Estorsioni a imprenditori e omicidi, 21 provvedimenti nel maxi-blitz antimafia a Foggia: i nomi dei coinvolti

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Ventuno provvedimenti cautelari tra arresti e fermi, imprenditori finiti nel mirino delle estorsioni mafiose, nuovi sviluppi sul duplice omicidio di Apricena del 2017 e il fermo per il delitto Bruno consumato il 29 aprile scorso a Foggia. È il bilancio della maxi operazione antimafia eseguita all’alba di oggi da Polizia di Stato e Carabinieri nell’ambito delle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari e dalla Procura di Foggia

Il filone principale dell’inchiesta riguarda un presunto sistema di estorsioni aggravate dal metodo mafioso riconducibile alle batterie Moretti-Pellegrino e Sinesi-Francavilla della Società foggiana. Tra i nomi raggiunti dalle misure cautelari figurano Francesco Abbruzzese, Antonio Bellofatto, Luciano Calabrese, Antonello e Gioacchino Frascolla, Raffaele e Samuel Perdonò, Claudio Pesante e Ciro Spinelli

Nell’ordinanza vengono ricostruite presunte richieste di denaro ai danni di imprenditori foggiani, alcuni operanti nei settori dell’edilizia, dell’agricoltura e dell’energia. Tra le vittime citate negli atti figurano anche Armando Russo, i fratelli Franco e Fedele Sannella e Luigi Boscaino

Secondo gli investigatori, il denaro del pizzo sarebbe stato spartito tra le diverse batterie mafiose per sostenere detenuti e famiglie degli affiliati. Centrale, nella ricostruzione accusatoria, anche il ruolo dei social network, utilizzati per intimidazioni e richieste estorsive direttamente dal carcere. 

L’operazione ha inoltre fatto registrare una svolta nelle indagini sul duplice omicidio di Nicola Ferrelli e Antonio Petrella, uccisi ad Apricena nel giugno 2017. Arrestati Matteo Lombardi (già al 41 bis) e Luigi Ferro, ritenuti dagli investigatori parte del commando armato che entrò in azione quel pomeriggio. 

Parallelamente è stato eseguito il fermo di Giuseppe Robustella, 43enne di Manfredonia, indagato per l’omicidio di Stefano Bruno e per il tentato omicidio di Saverio e Pasquale Bruno nella sparatoria avvenuta a Foggia il 29 aprile scorso. 

Nel corso della conferenza stampa sono intervenuti il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, il procuratore capo di Foggia Enrico Infante, il procuratore della Dda di Bari Roberto Rossi e il procuratore aggiunto Giuseppe Gatti. “Sarebbe un grave errore ridurre la mafia a una semplice questione di ordine pubblico”, ha dichiarato Melillo, sottolineando come omicidi ed estorsioni siano “strumenti per mantenere in vita la reputazione violenta” di organizzazioni criminali capaci di infiltrarsi nell’economia e nel tessuto imprenditoriale. 

Tutti gli approfondimenti, i retroscena investigativi, le storie degli imprenditori vittime delle estorsioni e i dettagli sulle tre inchieste saranno pubblicati nell’edizione di domani de l’Attacco.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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