Zapponeta è quasi in fondo alla classifica regionale dei redditi dichiarati. I dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze la collocano al 256esimo posto su 257 in Puglia, con 2.521 contribuenti e un reddito medio di 12.316 euro, sopra soltanto Roseto Valfortore. Numeri che raccontano una realtà povera, almeno sulla carta. Ma questa mattina l’Attacco è stato sul posto per capire cosa c’è davvero dietro quelle cifre.
Dallo stradone d’ingresso, dove campeggia il cartello “Zapponeta, paese di Nicola Di Bari”, il paese appare tranquillo, quasi sospeso. Poche persone in giro, attività aperte ma senza affollamento. In un supermercato la risposta è netta e senza sfumature. “C’è crisi, e si vede tutti i giorni”. Poco più avanti, un negozio di casalinghi preferisce non esporsi. Poi arrivano racconti diversi.
In un panificio storico, Martina, trasferita qui da Milano, ridimensiona la fotografia dei dati. “Non vedo miseria diffusa. Qui la gente lavora e non si fa mancare nulla. Certo, agricoltura e pesca stanno soffrendo, anche per il maltempo, ma non è una situazione disperata”. E aggiunge un elemento che pesa. “Una parte dell’economia non passa dai dati ufficiali”.
Sulla stessa linea Vincenzo D’Arienzo, giovane imprenditore nel settore dei servizi. “Il lavoro c’è, noi abbiamo investito e continuiamo a crescere. Qui non è tutto fermo”. Ricorda anche il peso della pesca, con oltre venti licenze attive in paese.
In piazza, tra i bar, il quadro si completa. “Si lavora, soprattutto in estate”, racconta un esercente. “Quando arrivano i turisti cambia tutto”. La sensazione è quella di un paese che vive una difficoltà reale, ma non molto diversa da quella di tanti altri territori del Mezzogiorno. Una distanza evidente tra i numeri ufficiali e la percezione quotidiana di chi ci abita.
Il reportage completo, con le storie e le voci raccolte tra le strade di Zapponeta, sarà pubblicato nell’edizione de l’Attacco di domani.
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