Il Gargano ha imparato a fare gli eventi, ognuno per conto proprio: serve la logica della complementarità

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Fino a qualche anno fa sul Gargano il concetto di estate aveva un rapporto quasi biunivoco con il mare. Le spiagge erano il motore dell’economia e, una volta calato il sole, qualche concerto e poco altro bastavano a scandire le calde serate della stagione turistica. Oggi le cose non stanno più così. Calendari estivi sempre più nutriti sono la dimostrazione plastica di quanto il territorio stia provando a mutare pelle. Festival letterari, rassegne musicali, teatro, cinema, sport, eventi enogastronomici, folklore, mostre, incontri con gli autori, manifestazioni dedicate alle tradizioni popolari: l’offerta è ampia, distribuita nell’arco di diversi mesi e, soprattutto, ci racconta di amministrazioni che hanno ormai compreso come il turismo contemporaneo non possa vivere soltanto di spiagge e stabilimenti balneari. I programmi sono ricchi, articolati, capaci di spaziare dalla musica alla letteratura, al teatro, allo sport, non perdendo di vista le tradizioni popolari e l’enogastronomia, senza farsi mancare gli spettacoli. Tanto per citarne alcuni, tra i più rilevanti: Vieste ospita il Libro Possibile, rassegna che porta sul promontorio nomi di rilievo nazionale; Peschici affianca alla Notte Bianca rassegne jazz, incontri culturali e appuntamenti enogastronomici; Rodi Garganico investe su musica, folklore, cinema e manifestazioni diffuse per tutta l’estate. È un’evoluzione evidente, che merita di essere riconosciuta. D’altronde sarebbe ingeneroso continuare a descrivere il Gargano come un territorio che “vive soltanto di mare”. Negli ultimi anni si è investito molto anche sulla dimensione culturale e ricreativa dell’offerta turistica. Il punto, semmai, è un altro. Quasi tutti questi eventi, per quanto validi, sembrano nascere ancora con una visione prevalente: offrire qualcosa a chi è già arrivato. Sono manifestazioni pensate soprattutto per arricchire la vacanza del turista presente sul territorio, animando le piazze e rendendo più piacevoli le serate estive. Una funzione importante, sicuramente, ma ben diversa da quella di diventare il motivo stesso del viaggio.

La differenza può apparire sottile ma è sostanziale. Un concerto, una Notte Bianca o un festival gastronomico oggi si trovano praticamente ovunque... Ogni località turistica italiana organizza eventi simili. Per questo, da soli, difficilmente riescono ad attrarre pubblici completamente nuovi o segmenti turistici diversi da quelli che già frequentano il Gargano.

Chi decide di trascorrere una settimana a Peschici o a Vieste probabilmente sarebbe venuto comunque; l’evento rappresenta un valore aggiunto, non ancora un elemento distintivo. Il vulnus della questione - quello che rende manifesto il limite storico del Gargano - sta tutto nel convogliare questi appuntamenti in un progetto territoriale condiviso.

Ad oggi, ciascun comune costruisce un cartellone di qualità, ma lo fa quasi sempre guardando entro i propri confini territoriali, per cui il turista consulta il calendario di Vieste, oppure quello di Peschici, o ancora quello di Rodi, come se fossero tante realtà indipendenti. Invece distano pochi chilometri l’una dall’altra e potrebbero costituire le tappe di un unico grande itinerario culturale.

Manca ancora - sotto il profilo identitario e culturale quella “Città Gargano” che amministrativamente c’è già, ossia un territorio nel quale i diciotto comuni dialogano, coordinano gli appuntamenti, costruiscono percorsi condivisi e raccontano un’unica destinazione turistica, che si sostanzia in mare, foreste, borghi storici, siti archeologici, cammini religiosi, tradizioni, enogastronomia e cultura.

In quest’ottica andrebbe letto il messaggio lanciato dal Festival “Gargano Vivo”, promosso dal Parco Nazionale del Gargano. L’idea di utilizzare i grandi centri costieri come motore capace di trainare anche l’entroterra rappresenta probabilmente una delle intuizioni più interessanti degli ultimi anni.

Ma perché questo si concretizzi davvero urge che i comuni sappiano cosa organizzano gli altri, che evitino sovrapposizioni, che costruiscano pacchetti comuni, che raccontino il Gargano come un sistema organico e non come una somma di municipalità. Il visitatore che arriva per assistere a un incontro del Libro Possibile potrebbe essere accompagnato a scoprire Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo, Vico del Gargano o i cammini del Parco.

Chi partecipa a una rassegna musicale a Peschici potrebbe trovare, il giorno successivo, un festival teatrale nell’entroterra o un itinerario dedicato ai trabucchi. È questa la logica che domina le grandi destinazioni turistiche: non quella della concorrenza, ma della complementarità. Il Gargano possiede già tutto ciò che serve per competere. Ha il mare, il patrimonio naturalistico, una storia millenaria, un’identità fortissima e una crescente qualità dell’offerta culturale. Non resta che trovare una regia che metta insieme queste eccellenze in uno “storytelling” partecipato e corale.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet