Quattro alberghi, il sistema Alcantara a San Giovanni Rotondo: la gara dei centesimi con strutture riconvertite

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La storia dell’accoglienza in Capitanata ha un punto di rottura preciso, un momento (storico) in cui l’emergenza smette di essere una parentesi e diventa, di fatto, un vero e proprio metodo. Quel punto di rottura è rappresentato da un luogo. Anzi, quattro luoghi. Sono quattro hotel di San Giovanni Rotondo che, nel giro di pochi mesi, passano dall’essere strutture turistiche a diventare il cuore pulsante di un sistema che si regge su affidamenti d’urgenza, gare senza concorrenti e un operatore che cresce solo dove gli altri non ci sono. Zipeto, Vaticano, San Matteo e Carriera: quattro nomi che, letti uno dopo l’altro, sembrano l’elenco di un itinerario turistico. In realtà sono la mappa di un modello amministrativo che ha trasformato l’eccezione in regola. Per capire come si arriva a questo snodo e come un sistema pubblico possa trasformarsi - senza volerlo - in un meccanismo che premia la presenza più della qualità, la rapidità più della competenza, l’urgenza più della programmazione, bisogna tornare indietro, agli anni in cui la Prefettura di Foggia si muoveva in un equilibrio precario tra bandi deserti, proroghe tecniche e una cronica carenza di strutture idonee. In quel vuoto, Alcantara Service – una società nata nel 2017 nel Leccese, senza alcuna storia nel settore, priva del benché minimo radicamento territoriale, e senza una rete nazionale – inizia a comparire nei documenti con regolarità. La società guidata dall’amministratrice e rappresentante legale Ana Ironelys Alcantara Corporan, 44enne di nazionalità dominicana che parrebbe provenire da un settore molto distante da quello dell’accoglienza, non opera nella sua provincia di origine – quella leccese -, né lavora in territori limitrofi. Come già ricostruito da l’Attacco, Alcantara Service srl non diversifica i contratti. Piuttosto esiste solo dove esiste la Prefettura di Foggia. E, ovviamente, cresce solo lì. Il 2023 è l’anno in cui il meccanismo che permette una sostanziale egemonia di Alcantara Service diventa evidente. La Prefettura ha bisogno di posti letto immediati, perché il sistema è sotto pressione e le strutture disponibili sono poche. Le procedure ordinarie non bastano, perché le gare non attirano concorrenti e gli operatori storici sono fermi oppure in difficoltà. È in questo vuoto che Alcantara si inserisce, offrendo camere e posti letto con una rapidità che diventa la sua principale forza competitiva. Non è la qualità dei progetti, non è la solidità organizzativa, non è nemmeno la capacità di costruire reti territoriali. La chiave di tutto è la disponibilità immediata. Gli affidamenti d’urgenza dell’estate 2023 sono il punto di svolta. In agosto e settembre, la Prefettura di Foggia assegna ad Alcantara la gestione di quattro strutture a San Giovanni Rotondo: 25 posti all’Hotel Zipeto che sostituisce la precedente struttura agrituristica in contrada Nicoletto, 25 all’Hotel Vaticano, 50 all’Hotel San Matteo, 25 all’Hotel Carriera. Sono affidamenti temporanei, revocabili in qualunque momento, ma di fatto aprono la strada a qualcosa di più grande. 

L’11 ottobre, la Prefettura aggiudica la gara europea ASP n. 3553399 e l’unica offerta pervenuta è quella di Alcantara. Le strutture messe a disposizione erano già occupate nei mesi precedenti. È come se l’urgenza avesse preparato il terreno all’ordinario. Come dire che la gestione temporanea è risultata essere il preludio naturale all’aggiudicazione definitiva. 

Il ribasso offerto è infimo, ma basta (e avanza) visto che non ci sono contendenti: 0,3% su entrambe le basi d’asta che erano di 29,75 euro oltre IVA come quota pro-capite quotidiana – aggiudicata con 29,74 euro - e 150 euro oltre IVA per il kit di primo ingresso – gara aggiudicata con offerta di 149,95 euro -. Un kit che prevede vestiario con ricambio per il passaggio di stagione e una scheda telefonica.

Il contratto firmato il 13 ottobre 2023 è un documento che definisce ogni dettaglio del servizio. Dentro c’è tutto: la descrizione delle strutture, i servizi da erogare, gli obblighi del gestore, le clausole di controllo, le tabelle del personale, le frequenze delle pulizie, la composizione dei pasti. Ma soprattutto c’è la conferma di un dato che cambia la prospettiva: Alcantara gestisce quelle strutture prima della gara, durante la gara e dopo la gara. Non c’è mai un momento in cui quelle strutture siano davvero contendibili. Non è una competizione reale, dal momento che manca qualsiasi altro operatore che possa contendere l’aggiudicazione.

