Quello che l’Attacco aveva anticipato sia il giorno prima che all’indomani delle elezioni provinciali del 19 aprile oggi, a San Severo, è diventato una crisi politica conclamata. La vittoria di Raffaella Vene e la sconfitta della candidata di Fratelli d’Italia Daniela Vassallo non hanno soltanto aperto l’ennesima fase di tensione nella maggioranza della Sindaca Lidya Colangelo. Hanno prodotto una spaccatura profonda che, col passare delle settimane, si è trasformata in un braccio di ferro continuo capace di paralizzare quasi completamente l’attività amministrativa. E le dimissioni dell’assessore Gigi Marino hanno ora certificato pubblicamente una frattura che da settimane si consumava dentro il Palazzo. Dopo le provinciali, Fratelli d’Italia ha infatti scelto di irrigidire lo scontro interno, forte dell’asse costruito con i civici di centrosinistra Mariani e Franciosi e con il gruppo dell’assessore Rosario Di Scioscio, che conta due consiglieri comunali: Armando Dell’Oglio e Rosa Bentivoglio. Un blocco che, nei fatti, ha iniziato a condizionare ogni scelta della Sindaca attraverso veti politici e personali che avrebbero rallentato o bloccato l’operato della maggioranza. Al centro dello scontro continua a esserci il ruolo del sindaco-ombra Giuseppe Manzaro, già indicato più volte da l’Attacco come il vero regista politico di questa amministrazione. È lui ad aver costruito, insieme all’assessore Gigi Marino, sua diretta espressione, la candidatura di Vene dentro la lista del presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti. Un’operazione nata proprio contro il blocco che aveva già ostacolato il tentativo di formalizzare il ruolo dello stesso Manzaro nello staff della Sindaca. Da una parte si è così consolidato il gruppo dei nove amministratori che si riconosce nell’asse formato da Fratelli d’Italia, dai civici Mariani e Franciosi e dall’area di Di Scioscio. Dall’altra si è strutturato un fronte composto da cinque consiglieri comunali che non avrebbe più intenzione di accettare una paralisi amministrativa considerata ormai inspiegabile: Matarante, D’Antuono, Tardio, il leghista Orlando e la stessa Vene. Secondo le ricostruzioni circolate negli ambienti politici cittadini, il punto di rottura si sarebbe consumato subito dopo le provinciali. La Sindaca Colangelo avrebbe scelto di schierarsi con il gruppo dei nove, assecondando le richieste di Fratelli d’Italia: no all’ingresso di Vene in maggioranza e linea durissima contro i consiglieri accusati di aver sostenuto politicamente l’operazione costruita da Manzaro, Marino e Nobiletti. Una scelta che nelle intenzioni della Sindaca avrebbe dovuto riportare equilibrio nella coalizione, ma che avrebbe invece aggravato ulteriormente la crisi. Oggi l’amministrazione appare completamente spaccata.