Troia, divampa polemica su mosse di Caserta (che prova a cambiare): “Da che pulpito viene la predica”

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Si fa sempre più aspra la polemica politica che tiene banco negli ultimi mesi a Troia. E si moltiplicano i campi in cui lo scontro di esplica: dai banchi del consiglio comunale ai social. Al centro degli attacchi delle forze di minoranza, vicine al Sindaco uscente Leonardo Cavalieri, le politiche occupazionali dell’attuale amministrazione guidata dal primo cittadino Francesco Caserta, in carica da 7 mesi, la cui vittoria alle elezioni di giugno aveva posto fine al “regno” decennale del suo predecessore. In particolare si contesta il fatto che ci sia stato un avvicendamento del personale addetto alla mensa scolastica e di alcune maestre della scuola materna. “Non avete difeso abbastanza il posto di quelle lavoratrici”, in sintesi l’accusa mossa al Sindaco dall’opposizione. Per meglio comprendere però i termini della questione occorre fare un passo indietro. Le lavoratrici di cui si discute sarebbero in tutto 9, 7 scodellatrici (addette alla distribuzione dei pasti agli alunni) e 2 maestre. Già ai tempi di Beccia Sindaco si ipotizzò che questi posti di lavoro dovessero essere sottoposti ad una sorta di rotazione, con graduatorie ad hoc per consentire a cittadini più bisognosi di avere un’entrata ed evitare (o quanto meno limitare) collocamenti di natura clientelare. In realtà questo rimase solo un proposito e le operatrici sono rimaste sostanzialmente le stesse negli ultimi 8 anni. Almeno fino ad oggi. Con il cambio della commessa (il servizio è gestito da una cooperativa) sono cambiati anche i dipendenti. Scatenando malumori diffusi, soprattutto da parte di chi non è stato riconfermato. Agli interessati e ai consiglieri di opposizione è stato detto che questa è una legittima prerogativa del privato che appalta il servizio. Ma evidentemente questa motivazione non è stata sufficiente a placare la polemica che, come detto, è arrivata anche in consiglio comunale.

In una delle ultime assemblee la discussione è partita dalla proposta della minoranza di far esprimere il consiglio in favore del salario minimo. La maggioranza pur approvando in linea di principio l’idea ha rilanciato con l’offerta di discutere il documento in commissione, in quanto quello presentato sembrava essere molto simile a quello di altri Comuni, in particolare Foggia. L’obiettivo sarebbe stato quello di votare una proposta, secondo l’amministrazione comunale, meglio adattata alle sensibilità di Troia.

“In merito a quanto detto dalla consigliera Dina Pillo, una frase mi ha colpito particolarmente – ha detto in consiglio Vincenzo Capuano, dalla minoranza -. Lei ha parlato di precari, di chi perde il lavoro. Beh, in questo Comune negli ultimi tempi abbiamo assistito a persone a cui, tra virgolette, non è stato rinnovato il contratto di lavoro. Vedi l'asilo, vedi la mensa. Voi potete dirmi tranquillamente che sono attività private e fanno quello che vogliono ma questo Comune non ha garantito la stabilità lavorativa. Come faccio io a sedermi in una commissione con persone che non hanno fatto nulla per garantire a quelle persone la stabilità lavorativa e il lavoro? Onestamente non ce la faccio. Per questo io, come la consigliera Antonietta Capozzo e anche la consigliera Sara Crucinio votiamo la nostra mozione. Credo ci atteniamo alla nostra mozione presentata che, come ha detto lei, è un copia-incolla di tanti altri Comuni. È un copia-incolla che secondo me va portato, va comunicato a tutti che è per la salvaguardia di tutti i cittadini”.

“Si utilizza il punto per strumentalizzare la questione e quindi va bene così – la risposta del Sindaco -. Diciamo che su questo punto non c'è molto bisogno di repliche, se avete qualche denuncia da fare ci sono gli organi preposti per fare denunce e poi vediamo dove va a finire il tutto. Il Comune può agire lì dove ha già agito. La vecchia amministrazione non ha agito. Prendiamo l'esempio del canile, uno dei tanti. Al canile venivano utilizzati dei lavoratori, diciamo così, che erano pagati attraverso il sistema dei servizi sociali, senza oneri previdenziali. Invece una delle prime cose che ha fatto questa amministrazione è stata quella di trasformare questo personale, invece, in personale che oggi ha tutte le tutele che sono previste dai contratti nazionali: oneri previdenziali, ferie, tredicesime, ecc. Questo è uno dei punti su cui immediatamente noi abbiamo inciso e invece probabilmente la vecchia amministrazione utilizzava altri strumenti per gestire questo servizio. Quindi vorrei veramente evitare di strumentalizzare la questione”.

In pratica il canile è stato affidato ad un gruppo di ragazzi subentrato alla gestione che fino al 2016 era in capo all’associazione della nota animalista Terry Marangelli che se ne occupava in modo professionale. Dopo di lei i ragazzi ne avevano cura per 9 ore la settimana, ad esclusione della domenica, con un compenso pari a 10 euro l’ora, per un totale di 360 euro al mese.

Da che pulpito viene la predica”, in fatto di tutele dei lavoratori, il commento dell’attivista pentastellata Grazia Manna ricordando alcuni episodi legati alla vecchia maggioranza. “È dovere dell'attuale Sindaco Caserta regolarizzare le posizioni di tutte le restanti lavoratrici e lavoratori che, a suo dire, non sarebbero stati regolarizzati negli anni scorsi, ai quali oggi vanno garantite, senza se e senza ma, tutte le tutele previste per legge”, ha poi chiosato.

Ma sono diversi gli osservatori che ritengono che sulla nuova amministrazione comunale non possano in definitiva essere mosse insinuazioni di uso clientelare dei posti di lavoro di cui si parla. “Ad esempio – il commento di alcuni a l’Attacco – le nuove persone assunte a scuola non paiono essere collegate al movimento politico che sostiene e ha sostenuto Caserta. L’impressione è che stiano molto attenti a non cadere in questo tipo di tentazione. Forse quello che si può rimproverare loro è la lentezza con la quale stanno provando a cambiare certe vecchie dinamiche incrostate”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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