Documenti e certificazioni false, arrestata avvocata di Stornarella alias lady Tfa: indagini partite da esposti

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Dopo diverse segnalazioni e le indagini delle forze dell’ordine, l’inchiesta dei carabinieri sulle certificazioni prodotte per partecipare al Tirocinio formativo attivo (Tfa) sostegno ha prodotto i primi risultati. Le indagini hanno appurato, infatti, la produzione di false attestazioni per l’inserimento di persone non in possesso dei requisiti necessari nelle graduatorie provinciali per le supplenze come insegnanti. 

L’inchiesta ha portato agli arresti domiciliari un’avvocata del Foro di Foggia, la 52enne di Stornarella Antonietta Ruggieri, il marito 49enne Carmelo Fiorilli (insegnante) e la dirigente di un istituto paritario di Vairano Patenora (Caserta) Angela Rosa Ciotola. Altre nove persone, tutte residenti in comuni della provincia foggiana (Carapelle, Stornarella e Cerignola), sono state raggiunte da interdittiva della sospensione dell’esercizio dell’attività di insegnamento. 

Già nel gennaio scorso l’Attacco aveva parlato della vicenda che riguarda la professionista soprannominata ‘lady Tfa’: a Stornarella, paesino dei Cinque Reali Siti, infatti, l’approdo al titolo di docente di sostegno ha registrato un vero boom negli ultimi anni. Secondo tali rumors, la magistratura foggiana ha cercato di capire cosa ci sia di vero nelle voci di 30mila euro per ogni posto nel Tfa di Unifg, soldi che sarebbero stati divisi con altre persone. Nelle scorse ore la possibile svolta, dunque.

“Negli anni passati l’avvocata, con una serie di altre figure esterne all’Università, creava dei certificati ad hoc che potevano essere presentati nei concorsi”, fanno sapere a l’Attacco persone informate sui fatti. Stiamo parlando, quindi, “di tirocini in scuole paritarie che non erano stati effettuati” o di percorsi in “scuole che non esistevano”, viene ancora riferito a l’Attacco. Nello specifico, poi, “l’attività di docenza a cui si fa riferimento sono certificati di servizio falsi” oppure si tratta di “diplomi conseguiti in un anno che davano accesso agli Itp”. 

“I controlli su questi documenti vengono fatti a campione”, è stato riferito a l’Attacco da persone informate sui fatti. “Non è facile risalire al certificato falso, a meno che non ci siano delle segnalazioni”. Imbeccata che è arrivata “da altri corsisti”, viene specificato, “e da lì è partito tutto”, è stato evidenziato. “La verifica dei titoli in Unifg la fa il Centro della formazione docenti e il responsabile è il prof. Giuseppe Annacontini – viene ancora detto –. A lui sono arrivate segnalazioni, questo inverno, di diplomi di Itp di questa scuola del Casertano e certificati di servizio falsi per abbreviare le carriere”. “Inoltre, la richiesta di controlli è arrivata dalla Guardia di Finanza al Protocollo: l’ultima a maggio scorso su segnalazione di vincitori 30 Cfu e Tfa”, è stato aggiunto.

Le 12 persone rispondono di concorso in falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, esercizio abusivo di una professione e favoreggiamento personale. L’inchiesta, avviata ad agosto 2023 e conclusa a maggio 2024, ha consentito di accertare che l’avvocata, il marito insegnante e la dirigente dell’istituto partitario in concorso tra loro avrebbero indotto in errore gli uffici scolastici provinciali mediante certificati falsi e comunicazioni Unilav che documentavano, contrariamente al vero, per gli anni compresi tra il 2018 e il 2023, rapporti lavorativi la scuola paritaria in provincia di Caserta. 

Nell’ordinanza viene evidenziato il “meccanismo messo in atto teso a falsificare continuativamente il requisito del possesso dei titoli e delle esperienze richieste per la compilazione delle graduatorie provinciali, orchestrato con spregiudicatezza e pervicacia dai soggetti collocati in posizione verticistica nella complessa piramide”. Su richiesta della dirigente scolastica – si legge negli atti – “veniva generata la comunicazione obbligatoria di lavoro (Unilav) con cui gli indagati dichiaravano di aver prestato servizio come insegnanti e per mezzo della quale venivano dispensati dalla preselezione nel percorso utile al conseguimento del Tfa, il tutto senza aver mai versato alcun contributo Inps”. 

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i tre indagati destinatari degli arresti domiciliari avrebbero rivestito una posizione di rilievo nell’ambito di meccanismi finalizzati alla produzione reiterata di un’imponente quantità di atti e documenti ideologicamente falsi, idonei a indurre in errore il sistema pubblicistico deputato a valutare, individuare e selezionare, mediante formazione e pubblicazione di graduatorie pubbliche, i soggetti maggiormente titolati a svolgere, in base alla normativa legislativa e regolamentare di riferimento, attività di docenza e insegnamento negli istituti di istruzione. 

Gli investigatori evidenziano “la compiacenza del dirigente di un istituto paritario della provincia di Caserta, nonché la produzione, l’utilizzo di dichiarazioni e di attestazioni mendaci - anche in relazione ad attività di docenza mai svolta -, avrebbero determinato a favore di nove indagati il conseguimento di titoli o l’attribuzione di punteggi determinanti nell’accesso all’insegnamento”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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