Mattinata, cercasi quorum per il Bisceglia bis: inviti contrapposti ai cittadini, spauracchio commissariamento
Si riuscirà a raggiungere il quorum del 40% dei votanti? Questo è l’unico interrogativo che ormai circola a Mattinata, rispetto alle elezioni comunali di domenica e lunedì prossimi, dopo la clamorosa esclusione dalla competizione della lista Obiettivo Mattinata per numero eccessivo di sottoscrizioni. La lista era guidata dal candidato sindaco Pasquale Arena, il 38enne avvocato che fu assessore comunale negli ultimi mesi del sindaco Michele Prencipe, otto anni fa. Rimasta in campo la sola lista di Noi Comunità, quella dell’amministrazione uscente capitanata dal primo cittadino Michele Bisceglia, non c’è altra incognita in vista delle urne imminenti. Nel piccolo paese da poco più di 5.800 abitanti (sulla carta), Bisceglia e i suoi invitano tutti alle urne agitando lo spettro di un nuovo commissariamento – dopo quello del 2018 per infiltrazioni mafiose – e rimarcando la necessità di far proseguire l’attività amministrativa. Il sindaco ha avuto il sostegno, nel comizio della scorsa settimana, del dominus Pd e assessore regionale Raffaele Piemontese, insieme alla squadra dei sindaci di centrosinistra del Gargano (d’Arienzo da Monte Sant’Angelo, Di Brina da Carpino, D’Arenzo da Peschici, Merla da San Marco in Lamis), oltre alla consigliera regionale dem Rossella Falcone. Mentre per Arena era pronto a spendersi a Mattinata il presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti, sindaco di Vieste. “Ma davvero vogliamo tornare indietro?” è la domanda rivolta in questi ultimi giorni pre-voto dalla maggioranza uscente. Tanti, però, stanno invitando l’elettorato a non recarsi ai seggi, a cominciare da Pasquale Arena, che rimarca come anche quella di non votare sia una libera e democratica scelta, l’unica rimasta vista l’unica lista sulla scheda: “Oggi il quorum è una garanzia. È l’opportunità di una scelta vera, per decidere davvero il futuro di una comunità. La Corte Costituzionale lo afferma con chiarezza: obbligare moralmente i cittadini al voto, o colpevolizzare chi non vota, limita la libertà democratica. Non recarsi alle urne è una scelta legittima espressione di una libertà individuale e politica che nessuno può sanzionare, colpevolizzare o trasformare in arma di pressione. Non votare è tutelato dalla legge, soprattutto in presenza di un quorum. Non è una violazione. Nessuna minaccia velata, nessun ricatto emotivo, nessuna colpevolizzazione può cambiare questo fatto. Lo dicono i giudici costituzionali. Non io. Alle grida disperate, preferisco la voce silenziosa e libera di chi con la propria mente e il proprio cuore sa che la democrazia non è obbedienza cieca. È scelta, sempre”.
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