatore pugliese Antonio Decaro. Sul tavolo anche la richiesta socialista di ottenere finalmente una rappresentanza nell’esecutivo. La proposta illustrata da Episcopo ai rappresentanti di Pd, M5S e Psi avrebbe sostanzialmente blindato gli attuali equilibri dei partiti maggiori. Il Pd manterrebbe i suoi due assessori, Davide Emanuele al bilancio e Alice Amatore alla cultura. Nessun cambiamento anche per il M5S, che continuerebbe ad esprimere la vicesindaca Lucia Aprile all’ambiente e Simona Mendolicchio ai servizi sociali, anche se proprio su quest’ultimo assessorato restano tensioni mai sopite con la dirigente del settore Sara Croce. Confermati anche i due assessori emilianisti di Con. Resterebbero al loro posto Mimmo Di Molfetta alla scuola e allo sport e Giulio De Santis alla legalità. Le novità immaginate dalla Sindaca sarebbero invece due. La prima riguarderebbe l’ingresso in giunta di un urbanista scelto direttamente da lei, soluzione pensata per rafforzare il settore senza però toccare Galasso. La seconda consisterebbe nell’assegnazione di un assessorato al Partito Socialista, che potrebbe essere rappresentato dal consigliere comunale Mino Di Chiara. Per fare spazio ai nuovi ingressi, i sacrificati dovrebbero essere gli ex esponenti di Tempi Nuovi, la lista nata dall’asse Azione-Italia Viva. Dovrebbe uscire dalla giunta almeno uno tra Lorenzo Frattarolo, assessore alle attività produttive, e Daniela Patano, assessora alla polizia locale e al personale indicata da Sergio Clemente. Entrambi, nel tempo, si sono progressivamente sganciati dai rispettivi riferimenti politici originari. Nelle ultime settimane, inoltre, la stessa Episcopo ha rivendicato apertamente Patano come figura politicamente riconducibile a lei e dunque intoccabile. Proprio Patano, però, nei giorni scorsi è stata al centro di una durissima polemica interna alla maggioranza sul Piao, il Piano Integrato di Attività e Organizzazione. Vicenda che ha provocato forti tensioni soprattutto col Pd e con la presidente del Consiglio comunale Lia Azzarone. Uno scontro che ha peggiorato ulteriormente i rapporti già compromessi tra l’area dem e la Sindaca. Il problema politico vero, tuttavia, è che lo schema immaginato da Episcopo non garantirebbe affatto la tenuta numerica della maggioranza in aula. Ed è su questo che, durante il vertice, Pd, M5S e Psi avrebbero provato a far ragionare la Sindaca. Secondo la ricostruzione emersa dall’incontro, il nuovo assetto lascerebbe infatti completamente fuori Prossima, il gruppo consiliare vicino al presidente provinciale Giuseppe Nobiletti e quindi all’area politica del governatore pugliese Antonio Decaro. Un’esclusione che rischia di trasformarsi in un boomerang pesantissimo per la tenuta del campo largo.

"Oggi ho assistito all’ultimo consiglio comunale di questa consiliatura. È da qui che voglio partire. Da questo luogo prezioso, a volte scomodo, ma sempre necessario". Inizia con questa riflessione l’analisi di Pasquale Arena, ex candidato Sindaco di Mattinata, escluso dalla prossima competizione elettorale, che lancia un monito accorato sul futuro delle istituzioni cittadine e sul valore del confronto democratico all’interno della vita amministrativa della città. Per Arena, infatti, il consiglio comunale rappresenta molto più di un semplice passaggio istituzionale o di una semplice aula: è il luogo nel quale una comunità misura la propria maturità democratica, attraverso il dialogo, il dissenso e il confronto tra idee differenti. "Il consiglio comunale non è una formalità. È il cuore pulsante della democrazia locale: il posto dove le idee si confrontano, dove le decisioni si pesano", prosegue la nota. "Ma cosa sarebbe questo luogo con una voce sola? Un’aula dove tutto scorre liscio, dove nessuno obietta, dove nessuno interpella, interroga, dove l’unanimità non nasce dal confronto ma dall’assenza di chi “osa” pensare diversamente?".

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