Paura e rabbia: oltre il clamore delle due rapine tanti gli episodi criminali registrati ad Apricena

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Paura e preoccupazione ma anche tanta rabbia: questo il mix di sentimenti che attraversa la comunità apricenese dopo la doppia (eclatante) rapina di ieri ai danni di una gioielleria e una rivendita di tabacchi. Gli inquirenti che indagano sull’accaduto non escludono che i due colpi abbiano un’unica matrice criminale. 

Il primo a subire il colpo è stato il tabacchi, in una zona meno centrale della città: i malviventi, entrati in azione intorno alle 3 del mattino, hanno sfondato la saracinesca con un’auto e si sono appropriati di merce e denaro. Il secondo furto, dopo circa un’ora, è stato perpetrato ai danni di una gioielleria del centro, a pochi passi dal municipio. I ladri ne hanno distrutto l’ingresso con l’ausilio della pala di una ruspa, hanno estratto la cassaforte, poi caricata su un furgone. Ma prima di darsi alla fuga hanno cosparso i dintorni di chiodi fora pneumatici per scongiurare il rischio di essere inseguiti. 

Ma ciò che ha destato sconcerto è stato il fatto che i criminali abbiano provveduto anche a bloccare la porta di ingresso dell'abitazione dei titolari dell'attività commerciale che vivono nei pressi della gioielleria, picchiando uno dei figli. La spregiudicatezza della banda è andata anche oltre: hanno infatti sistemato una catena davanti alla porta carraia della caserma dei carabinieri di Apricena. Proprio i militari dell’Arma, intervenuti per primi sul posto, indagano sull’accaduto. Verranno visionate le immagini della videosorveglianza e sentito chiunque potrà fornire elementi utili a individuare i responsabili. 

Silenzio assoluto da parte dei titolari della gioielleria De Filippis, comprensibilmente scossi e a dir poco furibondi. Con grande presenza di spirito e abnegazione, già a lavoro dalla mattina di ieri Carmine, il proprietario della rivendita di tabacchi che, nonostante le tempestive riparazioni, mostra i segni della spaccata: “E che possiamo fare? Non possiamo permetterci di fermarci – ha commentato a l’Attacco –. Dobbiamo farci forza e continuare a lavorare, altrimenti perdiamo tutto, se ci fermassimo ci daremmo la zappa sui piedi perché comunque le spese devono essere pagate. Purtroppo non è la prima volta che subiamo una rapina, certo non così impattante ma sicuramente pericolose, perché i malviventi sono entrati qui in pieno giorno con fucili e coltelli per derubarci. Supereremo anche questa”.

E’ evidente che il colpo sia stato progettato nei minimi dettagli e che sia stato messo a segno da un commando esperto in questo tipo di rapina. “Adesso basta – ha tuonato il Sindaco Antonio Potenza -. Ho il cuore affranto. Da una decina di giorni assistiamo a furti in appartamenti ma questa è stata una notte da incubo. Una gioielleria e un tabacchi aggrediti con escavatori e auto, da un commando di decine di persone armate, guardie notturne e cittadini minacciati con pistole. Scene da film che non abbiamo mai visto nella nostra città. Nonostante la presenza massiccia di forze dell’ordine negli ultimi tempi in città, a testimonianza che siamo di fronte a dei delinquenti senza scrupoli. Adesso non è il momento delle polemiche e dello sciacallaggio politico, sappiamo che è un fenomeno che non accade solo da noi ma in giro quasi ovunque. Ora è il tempo di stare vicino a tutti coloro i quali hanno subito dei furti, e fare comunità, sostenendoci l’un l’altro. Le forze dell’ordine, l’imponente impianto di video sorveglianza cosa possono fare di fronte a questi balordi, che hanno addirittura cercato di barricare in casa i proprietari della gioielleria e i carabinieri in caserma con delle catene sui cancelli? Ho interloquito diverse volte nelle ultime settimane con le forze dell’ordine e nella mattinata di oggi ho sentito telefonicamente la Prefettura di Foggia, a cui ho chiesto di convocare un comitato provinciale di ordine e sicurezza pubblica per intensificare la presenza di notte e di giorno di uomini e mezzi delle forze dell’ordine nella nostra città, confidando che a stretto giro la magistratura possa consegnare alla giustizia questi delinquenti. A noi cittadini il compito di continuare a denunciare sempre, anche i piccoli furti, per dare più strumenti possibili a chi fa le indagini. Mi sento di abbracciare a nome di tutta la comunità i nostri cittadini in questo momento distrutti dal dolore”.

