Di nuovo dentro l’incubo dopo omicidio Scirpoli, Nobiletti incontra Prefetto: “Sia informato anche Ministro”
Un nuovo omicidio riporta Vieste a fare i conti con le pagine più oscure della propria storia recente. Nella tarda serata di venerdì 3 luglio, in località Defensola, lungo una stradina di campagna, è stato ucciso a colpi di fucile Antonello Scirpoli, 35 anni, conosciuto con il soprannome di “Muslìn”. L’uomo sarebbe stato raggiunto dai colpi mentre viaggiava a bordo di uno scooter. Un’esecuzione avvenuta lontano dal centro urbano che, per modalità e contesto, ha immediatamente portato le indagini sul terreno della criminalità organizzata. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e l’inchiesta è passata alla Direzione distrettuale antimafia di Bari. Gli investigatori sono ora impegnati a ricostruire le ultime ore di vita della vittima, individuare gli autori dell’agguato e accertare movente e dinamica del delitto. Al momento nessuna pista viene ufficialmente esclusa, anche se il profilo della vittima e lo scenario in cui maturano i fatti orientano gli accertamenti verso gli ambienti della mafia garganica. Scirpoli era infatti un nome già noto alle forze dell’ordine. Nel giugno 2024 era stato condannato in primo grado a cinque anni di reclusione, con l’interdizione dai pubblici uffici, per aver favorito la latitanza di Gianluigi Troiano, detto “U’ Minorenn”, storico esponente del gruppo riconducibile a Marco Raduano, l’ex boss ora collaboratore di giustizia noto come “Pallone”. Stando alla ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia, in quella circostanza Scirpoli avrebbe fornito al latitante rifugi, denaro, schede telefoniche, mezzi di trasporto e altri supporti logistici durante la fuga successiva all’evasione dai domiciliari. Il suo nome, negli ultimi mesi, era riemerso anche nelle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Matteo Pettinicchio, ex esponente del clan Li Bergolis-Miucci. Negli interrogatori resi alla Dda, Pettinicchio ha raccontato di aver condiviso con Scirpoli un periodo di detenzione e di aver ricevuto da lui informazioni sugli equilibri criminali viestani, sui rapporti interni al gruppo di Marco Raduano e sulla stessa latitanza di Troiano. Il riferimento a “Muslìn” compare inoltre nella corrispondenza sequestrata dagli investigatori durante le indagini sul clan Li Bergolis-Miucci. L’omicidio avviene in un momento già particolarmente delicato per il territorio.
How to resolve AdBlock issue?
(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).