I racconti delle vittime, reali o almeno “avvicinate” erano ormai decine, segno evidente che una certa storia a Lucera stava andando avanti da fin troppo tempo, almeno da due anni o forse più. Tuttavia si è interrotta qualche giorno fa, quando un 31enne di Lucera è stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri con l'accusa di estorsione aggravata e minacce. Nello specifico, Antonio Cenicola è stato scoperto nei pressi dell'abitazione di un 84enne mentre si faceva consegnare una somma di denaro. In realtà si trattava addirittura della seconda tranche, dopo una prima di mille euro che l'anziano era stato costretto a versargli, a fronte di un sinistro mai avvenuto ma che l'indagato gli aveva fatto credere avesse provocato ai suoi danni, mentre era a bordo di una bici elettrica. In altre segnalazioni riferite in giro per la città, c'erano anche “varianti” con uno maxi scooter nero o una Focus grigia, sempre più o meno con lo stesso modus operandi: era lui stesso a provocare micro incidenti e poi raggiungevano con fare apparentemente alterato i malcapitati, ai quali faceva pesare lo spessore criminale della sua famiglia, del padre in particolare, Michele Cenicola detto “il giallo”, pluripregiudicato e attualmente detenuto a causa di una lunga pena che sta finendo di scontare. Ora pure il figlio è detenuto in carcere, a seguito della convalida dell’arresto da parte del gip che ha disposto la permanenza in cella.
La procedura raccontata dalle vittime è sostanzialmente questa: vengono scattate delle foto della parte incidentata (che molto spesso è una strisciata esistente e quindi “riciclata”), viene contattato un carrozziere (vero o presunto) al quale viene chiesto con una chiamata in viva voce (così da essere “trasparenti”) un preventivo che di solito consisterebbe poi in diverse centinaia di euro di danni. A quel punto viene proposto il pagamento (“a titolo di favore”) di una cifra ridotta, in contanti e al momento, per chiudere la faccenda senza alcuna altra conseguenza, e naturalmente a nulla serve offrire la riparazione presso un proprio carrozziere di fiducia.
Questa situazione qualche volta è stata sventata grazie alla lucidità della controparte che ha proposto di chiamare le forze dell'ordine. A quel punto il 31enne ha deciso di dileguarsi anche perché consapevole di essere sotto osservazione, controllo e pedinamento da parte dei militari condotti dal capitano Federico Di Giovanleonardo che in effetti lo hanno incastrato appena aveva messo i soldi in tasca.
In episodi simili forze dell’ordine in effetti invitano sempre a chiamare i numeri di emergenza, così da arrivare sul posto ed effettuare i rilievi, magari con l’aiuto di telecamere della zona che possano permettere di ricostruire con certezza come siano andate veramente le cose.
Negli ultimi giorni a Lucera questo beneficio è sempre più possibile, poiché è in via di completamento l’installazione di numerose telecamere di videosorveglianza, anche in grado di “leggere” le targhe di veicoli sospetti agli ingressi strategici della città, con la centrale operativa realizzata al comando di polizia locale.
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