Lesina, assaltato il bancomat della BdM: danno al portone dell’abitazione (che la banca non intende risarcire)

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Rabbia e angoscia per il totale stato di abbandono in cui è stata lasciata una famiglia dopo l’assalto esplosivo al bancomat BdM di corso Vittorio Emanuele, a Lesina, venerdì scorso. Sono questi i sentimenti che si fanno strada nel cuore della signora Maria Antonietta Restani, residente al civico 65A del corso centrale del paese lagunare. “Abbiamo ancora il portone danneggiato”, esordisce la donna a l’Attacco. “Quando abbiamo chiesto all’istituto di intervenire per riparare il danno e garantirci un minimo di protezione, la risposta è stata raggelante: ci è stato detto che “non era cosa loro””. La signora Restani racconta poi nel dettaglio quella notte di terrore, quando tre esplosioni hanno squarciato il silenzio nel cuore di Lesina: “Quella sera mio marito si era addormentato sul divano. Quando ha sentito delle voci, si è affacciato e ha visto i malviventi proprio sotto il balcone di casa nostra. È rientrato subito e, fortunatamente, aveva lasciato aperta la porta del balcone, altrimenti si sarebbero rotti anche i vetri. L’allarme aveva iniziato a suonare già dalle 3.05, quando hanno iniziato a manomettere il bancomat. Abbiamo chiamato subito il 112, intorno alle 3.15, dopo lo scoppio della prima bomba, perché avevamo sentito tutto. Mi hanno richiamato e ho spiegato loro che eravamo intrappolati in casa e che non potevamo scendere, anche perché ho una figlia disabile e con problemi di cuore. Poi hanno fatto esplodere la seconda bomba, dopo circa sette-otto minuti. In quel momento i carabinieri ancora non erano arrivati. È seguita la terza esplosione, quando ormai era troppo tardi per poter portare a termine il colpo al bancomat. I carabinieri sono arrivati da San Severo dopo che i malviventi si erano già dileguati, intorno alle 4. Quando sono arrivati, hanno pensato soltanto a mettere l’auto in mezzo alla strada per gestire il “traffico” e non si sono preoccupati di noi. Dopo altri venti minuti sono arrivati i vigili del fuoco. Nel frattempo, l’auto che era stata data alle fiamme si era spenta da sola. I vigili hanno messo in sicurezza quel tratto di strada e poi si sono occupati soltanto della banca. Noi non potevamo scendere. A un certo punto mio marito mi ha detto: “Dobbiamo scendere da qui, anche perché si soffoca”.

Si è messo la maglia davanti alla bocca ed è sceso. Quando è arrivato giù, si è accorto che la porta era rimasta bloccata perché il terzo scoppio l’aveva danneggiata. Fortunatamente, nelle scale aveva degli attrezzi ed è riuscito ad aprirla. I vigili del fuoco non sono venuti a vedere che cosa fosse successo all’interno delle scale. Credo sia una cosa inconcepibile. È questa la cosa che mi dà più fastidio: la noncuranza, che è continuata anche nei giorni successivi”.

Una notte che la famiglia difficilmente riuscirà a dimenticare, non solo per il terrore vissuto durante quell’ora, ma anche per il trattamento ricevuto. “Questa cosa deve venire alla luce. Spero che anche gli altri cittadini, se dovesse capitare loro una situazione simile, abbiano il coraggio di raccontarla. Perché è inutile stare soltanto a guardare e subire. Quello che abbiamo visto è stata un’indifferenza da parte delle forze dell’ordine e delle istituzioni. L’unica persona che è salita da noi, alle 6 di mattina, è stato il comandante della polizia municipale di Lesina. È stata l’unica a chiederci come stessimo”.

“Chiederò con determinazione un rafforzamento della presenza delle Forze dell’Ordine sul territorio, con particolare attenzione alle ore notturne”, è la promessa della neo Sindaca Alessandra Matarante. “I continui assalti agli sportelli bancomat stanno minando la sicurezza e la serenità delle nostre comunità e richiedono una risposta forte e coordinata. I nostri cittadini hanno il diritto di sentirsi sicuri nelle proprie case e nella propria città”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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