Strada a scorrimento veloce del Gargano: quali sono davvero le alternative del progetto sulla "Superstrada"

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Per settimane il dibattito pubblico sulla cosiddetta “superstrada garganica” si è consumato più a suon di slogan che di  documenti, nel gioco della contrapposizione dialettica tra i sostenitori, che parlano di infrastruttura strategica per rompere l’isolamento del promontorio, e le associazioni ambientaliste, le quali denunciano invece il rischio di uno stravolgimento irreversibile del territorio. In mezzo, però, è rimasta una domanda semplice che molti cittadini continuano a porsi: ma concretamente come vogliono realizzarla? Il dossier tecnico del progetto ci viene in aiuto. Leggendolo, la prima cosa che emerge è che non esiste un’unica “superstrada”, ma una serie di ipotesi molto diverse tra loro, con impatti, costi e soluzioni tecniche differenti. Il tratto più delicato è indubbiamente quello tra Vieste e Mattinata, identificato come “Itinerario 3”, cioè il collegamento che attraversa l’area più sensibile dal punto di vista paesaggistico e ambientale. Ed è proprio qui che si concentra lo scontro. La soluzione più “soft” è quella che prevede l’adeguamento delle strade già esistenti, in particolare la SS89 e, in alternativa, la SP53 o la SP54. In pratica si interverrebbe sull’attuale viabilità con allargamenti, rettifiche di curve, nuove rotatorie e piccoli tratti in variante per migliorare sicurezza e tempi di percorrenza ma senza creare un tracciato completamente nuovo.

Nella relazione questa ipotesi viene indicata come “Itinerario 2”. Parliamo di un collegamento lungo circa 8 chilometri che utilizza quasi interamente la sede stradale esistente. Sono previste tre rotatorie, una galleria di appena 141 metri e alcuni interventi puntuali per eliminare curve considerate pericolose. Il costo stimato è di circa 25 milioni di euro. Nel documento finale si legge chiaramente che c’è stata una “condivisione trasversale sull’adeguamento in sede”, considerato il compromesso più equilibrato tra tutela ambientale e miglioramento della viabilità.

Ma il nodo vero riguarda l’Itinerario 3, quello destinato a collegare Vieste con Mattinata attraverso la fascia interna del Gargano. Qui entrano in gioco le alternative 3A e 3B, cioè le ipotesi di nuova strada. La variante 3A è quella più diretta e veloce. Prevede un tracciato lungo circa 16 chilometri, quasi completamente nuovo rispetto all’attuale SS89. Solo i primi 3,3 chilometri utilizzerebbero la strada esistente, mentre tutto il resto sarebbe da modificare. I numeri spiegano bene la portata dell’opera: 15 viadotti, 9 nuove gallerie e oltre 9,5 chilometri di tunnel complessivi. Una trasformazione enorme del territorio, pensata per ridurre drasticamente tempi di percorrenza e tortuosità del tragitto. Il tutto con un costo stimato che supera i 498 milioni di euro. L’alternativa 3B è leggermente diversa: utilizza più tratti dell’attuale SS89 e limita, almeno in parte, la costruzione di nuove opere. Anche qui però si parla di una infrastruttura pesante, con 12 gallerie, 12 viadotti e oltre 8 chilometri di tunnel ed un costo previsto che sfiora i 444 milioni di euro.  Entrambe le ipotesi si scontrano con il principale ostacolo normativo: il divieto di realizzare nuove infrastrutture all’interno della Zona 1 del Parco Nazionale del Gargano, cioè l’area a massima tutela ambientale.

Ed è per questo motivo che nasce la cosiddetta alternativa “3*”, una soluzione tecnica pensata proprio per superare il vincolo del Parco.
In sostanza il tracciato resterebbe simile alle alternative 3A e 3B, ma attraverserebbe la Zona 1 quasi totalmente in galleria, con ingressi e uscite dei tunnel collocati all’esterno delle aree più protette. Nel documento si parla apertamente della possibilità di chiedere una modifica o una deroga alle norme del Parco per motivi di “preminente interesse pubblico”. La nuova ipotesi 3* porterebbe però il progetto a dimensioni ancora più imponenti. Il tracciato salirebbe a circa 18 chilometri complessivi, con oltre 10,8 chilometri di gallerie, pari a quasi il 60% dell’intero percorso. Nel dettaglio sono previste 11 gallerie e 15 viadotti. E soprattutto cambierebbe radicalmente il quadro economico. Secondo il nuovo quadro finanziario allegato al dossier, l’alternativa 3* arriverebbe a superare i 600 milioni di euro di costo complessivo. Tale soluzione viene considerata “potenzialmente più efficace” nel ridurre l’impatto diretto sulla superficie del Parco, ma contemporaneamente comporterebbe un incremento enorme dei costi e opere ingegneristiche molto più invasive dal punto di vista tecnico.

Spuntano poi anche altre indicazioni, tra cui il suggerimento di preferire l’adeguamento della SP53 rispetto alla SS89 nei tratti costieri più delicati e la richiesta di studiare eventuali attraversamenti completamente in galleria proprio per limitare il consumo di suolo e l’impatto paesaggistico. Resta però il punto politico centrale: il Gargano vuole una nuova arteria veloce o preferisce investire sul miglioramento graduale della rete esistente? Per ora il dossier non dà una risposta definitiva, limitandosi a mettere sul tavolo scenari molto diversi tra loro, dal semplice adeguamento delle strade attuali fino a una infrastruttura da centinaia di milioni di euro fatta di tunnel e viadotti nel cuore del promontorio. Ed è probabilmente questo che molti cittadini si aspettavano di capire già durante l’assemblea pubblica, dove - oltre ad attribuire colpe   - era utile che venisse loro illustrato cosa comporta, all’atto pratico, costruirla.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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