Vola Gino Lisa: “Reputazione del territorio si modifica attraverso infrastrutture adeguate e mobilità moderna”

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“Pregiatissimo Presidente - scrive Maurizio Gargiulo, presidente del comitato Vola Gino Lisa, rivolgendosi ad Antonio Vasile, Aeroporti di Puglia -, abbiamo letto con attenzione le Sue dichiarazioni pubblicate sulla stampa in merito alla nostra lettera aperta del 24 luglio 2026. La ringraziamo per aver voluto esprimere il Suo punto di vista: il confronto, quando fondato su dati tecnici e su una visione comune di sviluppo, e sempre un valore. Proprio per questo riteniamo necessario chiarire alcuni punti che, nella Sua risposta, risultano solo parzialmente affrontati o non trattati nel merito tecnico che la materia aeroportuale richiede.

1. Sulla soglia dei 200.000 passeggeri e sulla programmazione del Masterplan.
Lei afferma che: “Quella soglia ci consente di operare con il sostegno previsto dalla normativa europea”. E' un punto che merita una precisazione tecnica. La soglia dei 200.000 passeggeri non e un limite “naturale”, ma una scelta programmatoria inserita nel Masterplan 2024–2035. Essa comporta che l’aerostazione venga ristrutturata mantenendo le attuali cubature e che l’intero scalo venga dimensionato per un traffico volutamente contenuto. Il Comitato non contesta la legittimità degli aiuti europei, ma evidenzia un dato oggettivo: un aeroporto progettato per non superare i 200.000 passeggeri non può essere competitivo né attrattivo per vettori low cost, né per traffico internazionale, né per un reale sviluppo della Capitanata. Pertanto, riteniamo imprescindibile una riprogrammazione organica del Masterplan aeroportuale, fondata su previsioni di traffico realistiche e coerenti con l’evoluzione dello scalo: dalla stima di 200.000 passeggeri al 2029, coincidente con la conclusione del SIEG, al progressivo raggiungimento dei 500.000 passeggeri al 2035, sino alla conseguente necessita di adeguare aerostazione, pista e piazzali alle nuove capacita operative. Una pianificazione aggiornata su tali parametri rappresenterebbe un chiaro segnale della volontà di far crescere l’infrastruttura e renderebbe finalmente attrattivo l’aeroporto anche per i vasti territori che potrebbero essere efficacemente serviti da questo sistema aeroportuale. La domanda che poniamo e semplice: la Regione intende che il Gino Lisa resti uno scalo assistito o che diventi uno scalo competitivo? La Sua risposta, pur rispettabile, non chiarisce questo punto strategico.

2. Sui limiti infrastrutturali della pista e sulle prestazioni degli aeromobili.
Nella nostra lettera abbiamo riportato dati tecnici precisi:
• ICAO 3C
• TORA 1.735 m
• LDA 1.621 m
• limitazione di 114 m imposta da ENAC per ostacoli in testata 33

Questi parametri non sono opinioni: sono vincoli operativi che incidono direttamente su:
• performance di decollo in condizioni estive
• performance di atterraggio in condizioni meteo avverse
• possibilità di operare aeromobili come B737-800, A320, A321 a pieno carico
• possibilità di attivare rotte internazionali con continuità commerciale

Nella Sua risposta non vi è alcun riferimento a questi limiti né alla loro possibile rimozione. In tale quadro, occorre inoltre considerare che gli aeromobili Ryanair impiegati sulle rotte di corto e medio raggio — in particolare i Boeing 737‑800 equipaggiati con motori CFM56, modello ampiamente diffuso nella flotta e caratterizzato da specifici requisiti prestazionali in fase di decollo — richiedono distanze operative che devono essere pienamente compatibili con le indicazioni del costruttore e con i parametri elaborati dai sistemi di bordo in dotazione ai piloti.

