Omicidio nella notte a Vieste, ucciso Antonello Scirpoli: agguato in contrada Defensola riapre ferite del Gargano

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Nella tarda serata di ieri un uomo è stato ucciso mentre percorreva una stradina di campagna in contrada Defensola, alla periferia di Vieste. La vittima è Antonello Scirpoli, 35 anni, conosciuto in paese con il soprannome di “Musulin”, già noto alle forze dell’ordine. Secondo le prime ricostruzioni, era in sella al suo scooter quando qualcuno lo ha raggiunto e ha aperto il fuoco, colpendolo più volte con un’arma lunga.   

L’agguato è avvenuto in una zona isolata, una strada secondaria che costeggia le campagne del centro garganico. 

Quando i soccorritori sono arrivati, per Scirpoli non c’era più nulla da fare: è stato trovato riverso a terra, in una pozza di sangue, accanto allo scooter. I sanitari del 118 hanno potuto solo constatarne il decesso.   

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Vieste, che hanno eseguito i rilievi tecnico‑scientifici per ricostruire la dinamica dell’omicidio. Gli investigatori stanno passando al setaccio le ultime ore di vita della vittima e non escludono alcuna pista. Tra le ipotesi più accreditate c’è quella di un delitto maturato negli equilibri della criminalità organizzata garganica, un contesto in cui Scirpoli era già comparso in passato.

Due anni fa, infatti, il giovane era stato condannato per aver favorito la latitanza di Gianluigi Troiano, considerato all’epoca il braccio destro del boss viestano Marco Raduano. Un episodio che lo aveva collocato in un’area grigia di rapporti e alleanze all’interno delle batterie del Gargano, oggi attraversate da tensioni, ristrutturazioni e nuove ambizioni criminali.

Gli investigatori stanno valutando se l’omicidio possa inserirsi in questo quadro: un regolamento di conti, un messaggio, o una vendetta interna. I carabinieri mantengono il massimo riserbo, ma le prossime ore potrebbero essere decisive: si stanno analizzando telecamere, movimenti sospetti, contatti della vittima e possibili dissidi recenti. La pista mafiosa resta sul tavolo, ma gli investigatori non escludono altre motivazioni.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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