Che futuro si prospetta per l’aeroporto Gino Lisa di Foggia, che oggi con Aeroitalia vede solo tre collegamenti (Milano Linate, Torino e Bergamo) e nessuna rotta estera? Se lo domandano in primis le due associazioni quotidianamente impegnate per lo scalo di Capitanata. L’ingegnere Enzo Papa, numero uno della community Mondo Gino Lisa, ai primi di luglio ha scritto al presidente della Regione Antonio Decaro chiedendogli un incontro “al fine di trattare tematiche afferenti allo scalo foggiano, in particolare per conoscere meglio lo stato dell’opera di tutte le iniziative programmatiche che la Regione Puglia ha riservato”. Papa ha domandato di “rileggere quanto è stato divulgato, ad oggi, circa le opere infrastrutturali finanziate quali: riqualificazione e restyling, contenente stralcio Apron per i piazzali, opera finanziata nel 2025 nell’ambito dell’Accordo di Coesione – FSC 2021-2027; stralcio Breath per la riqualificazione del cosiddetto Hangar Airside; restyling del principale corpo di fabbrica, di cui recentemente affidato il progetto esecutivo in appalto integrato; torre di controllo digitale, di cui non abbiamo letto riferimenti nel piano industriale ENAV 2025–2029; distaccamento della caserma dei vigili del fuoco, approvato con decreto MI-MIT del 2025 e col progetto di fattibilità tecnico-economica approntato (fase preliminare) ad aprile 2026, dopo circa un anno dal provvedimento interministeriale, anch’esso finanziato col FSC 2021-2027; continuità territoriale, il cui iter di formulazione della documentazione integrativa è ferma da tempo presso l’ICCSSAI dell’Università di Bergamo; fattibilità di collegamenti TPL da attivare tra il Gino Lisa di Foggia e il Molise, già peraltro attuato tra Molise e l’aeroporto di Pescara, di cui l’ex assessora ai trasporti Debora Ciliento ha ufficialmente dichiarato di verificare in accordo con la UIL Trasporti delle due regioni; planning con Aeroitalia su un programma strategico e condiviso; marketing dedicato, per divulgare la conoscenza delle potenzialità dell’aeroscalo sull’intero bacino d’utenza della cosiddetta Area Vasta, che contempla, oltre alla Capitanata, Molise e le province di Potenza, BAT, Benevento, Avellino”. Papa ha aggiunto, chiedendo che la community sia coinvolta, che MGL “attualmente nutre preoccupazione circa il protrarsi delle procedure, che può rischiare la perdita di risorse e soprattutto di opportunità, visto che oggi i dati sulla richiesta, pubblicati da Assoaeroporti, risultano molto incoraggianti”. C’è poi il lavoro realizzato dal Comitato Vola Gino Lisa, presieduto dall’avvocato Maurizio Gargiulio, associazione che ha redatto una relazione redatta con la collaborazione dell’architetto Achille Rosario Corso, dell’avvocato Giuseppe Potenza e del dottor Marcello Sciagura.
“Le recenti vicende che hanno interessato lo scalo rendono, a nostro avviso, necessario un approfondimento più puntuale delle sue prestazioni operative e infrastrutturali, così da verificare se la gestione attuale stia realmente orientando il Gino Lisa verso un percorso di crescita concreta, costante e strutturata. Per questa ragione sono stati analizzati e confrontati: i dati operativi e infrastrutturali dell’aeroporto; le dinamiche in atto in altri aeroporti di dimensioni analoghe, con simili volumi di traffico e movimenti; le caratteristiche tecniche attuali dello scalo e le eventuali modifiche previste, valutandone l’impatto sullo sviluppo presente e futuro", spiegano.
“L’analisi condotta attraverso dati ufficiali, documentazione tecnica e confronti con aeroporti analoghi del panorama nazionale evidenzia un quadro inequivocabile: il Gino Lisa è un’infrastruttura con un potenziale reale, ma oggi frenata da limiti strutturali, scelte gestionali poco dinamiche e un’offerta di voli insufficiente a sostenere una crescita stabile”, afferma il presidente di VGL Gargiulo. “Perché lo scalo possa finalmente assumere il ruolo strategico che la Capitanata merita, è necessario un cambio di passo deciso, fondato su interventi tecnici mirati e su una visione gestionale più ambiziosa. Il Gino Lisa è un bene dello Stato, affidato in concessione da ENAC ad Aeroporti di Puglia per quarant’anni (dal 6 marzo 2003). La convenzione impone obblighi precisi: garantire continuità dei servizi, predisporre piani di sviluppo, assicurare manutenzione ordinaria e straordinaria. Gli investimenti sullo scalo non sono discrezionali: sono obbligatori. La loro mancata realizzazione può condurre alla revoca della concessione”, continua l’avvocato foggiano.
VGL parla di tre anni di operatività e di una crescita che non decolla: “Nonostante la ripresa dei voli avvenuta nel novembre 2022, il Gino Lisa è oggi l’ultimo aeroporto italiano per traffico passeggeri tra quelli con voli commerciali attivi. La crescita dei movimenti è stata modesta e non proporzionata rispetto agli altri scali della stessa fascia (Rimini, Salerno, Crotone, Comiso, Parma, Forlì, Cuneo)., che invece hanno ottenuto da ENAC ampliamenti operativi. Il Gino Lisa pertanto procede con una lentezza incompatibile con le esigenze del territorio”.
Il primo e ben noto problema è dato dalle criticità infrastrutturali, ovvero il nodo della pista. “La pista, con distanze dichiarate limitanti, colloca lo scalo in categoria ICAO 3C, negando così l’arrivo, dei velivoli tipici delle compagnie low cost, operanti a pieno carico per medie distanze. Questo avverrebbe soprattutto nei periodi caldi della stagione o quando le piogge renderebbero meno sicura la pista in fase di atterraggio, rendendo lo scalo prigioniero di una sempre possibile dipendenza da altri scali. È un limite strutturale oggettivo, non superabile con interpretazioni ottimistiche”. La prima proposta di VGL è dunque l’adeguamento delle distanze dichiarate della pista: “Per superare il vincolo della categoria 3C, è necessario portare la TORA oltre i 2.000 metri. Durante i lavori di riqualificazione della Statale 16, si potrebbe prevedere l’interramento della stessa in corrispondenza del tratto di pista, recuperando la distanza necessaria. Una soluzione tecnicamente solida, già adottata altrove, ma che inspiegabilmente incontra resistenze politiche, di chi? Una soluzione alternativa immediata è il recupero di oltre 250 metri, con un intervento più contenuto ma sufficiente a migliorare sensibilmente l’operatività”. C’è poi la “soluzione minima”: “Se entrambe le proposte venissero respinte, AdP deve assolutamente fare in modo di eliminare le attuali vincolanti limitazioni operative, rendere pienamente utilizzabile l’intera lunghezza della striscia d’asfalto (pista), rimuovere la penalizzazione della RWY 33 (LDA 1.621 m)”.
Il secondo problema attiene alla categoria antincendio, “un upgrade indispensabile” come evidenzia VGL. “La presenza del distaccamento dei vigili del fuoco consentirebbe di ambire alla categoria antincendio 7ª, superiore all’attuale 6ª (in deroga)”. La proposta riguarda dunque l’ottenimento della categoria antincendio 7ª: “L’upgrade, a carico dello Stato, permette l’arrivo di aeromobili più grandi e aumenta l’attrattività commerciale dello scalo. AdP si è data più volte l’impegno, a nome del suo presidente, ad anticipare i fondi per la realizzazione della caserma. Se questo finalmente accadesse potrebbe essere un input di notevole importanza per convincere la politica nazionale ad agire. Tutto l’iter è stato già avviato, Regione Puglia e Governo Nazionale hanno dichiarato di voler procedere in tal senso. Ne chiediamo pertanto un’accelerazione immediata della procedura attuativa”.
Il terzo problema è il nodo delle compagnie aeree, perché “un aeroporto non vive con un solo vettore”. “Il Gino Lisa opera oggi con una sola compagnia, condizione unica in Italia tra gli scali commerciali. La recente sostituzione del vettore ha peggiorato la situazione: voli mensili ridotti del 30-44%; nel novembre-dicembre 2025 i passeggeri sono stati in calo rispetto al bimestre 2024; la media attuale pari a 2,53 voli al giorno rispetto alla media con Lumiwings pari a 4,72 voli al giorno. Un aeroporto non può sopravvivere con 2,5 voli al giorno. Con questi numeri nessun governo farebbe concessioni quali distaccamento dei vigili del fuoco e continuità territoriale”. La proposta di VGL è, chiaramente, un nuovo bando operativo per l’individuazione di ulteriori vettori: “AdP agisca, affinché venga presentato un nuovo bando pubblico per porre fine al monopolio operativo, programmando almeno 2 destinazioni internazionali nella stagione estiva, con una pianificazione con 12 mesi di anticipo da concordare interpellando gli stakeholder, creando tratte complementari rispetto a Bari, realizzando così una sinergia operativa. Continuare con un solo vettore significa ripetere l’errore Lumiwings”.
Il quarto problema è dato dalla continuità territoriale e dalle low-cost, definiti “i due motori della crescita”. “La crescita di un aeroporto dipende sicuramente da due fattori importanti: la continuità territoriale è strumento essenziale per aiutare la crescita degli aeroporti periferici; le compagnie low-cost sono il principale moltiplicatore di traffico per tutti gli aeroporti”. Da qui la scontata proposta dell’attivazione immediata della continuità territoriale: “Chiediamo un immediato impegno politico congiunto, chiarimenti sullo stato della procedura, una forte pressione istituzionale da parte di Regione Puglia e AdP. La continuità territoriale può garantire stabilità, tariffe accessibili e continuità operativa”. Il quinto problema è rappresentato dal masterplan 2024, “una visione troppo prudente”, che per il Gino Lisa prevede: 200.000 passeggeri al 2035, aerostazione dimensionata per tale limite, piazzale in previsione ampliato a 78.000 mq con 13 piazzole (6 aerei di categoria C + 7 categoria B). “La crescita prevista è del 10% annuo, troppo lenta e condizionata dal SIEG. La convenzione che rimborsa i costi operativi agli aeroporti sotto i 200.000 passeggeri. Il SIEG scade nel 2029”, sottolinea Gargiulo. “Non si comprende perché AdP preveda di restare sotto tale soglia fino al 2035. La nostra proposta è un nuovo piano di sviluppo: serve un progetto che porti oltre 200.000 passeggeri entro il 2029 e oltre 500.000 passeggeri entro il 2035. Il Gino Lisa deve essere liberato dal vincolo del SIEG, che oggi ne frena lo sviluppo”.
Il sesto problema riguarda aerostazione e piazzale, che necessitano di revisione. “L’attuale aerostazione è dimensionata per un massimo di 200.000 passeggeri l’anno. Oltre tale soglia tale struttura entrerebbe in crisi. Il piazzale, invece, potrebbe essere ampliato senza difficoltà”, dice il vertice di VGL. “La proposta è ripensare completamente il terminal, sviluppandolo in altezza e fuori terra per 500.000 passeggeri, trasformando alcune piazzole B in piazzole C e valutare un ampliamento ulteriore dell’apron”.
La conclusione di Gargiulo è chiarissima: “Foggia e la sua provincia non chiedono privilegi: chiedono semplicemente di poter competere ma ad armi pari, di poter viaggiare, di poter crescere. Un territorio che per decenni è rimasto ai margini delle grandi direttrici europee merita finalmente un’infrastruttura capace di connetterla al mondo, non solo simbolicamente ma concretamente, ogni giorno, con voli regolari, affidabili, moderni. La continuità territoriale e una diversa gestione del nostro aeroporto, oggi più che mai, possono rappresentare una partenza, la prima vera pista di rullaggio verso un futuro diverso. È il ponte che può colmare la distanza tra ciò che siamo e ciò che potremmo essere. È la scintilla che può riaccendere la fiducia di un’intera comunità, perché Foggia non sia più periferia ma un crocevia naturale, una terra di passaggio, di lavoro, di storia e di resilienza. La Capitanata, con i suoi 600.000 abitanti, non può restare ancora a guardare gli aerei che decollano altrove. Il suo posto è dentro il Corridoio TEN-T, non ai margini. Il suo destino è essere connessa, non isolata. Il suo futuro è decollare e volare, non attendere. E quando il Gino Lisa sarà, finalmente, messo nelle condizioni di volare, non sarà solo l’aeroporto a decollare: sarà un intero territorio che rialzerà la testa e tornerà, finalmente, a prendere quota”.
