Squadra Stato non molla la presa su Bagni Bonobo di Romito jr: appello a Consiglio di Stato contro ordinanza TAR

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Continua la battaglia della Squadra Stato contro i Bagni Bonobo di Manfredonia. Non ci stanno Ministero dell’interno - Prefettura di Foggia e Anac (Autorità nazionale anticorruzione) a veder sospesi l’interdittiva antimafia di aprile scorso e i conseguenti atti adottati dal Comune di Manfredonia. L’11 giugno il TAR Puglia accolse la richiesta di sospensiva avanzata dalla Biessemme srl di Francesco Romito con una ordinanza grazie alla quale il lido-ristorante ha potuto svolgere la propria attività pienamente durante l’estate, tra eventi di musica live (i Mercoledì italiano a 40 euro a testa per sedersi a tavola), pienone di Ferragosto e feste organizzate dalle più varie associazioni e Ordini professionali (come gli architetti di Capitanata, tornati per la seconda volta). Una decisione che ha salvato letteralmente la stagione, coi suoi lauti incassi, sospendendo gli effetti della terza interdittiva piombata sull’impresa il 13 aprile scorso. La presenza di Francesco Romito tra i soci continua da otto anni a rappresentare il motivo per cui la Prefettura di Foggia e il Gruppo interforze ritengono persista il rischio di infiltrazioni mafiose. Sono state molteplici le interdittive antimafia adottate dalla Prefettura foggiana nei confronti della famiglia Romito, da quelle relative a Bagni Bonobo e al demolito ristorante Guarda che luna, che era gestito dal padre Michele Romito, fino agli atti riguardanti la zia Grazia Romito per le sue agenzie di onoranze funebri. Una famiglia, quella dello zio boss Mario Luciano ucciso nella strage di mafia del 9 agosto 2017, su cui l’attenzione degli inquirenti e dell’UTG persiste in maniera costante. A pesare è stato sicuramente quanto emerso negli ultimi anni dall’inchiesta “Giù le mani” di Procura di Foggia e Guardia di Finanza, nel cui processo penale adesso in corso presso il Tribunale daunio tra gli imputati figura Michele Romito. La prima interdittiva per Biessemme srl risale al lontano 2018, confermata ad aprile 2022 (4 anni e 3 prefetti dopo la prima), quando - nonostante il Tribunale delle imprese di Bari dovesse ancora esprimersi all’esito del biennio di controllo giudiziario - l’allora prefetto Carmine Esposito tirò fuori il nuovo cartellino rosso. Ma per la Prefettura quella vicenda ebbe un epilogo amaro, perché a luglio 2022 il TAR Puglia annullò l’interdittiva, con grande soddisfazione di Checco Romito e dei suoi soci Antonio Conoscitore e Pasquale Emanuele Capuano

Ad aprile scorso il terzo atto cui subito seguì da parte del Comune la revoca delle S.C.I.A. del 2015 per attività di stabilimento balneare e annessa attività di somministrazione di alimenti e bevande in viale Lungomare del Sole. Ma il TAR barese poi accolse la domanda cautelare sospendendo l’efficacia degli atti impugnati, ovvero l’interdittiva e le revoche delle S.C.I.A. e della concessione demaniale marittima, con compensazione delle spese e fissazione dell’udienza di merito al 6 aprile 2027. La difesa di Biessemme in quella sede preannunciò la presentazione dell’istanza di ammissione al controllo giudiziario, con la conseguenza che il TAR ritenne “opportuno disporre la sospensione dell’efficacia degli atti, nelle more dell’instaurando giudizio di ammissione al controllo giudiziario, anche ai fini, nel bilanciamento tra i contrapposti interessi, di preservazione del valore d’impresa”. 

Ma c’è un aspetto, nell’ordinanza, che deve aver molto deluso l’impresa, e dunque i Romito: il giudice amministrativo ritenne “che vada disattesa l’istanza di espunzione della locuzione “famiglia mafiosa”, contenuta nella memoria depositata dall’Avvocatura distrettuale il 5 giugno 2026, così come richiesto a verbale dalla difesa della ricorrente, trattandosi di espressione che, pur nella sua accezione negativa, va semplicemente ricondotta al significato proprio di una fattispecie di pericolo, così come previsto dalla legislazione di settore”. 

Ebbene, tale ordinanza è stata impugnata al Consiglio di Stato da Ministero dell’interno – Prefettura di Foggia e Anac; anche il Comune di Manfredonia ha deciso, giorni fa, di costituirsi in giudizio affidando l’incarico all’avvocata Teresa Totaro dell’Avvocatura comunale. Un appello che comunque non inciderà sugli affari della stagione estiva, ormai conclusa. 

C’è poi un secondo procedimento pendente davanti al TAR di Bari per Biessemme srl: riguarda il ricorso presentato nel 2022 contro Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico meridionale, ANAC, Prefettura di Bari, Comune di Manfredonia e Prefettura di Foggia per l’annullamento della seconda interdittiva, della revoca delle concessioni demaniali con contestuale ordine di sgombero entro 30 giorni e di altri atti connessi. L’udienza era prevista da ultimo lo scorso 18 maggio. L’impresa aveva chiesto un rinvio perché è pendente davanti al Consiglio di Stato l’appello contro la sentenza del TAR del 22 febbraio 2025 con la quale è stata respinta la domanda di annullamento del decreto del presidente dell’Autorità di Sistema portuale sulla decadenza dalla concessione demaniale e degli atti connessi. 

L’udienza pubblica per la decisione del giudizio dinanzi al massimo giudice amministrativo è fissata per il prossimo 29 settembre, da qui la richiesta di rinviare l’udienza del 18 maggio a data successiva al 29 settembre. Le altre parti non si erano opposte al rinvio, ad eccezione dell’Autorità portuale, che aveva chiesto il passaggio in decisione della causa. Accogliendo la richiesta di Biessemme srl, il TAR ha deciso di rinviare la trattazione del giudizio a una delle udienze straordinarie del primo semestre 2027.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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