“Ieri sera, percorrendo la Strada Provinciale 28 al km 27+800, ho documentato con un video lo scarico di acque scure, nere e maleodoranti provenienti dal depuratore di San Giovanni Rotondo - la segnalazione di Giuseppe Marasco, consigliere comunale e comandante nazionale degli Ispettori Ambientali Territoriali Forestali Civilis -. Le acque, non depurate, confluiscono in un canale che attraversa il territorio di San Marco in Lamis e finiscono nel Torrente Candelaro, per poi sfociare nel Golfo di Manfredonia, all’altezza di Siponto”.
“Non è la prima volta. Da anni denuncio questa situazione: chiamo ARPA, Prefettura e le autorità competenti, ma il problema persiste. Queste acque fognarie non trattate stanno avvelenando l’ecosistema del Candelaro e il nostro mare. È ancora più grave se si considera che lungo il corso del torrente sono presenti numerose motopompe utilizzate dagli agricoltori per irrigare pomodori, ortaggi e campi agricoli. Stiamo parlando di cibo che finisce sulle nostre tavole”.
“È inaccettabile. Le acque in uscita dai depuratori devono essere depurate al 100%. Devono poter essere riutilizzate in agricoltura in sicurezza o, se scaricate a mare, non devono rappresentare un pericolo per l’ambiente e per la salute pubblica”.
“In qualità di comandante nazionale degli Ispettori Ambientali Territoriali Forestali Civilis e consigliere comunale di Manfredonia, ho il dovere di tutelare la salute dei cittadini, il nostro mare e il territorio della Capitanata”.
“Pubblico oggi il video su Facebook perché la trasparenza è l’unica arma che abbiamo contro il silenzio e l’indifferenza. Domani mattina (oggi, ndr) invierò una PEC formale a tutte le autorità competenti affinché intervengano con urgenza e accertino le responsabilità”.
“Non mi fermerò. Continuerò a lottare ogni giorno per la difesa dell’ambiente e per il diritto dei cittadini di Manfredonia e della Capitanata a vivere in un territorio sano”.
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