Margherita 2.0 in Capitanata, Clemente (Azione) apre agli emilianisti. Ragni (Iv): “C’è già Casa Riformista”

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La frattura interna al Partito Democratico tra l’anima più riformista e moderata e la linea politica più radicale incarnata dalla segretaria Elly Schlein appare sempre meno ricomponibile. Quella che nel 2007 venne presentata come una fusione storica tra culture politiche diverse – l’ex tradizione cattolico-democratica e quella della sinistra post-comunista – oggi mostra tutte le sue crepe. E proprio da questo malessere crescente sta prendendo forma, anche in Puglia e in Capitanata, un nuovo tentativo di costruire un’area politica centrista, liberal-democratica e riformista, autonoma ma collocata stabilmente nel campo del centrosinistra. Le parole rilasciate ieri a l’Attacco da alcuni esponenti politici provinciali confermano che il dibattito non è più soltanto teorico. Anzi, c’è già chi rivendica un lavoro politico avviato da tempo e chi guarda apertamente a un ritorno dello schema politico che fu della Margherita. Tra questi c’è Sergio Clemente, oggi coordinatore provinciale di Azione, che parla apertamente della necessità di ricostruire uno spazio politico moderato e cattolico-riformista dentro il centrosinistra. “Stiamo lavorando da tempo a livello nazionale su questo nuovo spazio politico. Abbiamo fatto incontri con Beppe Fioroni e altri esponenti dell’area cattolica. Guardiamo con interesse a questa iniziativa, perché siamo convinti che il centrosinistra possa vincere le prossime politiche solo rafforzando il centro”. Per Clemente il tema non è soltanto elettorale, ma soprattutto identitario. L’esperienza del Partito Democratico, nata con l’ambizione di unire culture differenti, avrebbe infatti esaurito la sua spinta originaria. “Questa nuova area è la nostra casa politica da sempre. Dopo la fine della Democrazia Cristiana abbiamo scelto il centrosinistra, passando dal Partito Popolare alla Margherita fino al Pd. Ma oggi ci rendiamo conto che abbiamo radici troppo diverse rispetto ad altre componenti. Possiamo convivere in una coalizione larga, ma probabilmente non nello stesso partito”. Da qui anche il richiamo esplicito all’esperienza della Margherita, indicata come modello politico ancora attuale. “Per molti di noi sarebbe positivo recuperare quello spirito. L’esperienza della Margherita è stata importante e vediamo se oggi si riesce a costruire qualcosa di simile”. Il calendiano sposta poi il ragionamento sul territorio foggiano, dove – spiega – sarebbe già in corso un lavoro di aggregazione politica che punta sia agli amministratori locali sia a una nuova classe dirigente.

“Su Foggia stiamo lavorando per costruire quest’area cattolica, dialogando con persone che in passato hanno avuto ruoli politici in provincia, ma anche aprendoci ai giovani e a una nuova classe dirigente capace di interpretare i nostri valori”. E alla domanda sulla possibilità di aprire anche ai civici che stanno vivendo una fase di rottura interna dentro Con, Clemente risponde senza esitazioni. “Assolutamente sì. Bisogna essere inclusivi, non selettivi. Siamo favorevoli all’ingresso di persone valide provenienti da Con e di tanti amministratori che oggi non hanno riferimenti politici chiari, soprattutto nei comuni della provincia”.

Sulla stessa lunghezza d’onda si colloca anche Aldo Ragni, che però rivendica come il progetto politico riformista abbia già oggi una struttura organizzata e riconoscibile in Italia Viva e nella rete di Casa Riformista. “Stiamo lavorando alla costruzione di Casa Riformista anche in Puglia. Siamo il punto di riferimento di quanti vogliono costruire questa gamba riformista del centrosinistra ispirata alle idee di Matteo Renzi”. Ragni cita quindi diverse esperienze amministrative pugliesi come prova di un radicamento politico già esistente. “Lo stiamo facendo presentandoci alle amministrative in diverse città, da San Giovanni Rotondo a Trani, Corato e Andria, con liste d’ispirazione riformista”. Per Ragni, dunque, il nuovo spazio moderato non dovrebbe nascere da operazioni improvvisate o esclusivamente teoriche, ma da una rete politica già strutturata.

“Ci sono già adesioni importanti, come quella dell’ex assessore Gianfranco Lopane. Piuttosto che progetti senza basi solide, noi offriamo un contenitore politico che esiste già, è presente nei territori e ha gruppi parlamentari”. Un progetto che, sottolinea Ragni, punta anche alla costruzione di una rete di amministratori locali. “Con queste amministrative stiamo costruendo anche in Puglia una rete di amministratori locali. Il progetto c’è già ed è aperto a chi non si sente rappresentato dagli attuali partiti del centrosinistra”.

Un dibattito che inevitabilmente si intreccia anche con le dinamiche politiche di Manfredonia, dove negli ultimi mesi le tensioni interne alla maggioranza guidata dal Sindaco Domenico la Marca, la crisi del Pd locale e le fibrillazioni dentro il mondo civico hanno alimentato riflessioni e riposizionamenti politici. In questo contesto viene osservata con attenzione anche la posizione dell’ex Sindaco Gaetano Prencipe, recentemente uscito da Molo 21, ma che al momento prende le distanze da qualsiasi ipotesi di riassetto politico. “Da un paio di mesi sono uscito da Molo 21 e non ho alcuna esigenza di accasarmi, quindi non sono interessato a riposizionamenti politici. Ho letto gli articoli de l’Attacco e seguo gli sviluppi di questo contenitore, ma non sono coinvolto. Sono estraneo alla vicenda”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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