Praticamente alla vigilia di quell’aggressione che poi si sarebbe rivelata mortale, si è concluso il processo di primo grado a carico di Francesco Checchia, il 30enne di Lucera accusato di aver ucciso Gianluigi Esposito, il netturbino di 59 anni aggredito in Viale Canova la mattina del 15 luglio 2024, mentre stava lavorando. Il procedimento con il rito abbreviato si è svolto davanti al gup Mario De Simone che ha condannato l'imputato a dieci anni di reclusione, riconoscendo l'omicidio preterintenzionale, alcuna attenuante e il pagamento delle pese processuali alle parti civili costituite in giudizio, vale a dire la madre e la sorella della vittima. I familiari potranno anche eventualmente rivalersi in sede civile per il risarcimento dei danni cagionati, ma nel frattempo hanno espresso grande delusione e rabbia per la sentenza ritenuta troppo favorevole all’imputato. Il pubblico ministero aveva chiesto invece 14 anni, il massimo della pena in procedimenti di questo tipo, invocando il gesto volontario, non accordando le consuete attenuanti nei confronti di colui che è rimasto l’unico accusato, nonostante sia stato acclarato che sulla scena del crimine le persone fossero state almeno due, oltre alla vittima. In realtà non è mai stata individuata dagli investigatori della polizia di Stato che hanno condotto le indagini, né tanto meno indicata da Checchia stesso che non ha spiegato con precisione le motivazioni dell'azione a lui attribuita.

I Carabinieri della Compagnia di Cerignola hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Foggia su richiesta di quella Procura della Repubblica, nei confronti di un 28enne cerignolano, accusato di rapina aggravata consumata nella mattina del 18 luglio 2025. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri - nell’ambito di investigazioni coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia - l’indagato, dopo essere entrato in una farmacia di Cerignola armato di coltello e con volto travisato, avrebbe minacciato due dipendenti e asportato dalla cassa 1.500 euro circa in contanti, dileguandosi subito dopo a piedi.

C’è una vera emergenza sociale che, a detta di autorevoli fonti di Monte Sant’Angelo, sta affliggendo la città garganica. E’ data dagli ormai numerosi episodi di violenza che vedono protagonisti gruppi di giovani, persino minorenni. “A Monte ci sono gang giovanili che hanno fatto cose molto, molto gravi: sparatorie, aggressioni gratuite in strada, pestaggi. E’ una vera piaga, un fenomeno nuovo che andrebbe monitorato e contrastato”, dicono a l’Attacco alcuni beninformati. Un fenomeno che trova un preciso richiamo nella ordinanza, lunga quasi 500 pagine, dell’ultima operazione della DDA di Bari contro la mafia garganica, che lunedì scorso ha portato a misure contro nove persone. Gli inquirenti hanno lavorato per riscontrare le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, per i quali Ivan Rosa – ucciso il 19 marzo 2014 da un commando di fuoco formato, stando ai pentiti Quitadamo, da Pietro La Torre, Andrea Quitadamo e Pasquale Ricucci – era vicino ai Libergolis, dunque al clan avverso a quello Romito-Ricucci-Lombardi-La Torre. Il clan dei Montanari è guidato da anni dal reggente Enzo Miucci. Dopo aver evidenziato che il figlio del fratello Antonio Rosa, oggi 23enne, è fidanzato con la nipote di Enzino Miucci (in quanto figlia della sorella di quest’ultimo), gli investigatori sottolineano l’importanza di alcune conversazioni captate in auto. I colloqui, risalenti al 2023, hanno per oggetto alcuni litigi, sfociati in vere e proprie aggressioni, che hanno visto protagonisti a vario titolo e in diverse occasioni il figlio di Ivan Rosa (oggi 20enne), il figlio piccolo di Enzo Miucci (classe 2011) ed altri ragazzi di Monte Sant’Angelo, molti dei quali minorenni, che organizzati in vere e proprie bande giovanili imperversano in paese. In particolare, laddove le liti hanno coinvolto Miucci jr, temendo reazioni da parte della sua potente e vendicativa famiglia, al fine di non alterare delicati equilibri e non inimicarsela, i vari soggetti coinvolti si sono sempre preoccupati di giustificare il proprio coinvolgimento per dimostrare la propria buona fede. A novembre 2023 i due fidanzati furono intercettati mentre parlavano dei continui alterchi, che in quel caso vedevano coinvolti in episodi diversi due fratelli, contrapposti ai cugini Rosa. Mentre circolavano per il centro abitato, il nipote di Ivan Rosa fece salire a bordo dell’auto monitorata il figlio di Miucci e il fratello della propria fidanzata, cugino di Miucci jr.

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet