Il deserto non è soltanto quello che avanza con il cambiamento climatico. Può assumere anche il volto di paesi che si svuotano, giovani che lasciano le aree interne e comunità sempre più fragili. È questa la riflessione che ha accompagnato la presentazione della XXII edizione di FestambienteSud, in programma dal 10 luglio al 3 agosto tra Valle d’Itria e Gargano con il tema “Out of Africa – Deserto, oasi e carovane ai confini del clima”.
Nella sede della Presidenza della Regione Puglia, l’assessora all’Ambiente e al Clima Debora Ciliento ha sottolineato come alla desertificazione ambientale si affianchi quella dei rapporti sociali. “Quando le condizioni di vita diventano più difficili – ha spiegato – si rischia di pensare soltanto alla sopravvivenza. Per questo è necessario costruire comunità resilienti, capaci di fare rete e di custodire il patrimonio naturale”.
Per la presidente di Legambiente Puglia, Daniela Salzedo, il festival rappresenta ormai un punto di riferimento culturale per il Mezzogiorno perché mette in dialogo ambiente, arte e territorio. Un percorso che coinvolge l’intera regione, da Foggia a Taranto, passando per Bari, BAT, Brindisi e Lecce, con l’obiettivo di ricostruire un rapporto più equilibrato tra uomo e natura.
Ma il messaggio più forte è arrivato dal direttore Franco Salcuni, che ha invitato a guardare oltre l’emergenza climatica. “La desertificazione dell’Occidente non è solo geografica, è anche sociale”, ha affermato, richiamando l’attenzione sullo spopolamento e sulla fuga dei giovani che interessano molte aree interne pugliesi. Per Salcuni le ‘oasi’ diventano il simbolo di comunità vive e solidali, mentre le ‘carovane’ rappresentano le reti culturali e sociali indispensabili per evitare che i territori vengano abbandonati.
Il direttore del festival ha lanciato anche un monito sul patrimonio ambientale del Gargano: senza interventi tempestivi contro i cambiamenti climatici e senza una responsabilità condivisa tra istituzioni, cittadini e imprese, nei prossimi decenni perfino la Foresta Umbra potrebbe subire un processo di desertificazione capace di compromettere una delle più importanti aree di macchia mediterranea del Paese.
Con 14 giornate di eventi, 29 appuntamenti e artisti provenienti da dieci Paesi, FestambienteSud punta così a trasformare cultura e confronto in strumenti per contrastare non solo la crisi climatica, ma anche quella sociale che rischia di impoverire il futuro della Puglia.
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