C’è tanta Accademia di Belle Arti in Casa Arbore: la creatività degli studenti per gli spazi del nuovo museo

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Alida Cappellini e Giovanni Licheri sono due tra i più grandi autori scenografi (e anche architetti) che hanno contribuito a scrivere la storia della televisione, del teatro e del cinema italiano. A loro due è assegnato il compito di curare la progettazione dell’allestimento di Casa Arbore, il museo inserito nel sistema regionale pugliese che sta nascendo a Foggia e che come è noto ospiterà in mostra permanente migliaia di oggetti donati alla sua città dal maestro dell’intrattenimento intelligente. Protagonisti di questa operazione che si dispiega al servizio del racconto di una vita spesa per l’arte, sono anche gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Foggia, coinvolti nel processo di progettazione che vede attivamente operative in modo particolare le scuole di Interior Design e Scenografia. 

Dopo mesi di interlocuzioni a distanza con i due scenografi stretti da amicizia di lungo corso con Renzo Arbore e suoi collaboratori storici, i docenti Francesco Arrivo, Raffaele De Filippis e Rosaria Copeta si sono recati a Roma nei giorni scorsi insieme ai sei allievi Alabro Cherrys, Isabella Fucci, Alessandra Spadavecchia, Carlo Mininni, Serena Castriota, Lucia Di Terlizzi per mettere a punto gli elementi esecutivi che determineranno la creazione e la fisionomia dello spazio fisico in cui l’esposizione permanente prenderà forma, dettagliando il contesto visivo in cui saranno visibili al pubblico i coloratissimi pezzi collezionati da Arbore nel corso dei sui viaggi in giro per il mondo nella sua lunga vita artistica. Originariamente pensato per essere allocato a Palazzo Dogana, il museo ha subito uno spostamento di sede deciso dalla Regione Puglia e occuperà il plesso dell’ex liceo statale “G. Marconi”, oggi diviso fra il Museo di Scienze Naturali e la Biblioteca dei Ragazzi. 

“E’ stato un desiderio di Renzo Arbore quello di coinvolgere attivamente anche l’Accademia di Belle Arti in questa avventura - spiega De Filippis -. Tutto è nato da un primo contatto tra il professor Arrivo e Giuseppe D’Urso, poi nel tempo si sono succedute numerose interlocuzioni e il progetto ha dovuto subire delle modifiche per il cambio di location. Nello sviluppo del lavoro, Cappellini e Licheri si sono accorti del grande potenziale dei nostri studenti ed hanno ampliato il campo degli interventi a loro affidati sotto la nostra guida, tanto che dalla cura del solo aspetto grafico è stato richiesto un più consistente apporto di idee in merito alla rappresentazione degli spazi, coerentemente con il moodboard e il concept iniziale che è rimasto immutato, ma che è stato necessario riadattare per la nuova sede”. 

Le elaborazioni degli studenti hanno preso le mosse da alcuni bozzetti realizzati dallo studio Licheri e Cappellini, con materiali e suggestioni fortemente evocativi della cifra artistica di Arbore, in cui sono leggibili anche le influenze, gli stili e le contaminazioni di tutti gli artisti e musicisti che hanno attraversato l’universo arboriano. “I ragazzi sono partiti dal concept che gli è stato fornito, lo hanno immagazzinato anche andando ad approfondire con delle ricerche sulla storia delle innovazioni che il maestro ha apportato non solo alla canzone ma anche alla televisione italiana - prosegue nella spiegazione la docente Copeta -. Si sono sintonizzati sul registro formale di tutti gli oggetti e del mondo di Renzo Arbore, che abbiamo potuto toccare con mano nella visita a casa sua a Roma, dove abbiamo anche potuto constatare la sua forte affezione alla ricchissima collezione. Hanno cominciato ad immaginare ad esempio dei sistemi per esporre le cinture, i cappelli, le radio. Il concept è stato poi sviluppato nello specifico dei dettagli tecnici e realizzativi, anche nell’allestimento degli spazi esterni che il museo-contenitore avrà, con delle panchine che renderanno possibile la convivialità e la condivisione delle aree esterne”.

“A differenza di Palazzo Dogana, la nuova sede del museo disporrà di due cortili che hanno richiesto l’elaborazione sull’idea di uno spazio di condivisione, non soltanto per giovani ed artisti locali e non, ma per tutta la città di Foggia - continua De Filippis -. C’è uno spazio puramente museale, lo spazio laboratoriale, ci sarà una web radio, una sala per proiezioni di film. L’area all’aperto è stata pensata per ospitare anche performance di musicisti, dei ragazzi del Conservatorio ad esempio, o di chiunque apporti un valore di creatività ad un territorio che potenzialmente ne ha tantissima ma ha bisogno di spazi dove poterla esprimere”. Per la realizzazione di Casa Arbore bisognerà adesso attendere i tempi tecnici del cronoprogramma stabilito dalla Regione, a cui è già stato consegnato il progetto definitivo. 

“Siamo adesso nella fase dell’esecutività, la visita a Roma è stata anche occasione per fare un briefing di lavoro in cui ci sono stati riassegnati i nuovi compiti - afferma in conclusione De Filippis -. Siamo in attesa che la Regione consegni il contenitore, i lavori sono in ultimazione, dopodiché spetterà allo studio romano con gli studenti dell’Accademia di Foggia allestire e completare il tutto”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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