Tra leggenda e devozione, il Sacro Tavolo dell’Iconavetere continua a custodire il mistero più profondo della città di Foggia. Secondo la tradizione, l’antica immagine della Madonna sarebbe stata ritrovata secoli fa in una palude da alcuni pastori, guidati da luci misteriose che indicavano il luogo del prodigioso rinvenimento. Da allora, quell’icona divenne il cuore spirituale della comunità foggiana, simbolo di protezione, speranza e appartenenza. Nel corso dei secoli, il Sacro Tavolo ha attraversato guerre, terremoti e incendi, restando sempre al centro della fede popolare. Attorno alla sua immagine si sono intrecciate storie tramandate di generazione in generazione: racconti di grazie ricevute, preghiere ascoltate e momenti in cui la città intera si è stretta davanti al volto della Madonna nei tempi più difficili. Oggi, mentre l’Iconavetere si trova nei laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze per un delicato restauro, cresce l’attesa dei fedeli per il suo ritorno nella Cattedrale di Foggia. Gli studi e gli interventi di recupero stanno riportando alla luce particolari nascosti e dettagli antichi, in un lavoro impegnativo e delicato che sta restituendo nuove pagine della storia del Sacro Tavolo.
Ieri sera, nella Cattedrale di Foggia, si è svolta la conferenza dedicata al restauro dell’Iconavetere. Ad aprire i lavori sono stati Mons. Giorgio Ferretti e Anita Guarnieri, che hanno annunciato l’imminente avvio del restauro della cantoria situata sopra l’altare maggiore della Cattedrale. Alla relazione introduttiva della storica dell’arte foggiana Concetta Fuiano, dedicata al ruolo spirituale e identitario che il Sacro Tavolo continua ad avere per la città, sono seguiti gli interventi tecnici sul restauro. A illustrare metodologie, fasi operative e risultati emersi durante l’intervento sono stati Emanuela Daffra, soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, la docente e restauratrice Oriana Sartiani e il profesore Andrea Santacesaria, che hanno guidato cittadini e fedeli in un percorso affascinante alla scoperta dell’antica immagine mariana. Negli interventi dei relatori è emersa l’ipotesi che l’Iconavetere possa essere considerata la più antica icona mariana della Puglia, rafforzando ulteriormente il valore storico e spirituale del Sacro Tavolo. Di certo non si tratta soltanto di un’opera d’arte ancora per gran parte misteriosa, ma per i foggiani l’Iconavetere è memoria collettiva, identità e devozione. Un simbolo che continua a unire passato e presente, sospeso tra la dimensione della leggenda e quella della fede. Mons. Ferretti ha al termine annunciato che il restauro del Sacro Tavolo dovrebbe concludersi entro i primi mesi del 2027, così da consentire il ritorno dell’Iconavetere in occasione della festa patronale di marzo. L’Arcivescovo ha inoltre anticipato che sono allo studio future ostensioni straordinarie, affinché tutti i fedeli possano nuovamente contemplare il volto della Madonna, invisibile da 400 anni.
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