L’inizio dei saldi in Puglia a Cerignola è stato salutato da un evento organizzato ad hoc. Uno dei pochi, se non l’unico, in Capitanata. La notte dello shopping, però, ha fatto emergere una crepa all’interno del settore, nel senso che i commercianti paiono divisi in diverse fazioni. Un elemento che è suffragato anche dalla presenza di diversi Comitati e associazioni: tanti punti di vista che non sempre convergono, forse. Come non convergono i commenti, le sensazioni e i bilanci del giorno dopo all’iniziativa. “È stato un evento programmato in coda agli altri previsti per le vacanze di Natale e quindi è un po’ sfumato l’interesse dei consumatori – viene detto a l’Attacco da un commerciante di lungo corso –. Per avere maggiore successo, andava programmato in maniera diversa: l’obiettivo, infatti, non è solo portare gente in strada, ma anche far entrare i cittadini nei negozi. Insomma, non è stato pensato nessun incentivo in tal senso. Pregevole, dunque, è aver dedicato un evento allo shopping, credo però che in futuro vada progettato per raggiungere gli obiettivi. Da quello che mi risulta, infatti, c’è stato un discreto fermento per strada – non in tutte tra l’altro – ma le persone non hanno fatto tanti acquisti". "Da quello che emerge da alcuni commenti, non c’è una grande comunione d’intenti”. È quanto specificato a l’Attacco da un’altra commerciante che ha precisato che “nella zona dopo il Convento c’è stato poco movimento tanto che alle ore 21:00 quasi tutti hanno chiuso i negozi (il limite, ricordiamo, era alle ore 23:00, ndr). La maggior parte delle attrazioni musicali era presente davanti a specifici locali commerciali, non c’era infine tutta la gente che ci si aspettava”. Di tutt’altro avviso è Cesare Azzollino, presidente dell’Associazione dei commercianti che ha organizzato l’iniziativa con il patrocinio dell’amministrazione comunale.
“Come primo evento organizzato dall’associazione dei commercianti è andato benissimo. Ovviamente ci sono sempre degli aspetti da migliorare e la nostra intenzione è di alzare l’asticella. Altre iniziative? Verranno comunicate quando saranno messe nero su bianco”, ha sottolineato Azzollino a l’Attacco.
“La notte dello shopping ha dimostrato che Cerignola ha voglia di vivere, di divertirsi e di riscoprire la bellezza del nostro centro cittadino. È stata una serata speciale, che ha unito commercio e cultura, offrendo un'esperienza indimenticabile a tutti i partecipanti. Questa è solo la prima di tante iniziative che vogliamo promuovere per rilanciare il commercio locale e rafforzare il senso di comunità”, è stato aggiunto in una nota ufficiale.
Alcuni commercianti, inoltre, hanno a loro volta pubblicizzato l’iniziativa e hanno avuto l’interessamento dei clienti più affezionati. “Ho utilizzato i miei canali social, sono arrivati nel mio negozio non per merito dell’iniziativa del 4 gennaio – è stato precisato a l’Attacco –. Bisognava coinvolgere tutti i commercianti, prima dell’evento, per poter studiare le migliori strategie per la riuscita della serata. Si dà troppo spazio all’organizzatore, nel senso che l’amministrazione comunale non affianca chi programma queste iniziative”.
“Non è stata fatta una buona comunicazione dell’evento, perché chi ha organizzato non si è premurato in questo senso. I risultati sono stati un po’ deludenti. I soldi pubblici vanno spesi per la collettività, ma ciò non sembra essere avvenuto. Molti imprenditori hanno lavorato ricevendo in negozio la clientela di sempre, non c’è stata una nuova affluenza”.
Il presidente dell’Associazione dei commercianti spiega così il motivo di alcune lamentele. “Veniamo dal Black Friday, dagli acquisti per i regali di Natale, senza dimenticare le piattaforme online, la presenza dei centri commerciali: sono tutti fattori che non aiutano i piccoli commercianti – ha evidenziato a l’Attacco Azzollino –. Questo tipo di iniziative, quindi fungono anche da ‘monito’ in questo senso oltre a dare lustro e maggiore importanza alle attività sul territorio. L’intento dell’associazione, quindi, è di dare linfa ai commercianti e riabituare le persone ad entrare nei negozi fisici e non solo quelli virtuali”.
“Paradossalmente è arrivata più gente ieri sera (spettacolo Nostalgia ’90 del 5 gennaio, ndr), ho incrociato tanti clienti di Orta Nova, Stornara e di altri paesi limitrofi. Ciò mi fa capire che il 4 gennaio non erano presenti le attrazioni giuste – è ancora riferito a l’Attacco –. Quello che manca, insomma, è una linea di programmazione e progettazione unica e a più maglie con le diverse associazioni. C’è poca complicità, collaborazione, non si riesce a fare rete, creare unione. Nei fatti, insomma, non c’è un interesse comune”.
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