San Giovanni Rotondo diventa così il laboratorio perfetto per capire come funziona il modello Alcantara

Gli hotel coinvolti non sono strutture marginali - per quanto dislocate fuori dal centro cittadino -, piuttosto sono edifici ricettivi collocati in una città che vive di turismo religioso, con un flusso costante di pellegrini e un tessuto economico che ruota attorno al santuario di Padre Pio. La loro trasformazione in centri CAS incide sul territorio, sulle attività circostanti, sulla percezione della città. Eppure, tutto avviene senza una comunicazione preventiva o un confronto con la comunità locale, proprio come è successo a Manfredonia nelle ultime settimane. È un processo che si consuma dentro gli atti amministrativi, lontano dagli occhi della città.

Il contratto racconta anche un’altra cosa: la Prefettura di Foggia si riserva un controllo costante e capillare. Le presenze devono essere comunicate ogni giorno, per esempio, così come i servizi devono rispettare standard precisi, il personale deve essere organizzato secondo tabelle ministeriali, i pasti devono seguire specifiche tecniche dettagliate. Ma questo controllo, per quanto rigoroso, non cambia la natura del rapporto: Alcantara resta l’unico operatore in grado di rispondere alle urgenze. E finché il sistema continua a muoversi tra emergenze e mancanza di alternative, la sua posizione resta intatta.

Quando la concorrenza torna – come accade nella gara del 2024, dove Matrix, Stignano ed Emmaus presentano progetti strutturati e articolati – la fragilità del modello Alcantara risulta piuttosto evidente. Il punteggio tecnico è il più basso tra tutti, mancano protocolli sanitari, mancano competenze certificate, mancano progetti integrati. Ma nel Lotto II, quello da 51 a 100 posti, Alcantara è di nuovo l’unica a presentarsi. E vince ancora.

I quattro hotel di San Giovanni Rotondo diventano così il simbolo di un sistema che ha smesso di funzionare come un mercato e ha iniziato a funzionare come un circuito chiuso. Un sistema in cui l’urgenza diventa la regola e, allo stesso tempo, la mancanza di alternative risulta essere un vantaggio competitivo. Basta essere presenti nel momento giusto, nel posto giusto, quando gli altri non ci sono.

Come già scritto su queste colonne, i bilanci di Alcantara parlano chiaro e mostrano una crescita vertiginosa: dalle poche decine di migliaia di euro fino al 2022, a quasi 800 mila euro nel 2023, a oltre 1,6 milioni nel 2024. “I ricavi salgono a 1.642.721 euro, ma l’utile netto si ferma a 11.869 euro – l’appunto di Angelo Riccardi, che ieri è intervenuto su Alcantara -. Il patrimonio netto resta negativo per 38.833 euro, i debiti totali sono 721.679 euro, di cui 612.692 esigibili entro dodici mesi, mentre la liquidità disponibile a fine esercizio è di appena 34.662 euro. In altre parole: crescita del fatturato sì, ma con una struttura patrimoniale ancora debole e con una tensione evidente sul breve termine. Nello stesso bilancio – ha aggiunto - compare inoltre un compenso all’amministratrice di 294.431 euro, dato che da solo merita una spiegazione pubblica quando la società chiude con utile minimo e patrimonio netto ancora sottozero”.

Il dato di fatto oggettivo è che la crescita della società coincide con gli appalti ottenuti in Capitanata. Non risulta esserci altro in altri territori, eccetto l’affidamento diretto ricevuto dalla Prefettura BAT per l’utilizzo come CAS dell’Hotel Queen Victoria di Canosa. Tutto, o quasi, si concentra in un rapporto praticamente esclusivo con la Prefettura di Foggia.

“Non è il passaporto dell’amministratrice. Non è neppure, in automatico, la legittimità formale dell’aggiudicazione. Il punto è che una società con 1.000 euro di capitale, patrimonio netto negativo e liquidità limitata – la chiosa di Riccardi - compare, secondo atti pubblici e visure, come attore ricorrente della filiera dell’accoglienza tra Foggia, San Giovanni Rotondo, Manfredonia e Canosa. Se le istituzioni ritengono che questo sia pienamente coerente con l’interesse pubblico, allora devono pubblicare fino in fondo ciò che oggi manca al dibattito: importi effettivi dei contratti, garanzie, piani del personale, verbali ispettivi, livelli di occupazione delle strutture e ragioni per cui, in snodi decisivi, la concorrenza si sia ridotta a un solo operatore ammesso. Senza questa trasparenza, il sospetto continuerà a crescere più in fretta dei posti letto”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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