Ci sono dei focus particolarmente interessanti nella relazione del comitato Vola Gino Lisa, che evidenzia come il Gino Lisa sia al 39º posto su 42 scali nazionali per numero di passeggeri di aviazione commerciale transitati nel 2025. “Un dato che, letto superficialmente, potrebbe sembrare solo una posizione in classifica, ma che in realtà rivela molto di più. Gli aeroporti che seguono, lo scalo foggiano, nella classifica, non svolgono traffico commerciale regolare, ma esclusivamente attività charter, militari o stagionali. Questo significa che, nel panorama degli aeroporti realmente operativi sul mercato del trasporto passeggeri, il Gino Lisa è di fatto l’ultimo”, spiegano da VGL.
“Nel 2025 lo scalo ha registrato 68.479 passeggeri commerciali, un valore che non riflette il potenziale del territorio, ma piuttosto indica le fragilità operative che hanno caratterizzato l’anno. Questo dato, infatti, risente in modo evidente della sospensione dei voli avvenuta a settembre 2025, conseguenza diretta del fallimento di Lumiwings. Unica compagnia operante sullo scalo, dotata di un solo aeromobile. Un’interruzione improvvisa, non programmata e non mitigata da alternative, che ha prodotto un effetto immediato e profondo: la perdita di fiducia dell’utenza”.
Rilevante è anche quanto emerge dal rapporto tra numero di voli e numero di passeggeri negli anni 2023, 2024 e 2025, calcolando per ciascun aeroporto la media passeggeri per volo. “Dall’analisi comparativa emergono alcune tendenze chiare. Gli aeroporti con infrastrutture più performanti (pista lunga, categoria ICAO elevata, categoria antincendio adeguata) mostrano medie passeggeri/volo elevate e stabili, spesso superiori a 100 passeggeri per movimento. Gli scali con limitazioni strutturali presentano medie più basse, oscillazioni marcate e una minore capacità di crescita proporzionale”, sottolinea VGL citando alcuni esempi significativi.
“Reggio Calabria mostra una crescita costante e molto elevata: da 97 passeggeri/volo nel 2023 a 136 nel 2025, segno di un utilizzo efficiente dei movimenti. Rimini mantiene valori molto alti (oltre 150 passeggeri/volo), tipici di aeroporti con forte vocazione internazionale e traffico stagionale concentrato su aeromobili di grande capacità. Perugia evidenzia un calo della media passeggeri/volo nel 2025, nonostante l’aumento dei voli, segnale di un’offerta non pienamente non sempre allineata alla domanda. Comiso registra un forte ridimensionamento nel 2025, con una media che scende da oltre 100 a 93 passeggeri/volo, riflettendo una contrazione del traffico. L’aeroporto di Foggia presenta valori nettamente inferiori rispetto agli altri scali della stessa fascia: nel 2023 ci furono 44,23 passeggeri per volo, nel 2024 il dato fu 55,81 passeggeri per volo, nel 2025 invece 52,67 passeggeri per volo. Nonostante un miglioramento nel 2024 rispetto al 2023, la media rimane molto bassa e non cresce in modo proporzionale all’aumento dei voli. Questo dato conferma i limiti infrastrutturali e di operatività, l’assenza di diversificazione delle compagnie, l’assenza di aeromobili di maggiore capacità, la fragilità della domanda, l’impatto negativo della sospensione dei voli nel 2025, la mancanza di voli a costi competitivi o più contenuti”.
L’analisi del comitato Vola Gino Lisa è netta: “Gli aeroporti con infrastrutture adeguate trasformano l’aumento dei voli in un incremento significativo dei passeggeri per volo. Gli scali con limitazioni operative, come il Gino Lisa, non riescono a ottenere lo stesso risultato, mostrando una bassa saturazione dei movimenti. La media passeggeri/volo è quindi un indicatore chiave che conferma che la crescita di uno scalo non dipende esclusivamente dal numero dei voli, ma dalla qualità dell’infrastruttura, dalla tipologia degli aeromobili operanti, dalla presenza di più vettori e dalla stabilità dell’offerta”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).