Affidamenti diretti e tenuta politica amministrazione Colangelo, attesa per risposte in Consiglio comunale

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Potrebbe essere domani il giorno della verità per l’amministrazione di San Severo retta dalla Sindaca Lidya Colangelo: era fissata stamattina alle 11:00 la prima convocazione del consiglio comunale (ma sarà quella di giovedì alle 18:00 la seduta alla quale tutti i consiglieri si presenteranno) durante il quale la maggioranza sarà chiamata a rispondere delle questioni sollevate su queste colonne nell’edizione del 18 gennaio scorso. Nei giorni successivi, il terremoto mediatico scaturente da quell’articolo ha scosso l’intorpidita opinione pubblica sanseverese. Al centro dell’inchiesta giornalistica la ricostruzione di fonti relative ad alcuni affidamenti diretti, una conseguente presunta indagine della Guardia di Finanza e le altrettanto presunte dimissioni dell’assessore Gigi Marino, il quale sin da subito ha smentito di essere oggetto di attenzioni delle Fiamme Gialle. Veemente anche la replica della Sindaca ai microfoni de l’Attacco, intercettata in uno dei momenti pubblici ai quali Colangelo ha presenziato. Da allora l’amministrazione è ripiombata nel silenzio. Ecco perché l’imminente consiglio comunale è particolarmente atteso, soprattutto dalle forze di opposizione che aspettano con trepidazione di sentire quanto la maggioranza ha da dire in merito.

Tuttavia la vigilia di questo importante appuntamento non è delle più serene. Sabato è infatti trapelata la notizia di un addio eccellente tra le fila dei sostenitori di Colangelo: confermato infatti il passaggio in opposizione, in qualità di indipendente della consigliera comunale Raffaella Vene, dopo che era risultata tra le più suffragate con 567 voti, pari al 35,95%. Raffaella Vene non solo sarà seduta nei banchi dell’opposizione ma ha lasciato anche i Popolari, che in campagna elettorale hanno sostenuto la candidatura di Anna Paola Giuliani Sindaca.

La scelta sancisce una crisi politica che già era nell’aria dopo la presa di posizione di Alternativa Democratica, prima forza a sostenere l’attuale prima cittadina. Ma il cambio di casacca di Vene di fatto non pare avere motivazioni squisitamente politiche e la stessa non ha spiegato la decisione di passare in opposizione. Trapela che le preoccupazioni per gli sviluppi dell’intera vicenda, compresa l’ipotesi di una indagine della Guardia di Finanza e delle possibili implicazioni ad essa connesse, stia tenendo sui carboni ardenti molti ambienti vicini all’amministrazione comunale tanto da determinare prese di distanze e fuggi fuggi, come forma di autotutela, che nulla avrebbero a che fare con strategie politiche. Giustificate o no. 

Stando alle parole al vetriolo di Colangelo a l’Attacco lei e i suoi non avrebbero nulla da temere e, anzi, la Sindaca ha invitato le forze dell’ordine a fare tutti i controlli del caso volti a fare chiarezza e a certificare la correttezza del loro operato. Al centro delle polemiche ci sono affidamenti diretti sottosoglia ad aziende che sono state considerate dalle fonti del quotidiano vicine ad alcuni amministratori. La legge di riferimento è il Codice degli appalti. In particolare l’articolo 50 del decreto legislativo 26 del 2023 stabilisce che è ammesso l’affidamento diretto “per lavori di importo inferiore a 150 mila euro, anche senza consultazione di più operatori economici, assicurando che siano scelti soggetti in possesso di documentate esperienze pregresse idonee all’esecuzione delle prestazioni contrattuali anche individuati tra gli iscritti in elenchi o albi istituiti dalla stazione appaltante”. Il secondo comma aggiunge che si può usare l’affidamento diretto dei servizi e forniture, ivi compresi i servizi di ingegneria e architettura e l'attività di progettazione “di importo inferiore a 140 mila euro, anche senza consultazione di più operatori economici, assicurando che siano scelti soggetti in possesso di documentate esperienze pregresse idonee all’esecuzione delle prestazioni contrattuali, anche individuati tra gli iscritti in elenchi o albi istituiti dalla stazione appaltante”. Oltre queste soglie la legge chiede alle stazioni appaltanti consultazioni di più operatori economici con indagini di mercato o estratti da elenchi appositi.

Nel caso di specie, il valore dell’affidamento diretto posto sotto la lente di ingrandimento non supera i 150 mila euro e quindi rispetterebbe il dettato della legge. Non andrebbe oltre il livello dell’opportunità il ragionamento circa l’affidamento ad aziende amiche dell’amministrazione comunale in quanto non esiste alcuna norma che sanziona una tale condotta. Quindi la riflessione sarebbe tutta politica, non già di rilevanza penale. Resta da capire se l’affidamento rispetti gli altri criteri fissati dalla legge, ovvero se la scelta sia caduta su soggetti in possesso di documentate esperienze pregresse idonee all’esecuzione delle prestazioni contrattuali (la ditta nella fattispecie sarebbe di recente costituzione) o che siano stati individuati tra gli iscritti in elenchi o albi istituiti dal Comune di San Severo.

Ma come detto, la Sindaca e i suoi garantiscono sulla piena regolarità delle procedure. Non così le precedenti amministrazioni, a detta di Colangelo che ha ricordato la condanna della Corte dei conti a carico della prima sindacatura di Francesco Miglio. Su queste colonne l’ex alleato della Sindaca Guido de Rossi ha fatto notare come le due circostanze non potessero essere poste sul medesimo piano. Anche quella vicenda risale all’immediato post insediamento di Miglio e riguardò l’assunzione della segretaria particolare del Sindaco per il cui reclutamento ci fu un errore nella procedura che comportò la richiesta di un risarcimento di 3500 euro.

In attesa del consiglio comunale nessuno in maggioranza si sbottona e non trapela alcun commento o indiscrezione, a differenza di quanto accaduto nei giorni scorsi a conferma di un posizionamento delle forze sul campo di battaglia politico in vigile attesa delle mosse degli altri.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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