La lunghezza di pista attualmente disponibile presso l’aeroporto “Gino Lisa” non consente il decollo del 737‑800 CFM56 nel rispetto degli spazi tecnici richiesti, con conseguente impossibilita di programmare operazioni commerciali regolari con tali aeromobili nelle condizioni standard previste. E’ dunque evidente che un adeguamento infrastrutturale, correttamente inserito nella riprogrammazione del Masterplan, non rappresenta una mera opzione tecnica, bensi un presupposto essenziale per garantire la piena operatività dello scalo e la sua effettiva competitività nel mercato del trasporto aereo nazionale ed internazionale.

Il caso specifico di Ryanair.
Lei afferma che: “Arriverà quando ci sarà la caserma dei Vigili del Fuoco.” E’ un’affermazione incompleta. La 7a categoria antincendio e condizione necessaria, ma non sufficiente. Gli aeromobili Ryanair (B737-800 e 737-8200 “MAX”) operano con temperature limitanti che incidono sulla potenza erogabile dai motori CFM56 e LEAP-1B. In condizioni estive, con temperature elevate e pieno carico, la lunghezza di pista disponibile al Gino Lisa non consente le performance di decollo richieste dal costruttore. Per questo motivo, la presenza di Ryanair non dipende solo dalla caserma VV.FF., ma anche — e soprattutto — da un intervento di allungamento della pista o dalla rimozione dei vincoli ostativi in testata 33.
Su questo punto, la Sua risposta non fornisce alcuna indicazione.

3. Sulla continuità territoriale aeronautica
Nella nostra lettera abbiamo chiesto chiarimenti sullo stato della procedura per l’ottenimento della continuità territoriale, ricordando che esponenti parlamentari attendono risposte dalla Regione. E’ un profilo di assoluta rilevanza pubblica. Questo strumento, di natura strategica, nasce per sostenere e riequilibrare i territori caratterizzati da svantaggi socio‑economici e da condizioni di marginalità nei collegamenti di trasporto, assicurando loro un livello minimo e stabile di mobilita. La Provincia di Foggia, per caratteristiche oggettive e documentate, rientra pienamente tra le aree che soddisfano i requisiti per l’attivazione di misure di continuità territoriale, e merita pertanto una valutazione attenta, non meramente ricognitiva, nell’ambito della programmazione regionale e delle politiche di sviluppo aeroportuale. La continuità territoriale non e un tema accessorio: e lo strumento principale per garantire collegamenti stabili, frequenti e sostenibili tra Foggia e gli hub nazionali, soprattutto in una fase in cui lo scalo non puo ancora contare su traffico spontaneo o su vettori low cost.
La Sua risposta non affronta questo punto. Riteniamo invece che la Regione debba insistere con decisione presso il Governo nazionale affinché la continuità territoriale venga riconosciuta e finanziata, come già avviene in altre regioni italiane con caratteristiche analoghe.

4. Sulle low cost e sulla competitività dello scalo
Lei afferma: “Non è un aereo, da solo, a renderti attrattivo.” E vero: la competitività territoriale e fondamentale. Ma è altrettanto vero che nessun vettore low cost può operare su uno scalo che presenta limiti infrastrutturali tali da impedire operazioni a pieno carico.

Le compagnie low cost basano il loro modello su:
• turnaround rapidi
• operazioni standardizzate
• massimizzazione del payload
• utilizzo di aeromobili in configurazione unica (180–189 pax per A320, 189–197 pax per B737-800)

Uno scalo ICAO 3C con TORA 1.735 m e LDA 1.621 m non è compatibile con tali requisiti, soprattutto in estate.
Per questo motivo, la questione low cost non puo essere ridotta alla sola caserma VV.FF.: richiede una strategia infrastrutturale chiara, che nella Sua risposta non emerge.

5. Sulla caserma dei Vigili del Fuoco
Il decreto interministeriale e del febbraio 2025. Il Comitato ha chiesto i tempi reali di realizzazione, poichè la 7a categoria antincendio e condizione essenziale per l’operatività dello scalo.
La Sua risposta non indica:
• data di avvio dei lavori
• cronoprogramma
• data stimata per l’ottenimento della categoria
Sono informazioni indispensabili per valutare la capacita operativa dello scalo nel medio periodo.

6. Sul ruolo del territorio
Lei osserva: “Io ti rendo competitivo come aeroporto, ma tu devi costruire le condizioni per essere competitivo come territorio”. E' un principio condivisibile, ma non può sostituire la necessità di dotare l’aeroporto delle infrastrutture adeguate. Un territorio può certamente esprimere un elevato potenziale di attrattività; tuttavia, senza uno scalo pienamente performante e conforme agli standard operativi richiesti dalla normativa aeronautica internazionale (ICAO, Annex 14; EASA CS‑ADR), esso non potrà mai intercettare in modo stabile ne traffico internazionale ne traffico low‑cost.

Le compagnie aeree — in particolare quelle che operano con modelli di business a elevata rotazione e con aeromobili di classe 737‑800 o A320 — selezionano gli aeroporti esclusivamente in base alla loro capacita infrastrutturale, alla disponibilità di piste adeguate, ai margini di sicurezza e alla compatibilità con le performance di decollo e atterraggio previste dal costruttore. E' altrettanto consolidato, anche nella programmazione europea (Reg. UE n. 1315/2013 – rete TEN‑T), che non vi è sviluppo territoriale senza un sistema infrastrutturale moderno, integrato e funzionale. Strade, ferrovie e aeroporti costituiscono la struttura portante di qualsiasi processo di crescita economica e sociale: sono gli strumenti attraverso cui un territorio si connette ai mercati, attrae investimenti, garantisce mobilita ai cittadini e si colloca in modo competitivo nel sistema nazionale ed europeo. In assenza di tali infrastrutture — e, in particolare, di uno scalo aeroportuale capace di assicurare standard operativi adeguati — la capacita di un territorio di generare sviluppo, attrarre flussi turistici, sostenere le imprese e valorizzare le proprie eccellenze rimane inevitabilmente compromessa. Un aeroporto performante non e un accessorio: e un prerequisito tecnico, economico e strategico. La competitività territoriale e quella aeroportuale non sono alternative: sono complementari.

Conclusione
Il Comitato Vola Gino Lisa non chiede privilegi ne scorciatoie. Chiede chiarezza tecnica, programmazione coerente, rimozione dei limiti infrastrutturali, insistenza presso il Governo per la continuità territoriale, e una visione di sviluppo che non condanni lo scalo a restare marginale fino al 2035.

Riteniamo necessario, infine, richiamare un profilo spesso rappresentato in modo parziale: la percezione del territorio foggiano. E stato osservato come Foggia attragga l’attenzione mediatica più per episodi di cronaca negativa che per dinamiche di sviluppo; una lettura che, pur cogliendo una componente reale, non restituisce la complessità di un territorio ricco di risorse, eccellenze e potenzialità. Foggia non e definita dalla marginalità, ma dalla sua capacita — spesso silenziosa — di generare valore: produzioni agroalimentari di rilievo nazionale, un patrimonio naturalistico unico, poli universitari e industriali in espansione, una comunità imprenditoriale resiliente e innovativa.

Proprio per questo, la narrazione negativa non può essere assunta nè come destino nè come alibi. La reputazione di un territorio si modifica attraverso infrastrutture adeguate, nuove opportunità e una mobilita moderna, non con dichiarazioni. Uno scalo performante, conforme agli standard ICAO ed EASA, e uno strumento decisivo per attrarre investimenti, ampliare i flussi turistici e rafforzare l’immagine di una provincia che possiede enormi potenzialità, oggi non pienamente valorizzate.

Per tali ragioni, la riprogrammazione del Masterplan, l’adeguamento della pista e delle infrastrutture di volo, la valutazione seria della continuità territoriale e l’apertura a vettori operanti con aeromobili 737‑800 CFM56 non sono scelte tecniche, ma atti di responsabilità istituzionale. Sono condizioni essenziali affinché la Provincia di Foggia possa finalmente competere, crescere e attrarre, liberandosi da narrazioni riduttive e da limiti infrastrutturali che ne ostacolano lo sviluppo. Confidiamo, che questa volta la nostra richiesta — formulata con trasparenza, rigore e spirito costruttivo — possa trovare ascolto e tradursi in un confronto serio, leale e orientato al futuro.

Un futuro che Foggia merita pienamente”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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