Per gli abitanti di Vico del Gargano la Madonna del Carmine è una di quelle date che spostano le ferie e riportano in paese chi vive al nord o all’estero, rinforzando, almeno per qualche giorno, un legame che la distanza non mai è riuscita a spezzare. Dal 16 al 18 luglio il paese vivrà uno degli appuntamenti più attesi dell’anno, forse il più sentito, insieme alla festa patronale di San Valentino. “È un fatto di legame e di devozione. La gente avverte questa festa come propria”, afferma a l’Attacco Alessandro Angelicchio, confratello ed ex priore della Confraternita dei Carmelitani Scalzi. La storia è più lunga di quanto molti ricordino e affonda le sue radici agli inizi del Novecento: “All’inizio aveva un carattere soprattutto religioso” - ricostruisce l’assessore agli eventi di Vico Enzo Azzarone, anche lui confratello - “Nel secondo dopoguerra, quando le feste popolari hanno cominciato ad affiancare ai riti religiosi anche i momenti civili, è cresciuta fino a diventare una delle manifestazioni più importanti dell’estate vichese”. La Madonna del Carmine era tradizionalmente considerata la protettrice dei mastri muratori. Negli ultimi trentacinque o quarant’anni, però, la festa ha assunto una dimensione nuova grazie a una generazione di confratelli che ha progressivamente preso in mano l’organizzazione, mantenendo intatta la parte religiosa ma aggiornando quella civile.
Quest’anno c’è poi un ulteriore elemento di novità: la Madonna tornerà in processione dopo un lungo restauro iniziato a ottobre e concluso nelle scorse settimane.
Le celebrazioni cominceranno già dal 16 luglio, per poi proseguire il giorno successivo con i riti religiosi e i concerti bandistici in piazza Carmine. Il gran finale arriverà quindi sabato 18 luglio, in piazza Croci, con il concerto di Carlo Marrale e Silvia Mezzanotte, interpreti di alcuni dei brani più noti dei Matia Bazar. Poi vai con la musica e ancora fuochi d’artificio. Come si può immaginare, tutto questo necessita di una macchina complessa: servono settimane di lavoro, venti o venticinque persone impegnate stabilmente e soprattutto risorse. “Ci autofinanziamo con le offerte dei cittadini e dei devoti”, spiega Azzarone. “Non riceviamo contributi pubblici. Quello che raccogliamo arriva dalle famiglie, dalle aziende e anche dai vichesi che vivono fuori”. Uno dei fili più resistenti porta fino al Belgio. Nella zona di Marchin - gemellata con la città di Vico - e nelle comunità vicine, vivono ancora molte famiglie partite da Vico tra gli anni Cinquanta e Sessanta e proprio lì, ogni anno, alcuni collaboratori raccolgono offerte casa per casa e le consegnano alla confraternita. Quest’anno sono arrivati circa 830 euro. “Non è tanto la cifra”, specifica Azzarone, “quanto il valore del legame. A duemila chilometri di distanza, spesso sentono questa festa persino più di noi che viviamo qui”. C’è chi torna apposta dal Belgio, dalla Germania o dall’Alto Adige, facendo coincidere le ferie con la Settimana Santa o con la Madonna del Carmine. Altri non riescono a rientrare, ma continuano a mandare offerte, a chiedere uno scapolare o un ricordo: “Riceviamo anche messaggi da persone che non sono di Vico e che hanno conosciuto la festa durante una vacanza”, aggiunge Angelicchio. “Ci scrivono mesi dopo e chiedono di ricevere un’immagine o un segno della Madonna”.
La novità più rilevante di quest’anno riguarda però la vita interna della confraternita. Dopo un percorso di catechesi e noviziato, le prime consorelle pronunceranno la professione di fede proprio il 16 luglio. L’apertura alle donne era stata avviata durante il mandato di Angelicchio e poi accompagnata dall’attuale priore Michele Azzarone insieme al padre spirituale, don Lazzaro Molinaro. “Parliamo di una ventina o una trentina di donne”, spiega l’ex priore. “Avranno gli stessi diritti e gli stessi doveri dei confratelli e potranno, in futuro, entrare anche nel direttivo”. Il chiarimento era arrivato dopo anni di ambiguità nello statuto. La questione era stata portata all’attenzione dell’arcivescovo Franco Moscone, il quale ha finalmente messo nero su bianco la piena accessibilità delle confraternite anche alle donne. Da allora il percorso è diventato fattivo: catechesi, funzioni, Via Crucis, servizio nella chiesa e, ora, la professione di fede. L’altro punto decisivo sono i giovani. La confraternita conta oltre cento iscritti e il direttivo attuale è formato in gran parte da ragazzi. Basti pensare che il nuovo priore ha poco più di vent’anni. “Siamo forse una delle poche realtà che ha investito davvero sulle nuove generazioni”, dice Angelicchio. “Chi si appassiona resta”.
Per Azzarone è l’unica strada possibile: “Noi siamo di passaggio... Possiamo consegnare qualcosa, ma poi serve chi continui. Se vogliamo tenere vive le tradizioni della religiosità popolare, dobbiamo trasmetterle ai giovani”.
Si rileva però un problema dei costi. Gli artisti, i servizi tecnici e l’organizzazione hanno raggiunto cifre sempre più alte: “In pochi anni i cachet sono triplicati, in alcuni casi quadruplicati”, sottolinea l’assessore. “Vico non può più sostenere tre grandi feste estive con lo stesso modello del passato. Non bisogna toccare i riti religiosi, che devono restare distinti e intatti, ma sul piano civile serve una riflessione comune tra confraternite, Comune, parrocchie, frati, associazioni e volontari. Mettendo insieme le forze, si può costruire un programma più solido e forse consentire anche all’ente pubblico di entrare in maniera ordinata”. Conclude Azzarone: “La gente sente la devozione. Quando i riti religiosi sono pieni, anche tutto il resto acquista un senso”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).