L’università di Foggia vorrebbe attivare un corso di laurea in infermieristica all’ospedale Lastaria di Lucera come sede didattica decentrata, presidio che in realtà esisteva fino a una trentina di anni fa. Il professor Gaetano Serviddio, direttore del Dipartimento di Scienze Mediche, prima di inviare l’istanza al ministero per la necessaria approvazione, ha effettuato un sopralluogo nel nosocomio assieme al collega Tommaso Cassano, presidente del corso di laurea e membro della Conferenza Nazionale delle Professioni Sanitarie, per individuare gli spazi necessari. Nel contempo, ha chiesto all’Amministrazione comunale la disponibilità di locali idonei allo svolgimento delle lezioni e per ospitare la biblioteca e le sale studio, almeno fino a quando non saranno completati i lavori di adeguamento di alcuni ambienti facenti parte della struttura sanitaria stessa. La Giunta Pitta ritiene che la vicina biblioteca Bonghi sia la soluzione provvisoria ideale, in particolare la sala conferenze e le sale lettura già aperte per altri studenti, per cui è stato dato atto di indirizzo al dirigente al Patrimonio dell’ente di redigere una effettiva valutazione tecnica e gestionale, anche in collaborazione con il personale dell’Ateneo. Solo successivamente si potrà passare alla formalizzazione dei rapporti tra le parti e a disciplinare l’utilizzo degli spazi. “Abbiamo individuato negli spazi della biblioteca comunale il luogo ideale per ospitare le attività didattiche nella fase iniziale del progetto – ha dichiarato Serviddio – e questa non è stata una scelta casuale o soltanto funzionale. È una scelta che unisce formazione, storia, bellezza e identità culturale. La Biblioteca civica, antica e restaurata, rappresenta una delle cornici più prestigiose della città e della Capitanata. Portare qui un corso universitario significa inaugurare un nuovo modo di vivere la formazione: nei luoghi più belli e simbolici delle nostre comunità, restituendo loro centralità, vita e futuro. In quelle stanze, centinaia di anni fa, studiavano sacerdoti e uomini di cultura. Oggi ci auguriamo possano formarsi gli infermieri del futuro, professionisti moderni chiamati a svolgere un ruolo fondamentale per la salute pubblica e per il benessere delle comunità. È un ponte ideale tra antico e presente, tra tradizione e innovazione, che rende questo progetto ancora più significativo”.