Foggia torna a fare i conti con la violenza armata. Due giorni fa, un uomo di 33 anni, Stefano Bruno, è morto dopo essere stato colpito al petto nel corso di una sparatoria avvenuta intorno a mezzogiorno nella zona di Quadrone delle Vigne, alla periferia cittadina lungo via Cerignola. Il giovane, che avrebbe compiuto 33 anni a giugno, è deceduto poco dopo l’arrivo agli Ospedali Riuniti. Gravemente ferito il fratello Saverio Bruno, 30 anni, raggiunto da colpi al torace e ricoverato in condizioni critiche nello stesso ospedale. Ferito anche il padre, Pasquale Bruno, meccanico, colpito a una spalla e trasferito a San Giovanni Rotondo. Un quarto uomo, Giuseppe Robustella, 43 anni, di Manfredonia, è stato trovato poco dopo l’allarme al 112 con due ferite al braccio sinistro mentre si trovava a bordo di una Lancia Musa ferma a poche centinaia di metri dal luogo della sparatoria. Non è ancora chiaro il suo coinvolgimento diretto nei fatti. Sul posto sono intervenute le pattuglie della Questura e diverse ambulanze. L’area è stata a lungo isolata per consentire alla Scientifica di eseguire i rilievi. Repertati bossoli e proiettili, mentre poco distante dal veicolo è stata rinvenuta una pistola calibro 9, ora al vaglio degli accertamenti balistici. Secondo una prima ricostruzione, ancora in fase di verifica, una sola persona si sarebbe presentata nel complesso di abitazioni dove risiede la famiglia Bruno. Resta da chiarire se vi sia stato un litigio prima dell’esplosione dei colpi o se l’aggressione sia avvenuta senza alcun preavviso. Nelle prime ore si era ipotizzata una matrice mafiosa, anche in relazione ai legami familiari con Gianfranco Bruno, detto “il Primitivo”, figura di rilievo del clan Moretti-Pellegrino Lanza, attualmente detenuto. Tuttavia, con il progredire delle indagini, questa pista ha perso consistenza, pur restando sullo sfondo del contesto investigativo. La Procura e la Squadra Mobile stanno lavorando attraverso l’ascolto dei feriti, dei testimoni e l’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza per ricostruire con precisione la dinamica. L’episodio segna il quinto omicidio in Capitanata dall’inizio dell’anno, il quarto in città e il terzo nel giro di tre settimane, dopo l’uccisione del personal trainer Dino Carta e il femminicidio di Stefania Rago.
Il clima in città resta teso e le reazioni non si sono fatte attendere. Confartigianato Imprese Foggia parla apertamente di emergenza sicurezza. “I gravi episodi di violenza che nelle ultime settimane hanno colpito Foggia, tra omicidi e aggressioni, impongono una riflessione seria e una risposta condivisa da parte delle istituzioni e delle realtà sociali ed economiche del territorio”. Il presidente Vincenzo Simeone e il presidente dei Giovani Alfonso Carella sottolineano che “la sicurezza non può essere considerata esclusivamente un tema di ordine pubblico, ma rappresenta una condizione essenziale per la qualità della vita, per la serenità dei cittadini e per la tenuta economica e sociale della comunità”.
Confartigianato annuncia la richiesta di un incontro con la Sindaca e l’assessore alla Sicurezza. “Non vogliamo limitarci alla preoccupazione o all’analisi dei problemi. Riteniamo necessario contribuire attivamente alla costruzione di proposte e soluzioni condivise, partendo dall’ascolto delle attività economiche e dei cittadini”.
Sulla stessa linea l’intervento del consigliere comunale Antonio De Sabato, che evidenzia la necessità di una risposta strutturata. “Negli ultimi giorni a Foggia si sono verificati episodi gravi, tra cui una sparatoria in pieno giorno con esiti mortali. Non sono fatti isolati, ma segnali che richiedono una risposta immediata e coordinata”. De Sabato richiama anche il rischio di assuefazione. “Colpisce il clima che si respira. Un silenzio che rischia di trasformarsi in rassegnazione. Come se tutto questo potesse essere accettato come normale o inevitabile. Non lo è”. Tra le proposte avanzate, un piano straordinario interforze e una maggiore presenza sul territorio. “Serve riportare lo Stato dentro la città, non solo dopo gli omicidi ma prima che accadano. E insieme allo Stato deve tornare la comunità: servizi, relazioni, opportunità”.
Più netto il consigliere Nunzio Angiola, che chiede interventi immediati. “Siamo di fronte a un fatto gravissimo che alimenta paura e mette in discussione la percezione stessa della sicurezza e della legalità. Non è più il tempo delle analisi rinviate o degli interventi episodici”. Tra le richieste, il potenziamento degli organici delle forze dell’ordine, con “almeno altri 150 poliziotti in più”, e un rafforzamento della presenza giudiziaria sul territorio, attraverso nuove strutture e una maggiore capacità investigativa.
“Queste misure – conclude – possono produrre effetti significativi. Più sicurezza reale e percepita, maggiore rapidità nell’accertamento delle responsabilità e più fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Foggia non può più essere considerata un territorio marginale”. Intanto le indagini proseguono senza sosta per individuare il responsabile e chiarire il movente di una sparatoria che ha colpito duramente una famiglia e riacceso l’allarme sicurezza in città.
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