L’Università di Foggia, in collaborazione con il Comune di Foggia, promuove nel 2026 la IV edizione de “La città che vorrei - una bussola per la legalità”, un appuntamento che negli anni si è affermato come uno dei principali momenti di incontro tra Ateneo e territorio, contribuendo a rafforzare il legame tra formazione universitaria, vita culturale e partecipazione civica. L’iniziativa nasce da un percorso avviato nel 2023 e progressivamente consolidato attraverso attività didattiche, laboratori e progettualità condivise che hanno coinvolto istituzioni, scuole e realtà culturali e sociali del territorio. In questo quadro, il programma si configura come il frutto di una ampia e qualificata partecipazione del mondo culturale, associativo, imprenditoriale e civile, che nel tempo ha contribuito a costruirne contenuti, prospettive e impatto, rendendolo un’esperienza realmente corale e radicata nella comunità. Nel tempo, questo lavoro ha assunto una dimensione sempre più strutturata, diventando un modello di collaborazione stabile in cui la cultura rappresenta il principale strumento di crescita collettiva e di costruzione di comunità.
La IV edizione si inserisce in questa traiettoria di sviluppo e conferma la volontà dell’Ateneo di rendere la conoscenza un bene diffuso, capace di generare connessioni tra discipline, linguaggi e generazioni diverse. Il progetto si configura come uno spazio culturale aperto, che attraversa la città e le sue energie, valorizzando la partecipazione attiva e la contaminazione tra saperi.
“La città che vorrei” nasce per attivare relazioni concrete tra Università e Territorio, mettendo in dialogo formazione, cultura e partecipazione civica. L’idea di fondo è semplice: creare spazi reali in cui conoscenza e comunità possano incontrarsi e produrre effetti duraturi sul tessuto sociale. - Ha dichiarato il Delegato rettorale alla Terza Missione e alla Comunicazione, Danilo Leone - Il progetto guarda a una Foggia che non si limita a subire le criticità del presente, ma che prova a costruire nuovi orizzonti attraverso il coinvolgimento attivo delle persone e delle realtà del territorio. In questa prospettiva, i gravi fatti di cronaca più recenti rendono ancora più evidente che la risposta non può essere solo emergenziale: serve un investimento stabile e continuo su cultura, educazione e partecipazione civica, come basi concrete per rafforzare coesione sociale, legalità e rispetto delle regole".
In questo quadro, la collaborazione con il Comune di Foggia all’interno dei “100 giorni per la legalità” rappresenta un elemento qualificante, che rafforza la dimensione istituzionale dell’iniziativa e ne amplia la capacità di impatto sul territorio. L’obiettivo condiviso è quello di promuovere una visione della città come spazio dinamico di formazione, creatività e responsabilità collettiva, in cui l’università svolge un ruolo centrale di orientamento culturale e scientifico.
"Il Comune di Foggia partecipa a questa iniziativa perché ritiene che il tema della legalità debba essere affrontato con continuità, non solo quando i fatti di cronaca lo impongono - dichiara l'Assessore alla Sicurezza e Legalità Giulio De Santis -. Troppo spesso le istituzioni intervengono sull'emergenza e poi abbassano la guardia. Questa coorgarnizzazione con l'Università - iniziata tre anni fa - va nella direzione opposta, costruendo un presidio stabile di attenzione civica che lavora sul medio e lungo periodo. I cittadini hanno il diritto di vedere le istituzioni impegnate in modo sistematico, non episodico. Per questo abbiamo scelto di strutturare la nostra presenza all'interno dei '100 giorni per la legalità' come un contributo concreto e misurabile, non come una semplice adesione formale. Foggia ha bisogno di risposte credibili, e la credibilità si costruisce nel tempo, con azioni coerenti e verificabili".
La manifestazione si sviluppa attraverso un ricco programma, articolato tra maggio e giugno 2026, che coinvolge diversi luoghi della città e dell’Ateneo, con iniziative che intrecciano linguaggi artistici, ricerca, innovazione e partecipazione pubblica. Tutti gli eventi sono aperti alla cittadinanza e a ingresso gratuito, a conferma della volontà di rendere la cultura pienamente accessibile e condivisa.
La IV edizione si configura, dunque, come un percorso ampio e continuo, che va oltre la logica del singolo evento e si traduce in un’esperienza condivisa di costruzione culturale e sociale. Un processo che restituisce l’immagine di una comunità in movimento, capace di riconoscersi nella cultura come strumento di crescita, dialogo e trasformazione.
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