La conferma che da diverse settimane la città sia preda di ladri senza scrupoli arriva proprio dai cittadini, sotto choc all’indomani del doppio colpo. A quanto pare ad essere prese di mira sono state in particolare le abitazioni: “Entrano con le famiglie dentro, forse è il caso di organizzare delle ronde”, il commento di alcuni apricenesi. La signora Maria Claudia abita nel quartiere della gioielleria e ha dichiarato a l’Attacco di essere stata sorpresa nel sonno da un forte boato intorno alle 4 del mattino. “Mai vista una cosa del genere ma la mia casa è in una traversa quindi non sono riuscita a vedere il mezzo e quello che stava succedendo e del resto che avrei potuto fare? Io abito da sola”. Ma il senso di sicurezza dei cittadini è stato messo a dura prova. “Da tutte le parti non si sta più tranquilli a dire il vero – ha ammesso la donna - non si vive più, è tutto un macello”.

Non episodi isolati dunque, come testimonia la vicenda del signor Michele che negli anni scorsi è stato vittima di due rapine a casa. “Sono stato derubato due volte, nel mese di giugno e poi nel mese di luglio. E chi non è stato vittima di furti non sa che significhi e quanta rabbia si provi. Però io dico che lo Stato dovrebbe intervenire veramente su questi ladri, questi delinquenti, chi ammazza le ragazze. Tu hai rubato, hai ammazzato? Devi andare in galera a vita e devi lavorare perché devi dare da mangiare alla famiglia. Allora sì che imparerebbero la lezione e invece oggi fanno quello che vogliono: rubano e ammazzano”.

E sale la paura che ad Apricena che si verifichino altri episodi di questo genere. “Abbiamo paura perché questa gente è a piede libero, può fare quello che vuole. I carabinieri non possono intervenire e anche quando lo fanno i delinquenti la fanno sempre franca. Lo so per esperienza: in occasione del secondo furto di cui sono stato vittima i carabinieri sono intervenuti tempestivamente, hanno colto in flagrante i ladri e messi in galera a Foggia. Di lì a poco sono dovuto andare in città per firmare dei documenti per far uscire quei delinquenti schifosi e fetenti. E’ normale?”, la rabbia di Michele.

Scosso anche il mondo della rappresentanza: “I due ultimi drammatici furti avvenuti nella città di Apricena devono imporre non solo una riflessione più profonda sulle forti criticità che opprimono questo territorio ma devono indurre tutti gli attori economici, sociali, e di sicurezza alla realizzazione di azioni concrete affinché la nostra provincia sia messa nelle condizioni di non essere più così depredata dalla criminalità, che sia locale o di trasferta”, le parole del presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia provincia di Foggia, Antonio Metauro.

“Non possiamo più far finta di nulla: gli interventi devono essere più incisivi. Si tratta di un obbligo morale che tutti noi dovremmo sentire per il bene della nostra comunità. È giunto il momento di riunire le nostre forze e la nostra capacità di aggregazione per rafforzare una battaglia che, indubbiamene, la Squadra Stato del nostro territorio ha ingaggiato da tempo contro la criminalità – ha aggiunto -. Attendiamo l’arrivo del nuovo Prefetto Grieco per organizzare un tavolo sull’ordine e la sicurezza pubblica e per valutare le azioni più forti da porre in campo. È arrivato il momento di compiere una riflessione più profonda anche sulle nostre mancanze e distrazioni. Mi preme, infine, esprimere la mia solidarietà ai due imprenditori di Apricena vittime del vile crimine. La gioielleria presa di mira è una nostra azienda associata a Federpreziosi Confcommercio provinciale; alla mia vicinanza si associa anche quella del presidente di categoria, Silvio Maria Salvatori”, ha concluso.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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