Dopo Giorgio De Chirico, Vieste punta ancora sull’arte d’autore. Da domenica 7 giugno Torre San Felice ospiterà la mostra dedicata a Renato Guttuso, uno degli appuntamenti culturali di punta del cartellone “Vieste Estate 2026”, in un percorso che unisce l’identità mediterranea e la promozione del territorio.
L’esposizione, curata da Giuseppe Benvenuto in collaborazione con la Galleria Lombardi, raccoglie 23 opere originali del maestro siciliano, tutte archiviate e pubblicate nel catalogo generale dell’artista. Un percorso che attraversa le principali tematiche della pittura guttusiana: dai paesaggi alle nature morte, dai celebri richiami al mondo del lavoro fino ai soggetti più intimamente legati alla dimensione umana e sentimentale dell’artista.
“È un Guttuso completo, probabilmente il più importante che abbia mai proposto”, spiega Benvenuto a l’Attacco, sottolineando come la mostra rappresenti anche l’incontro tra due suoi grandi amori: l’arte del maestro siciliano e il Gargano.
La scelta di Torre San Felice non è casuale. Per il sindaco Giuseppe Nobiletti il luogo dialoga direttamente con le opere esposte: “La Torre di San Felice rappresenta la nostra vedetta sul mare. Il legame con il Mediterraneo, con il lavoro e con il Meridione che emerge nei quadri di Guttuso si sposa perfettamente con questo luogo”, osserva il primo cittadino.
L’iniziativa si innesta in una strategia più ampia che punta a fare della cultura un elemento caratterizzante dell’offerta turistica cittadina. “L’intenzione è offrire qualcosa che vada oltre il semplice turismo balneare, puntando su eventi culturali di alto livello”, spiega il consigliere delegato alla Cultura Alessandro Del Zompo. Una visione che passa anche per il recupero di spazi storici rimasti a lungo inutilizzati.
Accanto a Torre San Felice, infatti, anche Torre Porticello è diventata un presidio culturale grazie alla mostra fotografica “Il giardino delle erbacce” di Rocco Casaluci, dedicata alle piante spontanee della Puglia e al patrimonio naturalistico del territorio.
Due torri, due mostre e un unico filo conduttore: trasformare antiche sentinelle del mare in luoghi di incontro, arte e riflessione. Un percorso che Vieste prova a costruire con lo sguardo rivolto a un turismo capace di superare la sua dimensione balneare e intercettare una nuova tipologia di visitatori.
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