Due chilometri di costa letteralmente divorati dal mare. Il litorale che collega Rodi Garganico a San Menaio ha progressivamente visto ridurre la sua lunghezza in favore del mare, che ha ridotto tutto ad una distesa azzurra. Ne hanno risentito in particolar modo le attività alberghiere situate a ridosso di quel lungo tratto di spiaggia, subendo un notevole ridimensionamento della clientela. Quest’ultima, abituata alla comodità dello stabilimento balneare a pochi metri dalla propria stanza da letto, ha preferito dislocare verso altri lidi. Discorso che può essere esteso anche ai bar-ristoranti affacciati sul mare, che se prima potevano far leva sui clienti che dopo una passeggiata sulla spiaggia rodiana sostavano in quei locali per un pranzo o per un aperitivo, poi sono diventati quasi inaccessibili se non dal ristretto marciapiede collocato accanto alla cosiddetta “Garganica” che conduce alle principali mete marittime del Promontorio, che pure spesso risulta per alcune porzioni pressocché inattraversabile. l’Attacco ha ascoltato alcuni imprenditori – che hanno preferito però mantenere l’anonimato –, proprietari di strutture ricettive, e non solo, posizionati proprio in quel tratto di litorale, di cui ormai restano solo sassi e acqua. “Abbiamo un grosso problema”, esordisce così uno di loro. “Ho visto tantissima gente che prima veniva a Rodi Garganico dirottare verso spiagge dove è possibile passeggiare. Logicamente, abbiamo subito di conseguenza una riduzione non indifferente della clientela”. Una condizione che coinvolge tutte le attività, senza distinzioni. “Tutti viviamo questa problematica”, una dichiarazione dalla quale si avvertono tutte le preoccupazioni, condivise anche dai suoi colleghi, del proprietario del locale ascoltato da l’Attacco. “Pare abbiano progettato dei pennelli di pietra, che dovrebbero essere posati a settembre, per risolvere questa problematica” – fa riferimento all’intervento di 4,5 milioni di euro a finanziamento regionale che prevede la realizzazione di sistemi di protezione a mare lungo circa 800 metri di costa, con l’obiettivo di contrastare l’erosione e riequilibrare le dinamiche sedimentarie dell’area portuale –, “che diventa poi anche un problema di natura strutturale per la strada, a rischio perché tutta rovinata”. L’anno scorso è stato effettuato un ripascimento costato circa cinque milioni che ha consentito di attrezzare la spiaggia, ma quest’anno è tornato tutto come prima, anzi: “Non si era mai vista una cosa simile, ora l’acqua arriva fin sotto il muro”, conclude il primo imprenditore. “C’è stato un calo evidente dei clienti”, afferma un albergatore ascoltato da l’Attacco, che si ritrova per di più a pagare una concessione balneare senza poter però attrezzare la spiaggia, di cui resta ormai ben poco. “Lo scorso anno siamo riusciti a lavorare bene, ma quest’anno è stato traumatico. Molti turisti, che preferiscono avere la spiaggia a pochi passi, hanno deciso di virare su altre soluzioni che mettessero a disposizione uno stabilimento balneare di fronte alla struttura stessa”. Osservazioni condivise e riprese anche dal consigliere comunale Michele Azzellino, che ha fatto notare come l’intervento di dragaggio effettuato lo scorso anno abbia dato risultati per soli cinque mesi, salvo poi il ripresentarsi del grave problema che attanaglia il litorale adriatico da anni.
Oltre all’erosione costiera, anche il porto avrebbe rappresentato una concausa al progressivo arretramento della linea sabbiosa. “Installare un nuovo soggetto all’interno di un sistema collaudato è evidente che abbia agevolato il fenomeno”.
Nonostante ciò, Azzellino definisce la struttura portuale un’opera indispensabile per il paese e per l’intero territorio. Ma preme sulla valutazione dei costi-benefici dietro l’esecuzione dei diversi dragaggi che hanno preceduto l’inizio delle stagioni estive a Rodi Garganico, che non hanno prodotto evidentemente risultati duraturi.
“Sono in costante contatto con gli imprenditori della costa e mi rendo conto ogni giorno che passa che il problema sta diventando sempre più serio”, aggiunge il consigliere comunale. “A questo, inoltre, si aggiunge anche quello dei numerosi danni che l’erosione sta provocando a svantaggio della strada che collega Rodi Garganico a San Menaio, con tutti i disagi di cui risente la viabilità”.
Azzellino promette infine che vigilerà sul progetto dietro le opere a protezione del porto turistico e approfondirà la questione con degli esperti in materia. “Non possiamo fidarci di quello che ci viene detto. Capiamo bene che quattro pennelli più uno trasversale di quasi 800 metri che li collega non sia un’opera che se non dovesse andare bene andremmo poi a ripristinare. È un tipo di intervento che resta e dobbiamo quindi avere la certezza che protegga non solo il porto, ma che faccia lo stesso anche con la linea di costa”, conclude.
Un litorale completamente spazzato via dalla forza del mare, interventi milionari improduttivi e imprenditori in difficoltà: è questo il quadro che emerge direttamente dalla spiaggia costeggiata da uno dei lungomare più belli d’Italia.
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