"Rivolgo i miei auguri di buon lavoro ai neo nominati direttori generali delle ASL, degli IRCCS e delle Aziende Ospedaliero-Universitarie della Puglia, con un pensiero particolare alla dott.ssa Tiziana Di Matteo (ASL Foggia) e al dott. Yanko Tedeschi (Policlinico di Foggia), che assumono la guida della sanità nella nostra Capitanata. Accanto agli auguri, tuttavia, non posso non sottolineare come la sfida che li attende sia di una complessità straordinaria: l'auspicio è che da oggi si assista a una radicale e non più rimandabile inversione di rotta". Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Nicola Gatta. ​

Un tentativo di ripensare il rapporto tra ospedale e territorio in una provincia complicata come quella di Foggia, come ratio del convegno “Territorio e rete ospedaliera in Ostetricia e Ginecologia”, organizzato da Asl Foggia il 22 e 23 maggio a Vieste, all’Hotel I Melograni, con due giornate dedicate ai temi della salute della donna, della prevenzione e dell’integrazione sociosanitaria.
L’iniziativa, alla seconda edizione dopo quella del 2024, vede il coinvolgimento di medici, ostetriche, infermieri, operatori sanitari e specialisti provenienti da tutta la provincia e affronta temi che vanno dalla gravidanza alla prevenzione oncologica, passando per infertilità, screening HPV, post partum, medicina legale e continuità assistenziale. A spiegare la filosofia dell’evento è Antonio Lacerenza, direttore del Dipartimento Materno Infantile di Asl Foggia, che a l’Attacco parla di un cambio di approccio ormai necessario: “Questo evento rappresenta una formazione non solo mirata all’acquisizione di nuovi percorsi e competenze più appropriate, ma punta soprattutto l’attenzione sull’integrazione tra ciò che avviene nei presidi ospedalieri e ciò che deve avvenire in continuità sul territorio”, spiega.
Il focus, infatti, è proprio la costruzione di una rete, di un sistema che non si limiti alla fase ospedaliera ma accompagni la donna lungo tutto il percorso assistenziale. Tutto ciò  in Capitanata assume un peso ancora più delicato: la provincia di Foggia, per estensione territoriale e complessità logistica, continua a scontare forti differenze tra aree urbane e territori periferici, con distanze enormi tra alcuni centri abitati e i servizi sanitari, ospedali in primis.

Per due giorni Vieste diventa il centro del confronto sanitario provinciale sui temi dell’ostetricia e della ginecologia. Il 22 e 23 maggio, all’Hotel I Melograni, Asl Foggia ha organizzato il convegno “Territorio e rete ospedaliera in Ostetricia e Ginecologia”, appuntamento dedicato a medici, ostetriche, infermieri e operatori sanitari chiamati a discutere di prevenzione, continuità assistenziale e integrazione tra ospedali e territorio.
Oggetto del confronto sono temi delicati e attuali come gravidanza, screening del carcinoma della cervice uterina, vaccinazione HPV, infertilità, assistenza nel puerperio, allattamento e depressione post partum.

La Puglia entra ufficialmente nella stagione delle lacrime e sangue. E mentre il governatore Antonio Decaro prova a difendere la scelta di aumentare l’addizionale Irpef parlando di “responsabilità” e “necessità inevitabili”, il centrodestra prepara la mobilitazione generale. Mercoledì 27 maggio, davanti alla Presidenza della Regione sul lungomare Nazario Sauro di Bari, tutti i consiglieri regionali di opposizione si ritroveranno per un flash mob contro quella che definiscono senza mezzi termini “la stangata Decaro”. Il nodo politico, però, va ben oltre l’Irpef. Per l’opposizione, infatti, il problema non sarebbe soltanto la necessità di coprire il disavanzo, ma soprattutto il modo in cui si sarebbe arrivati a questo punto: anni di spesa incontrollata, carenza di verifiche, gestione opaca delle Sanitaservice e una macchina amministrativa trasformata – accusano dal centrodestra – in un enorme sistema di consenso. Ad affondare il colpo è soprattutto l’onorevole Davide Bellomo, parlamentare di Forza Italia tra le voci più dure contro il governatore pugliese. “L’errore principale – sostiene Bellomo –, è che quando gestisci quasi 8 miliardi di euro di spesa sanitaria devi avere il controllo assoluto dei centri di costo. Non è possibile ritrovarsi dall’oggi al domani con una voragine simile e fingere che sia un problema nato negli ultimi tre anni”. Bellomo punta il dito anche contro la narrazione secondo cui la Puglia sarebbe stata lasciata sola dal Governo centrale. “Negli ultimi anni”, spiega, “alla Regione sono arrivati circa 700 milioni di euro in più rispetto al passato. Quindi non si può continuare a raccontare che Roma abbia abbandonato la sanità pugliese. Le risorse ci sono state. Il problema è come sono state spese”. Secondo l’esponente dell’opposizione, sarebbero mancati controlli reali sulla spesa e sulla programmazione sanitaria. “Se io utilizzo le Sanitaservice per assumere migliaia di persone senza una vera strategia sanitaria, è inevitabile che prima o poi i conti esplodano. Se quelle risorse fossero servite ad assumere medici, infermieri e personale sanitario, oggi avremmo servizi eccellenti. Invece si è allargata soprattutto la platea amministrativa e clientelare”. Un’accusa politica pesantissima che investe direttamente anche Decaro. “L’unica cosa che gli resta da fare è un’operazione verità ma soprattutto una pianificazione seria che eviti gli sprechi del passato, penso alle grandi incompiute come l’ospedale San Cataldo di Taranto – i cui costi continuano a lievitare con il passare degli anni – fino alle future Case di Comunità previste dal PNRR, che rischiano di trasformarsi in ulteriori centri di spesa senza una contestuale razionalizzazione del sistema. L’aumento Irpef, conclude Bellomo, sarà soltanto un palliativo”. Per questo la domanda che l’opposizione continua a rivolgere a Decaro è tanto semplice quanto politicamente devastante: per quanto tempo i pugliesi dovranno continuare a pagare?

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