Foggia, il caso Pentotary scuote ancora la maggioranza: Strippoli incalza sul ricorso presentato in ritardo

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Oltre venti minuti di confronto soltanto sul debito Pentotary, contestazioni sulle responsabilità amministrative e una maggioranza ancora fragile. Si è chiusa poco dopo mezzogiorno la seduta di ieri del Consiglio comunale di Foggia dedicata ai debiti fuori bilancio. Approvati tutti i venti provvedimenti all’ordine del giorno, ma il clima politico resta teso in vista del voto sul Bilancio. Al centro della discussione soprattutto il debito da oltre 204mila euro legato alla società Pentotary. Il consigliere del M5S Francesco Strippoli ha incalzato l’assessore Giuseppe Galasso e il dirigente comunale Giuseppe Marchitelli sul ritardo di due giorni nella presentazione dell’opposizione al decreto ingiuntivo. Ritardo ammesso dallo stesso dirigente. Nelle ultime ore, inoltre, diversi avvocati del territorio hanno fatto notare a l’Attacco come il Comune abbia affidato l’incarico all’avvocato di Monopoli Antonio Manzari e come l’opposizione sia stata proposta al quarantaduesimo giorno, oltre il termine massimo di quaranta previsto dalla legge. Nessuna risposta, invece, sul mancato recepimento negli atti gestionali dell’indirizzo politico fissato dalla Giunta nel 2019 sulla compensazione dei canoni concessori. M5S e Psi hanno scelto di non limitarsi a un voto automatico sui provvedimenti. In più casi sono arrivate astensioni e richieste di chiarimento che hanno costretto la Giunta ad approfondimenti sugli atti. Nel mirino sono finiti i debiti legati al Consorzio Opus, all’acquisizione sanante dell’area della Simac e soprattutto alla vicenda Pentotary, relativa ai lavori di manutenzione straordinaria della piscina Saverio Roberto. Proprio quest’ultimo debito ha monopolizzato buona parte del confronto politico. Nel suo intervento Strippoli ha spiegato di non voler considerare il voto un atto di fede, rivendicando il dovere di approfondire ogni posizione debitoria. “I cittadini ci chiedono conto di ogni singolo euro speso, soprattutto quando quella spesa non produce servizi, ma è figlia di errori, dimenticanze o negligenze amministrative”, ha affermato in aula. Il consigliere ha richiamato la sentenza n. 1591 del 2025 del Tribunale di Foggia, che ha dichiarato inammissibile l’opposizione del Comune al decreto ingiuntivo notificato dalla Pentotary per un ritardo di due giorni. Secondo la ricostruzione del consigliere, il termine per proporre opposizione scadeva il 29 gennaio 2025, mentre il deposito sarebbe avvenuto il 31 gennaio. Un passaggio confermato in aula dal dirigente comunale Giuseppe Marchitelli, che ha ammesso il ritardo segnalato dal consigliere del M5S. Alla seconda questione posta da Strippoli, relativa al mancato recepimento negli atti gestionali dell’indirizzo politico espresso dalla Giunta nel 2019, dall’amministrazione non è però arrivata una risposta ritenuta esaustiva.

Secondo il consigliere, quei due giorni sarebbero costati all’ente quasi 30mila euro tra interessi legali e spese di giudizio. “Com’è possibile che in una struttura complessa come la nostra si manchino scadenze così elementari ma perentorie?”, ha chiesto Strippoli, sostenendo che il debito rappresenti il risultato di un totale scollegamento tra indirizzo politico e gestione tecnica. Nel mirino anche la delibera di Giunta numero 66 del 2019, che prevedeva il rimborso dei lavori attraverso una compensazione con i canoni concessori nell’arco di sei anni. “Questa compensazione non è mai stata tradotta negli atti gestionali successivi, nemmeno nel nuovo contratto di concessione del 2022”, ha denunciato Strippoli. Da qui la richiesta di individuare eventuali responsabilità amministrative e di trasmettere gli atti alla Corte dei Conti.

La tensione politica si è riflessa anche nei numeri dell’aula. La Sindaca Episcopo, complice l’assenza di diversi consiglieri e le astensioni di esponenti del M5S e del Psi, si è ritrovata con una maggioranza ridotta. Si sono astenuti i consiglieri pentastellati Mario Dal Maso, Francesco Salemme e Francesco Strippoli insieme ai socialisti Mino Di Chiara e Stefania Rignanese. Una posizione condivisa anche da parte dei civici e di alcuni esponenti democratici che hanno seguito con attenzione le contestazioni avanzate durante la discussione. Il clima di insofferenza era già emerso nella seduta del 18 maggio, quando alcuni consiglieri della maggioranza avevano lasciato l’aula prima della seconda chiama sui debiti fuori bilancio.

Resta sul tavolo anche il tema del rimpasto di Giunta. Nelle ultime ore sono tornate a circolare indiscrezioni su possibili cambi nell’esecutivo comunale, con gli assessori Lorenzo Frattarolo e Daniela Patano indicati tra i più esposti. I socialisti continuano a rivendicare un riequilibrio politico e guardano soprattutto alle deleghe della Polizia Locale e del Personale detenute da Patano. Per il momento, però, la seduta di ieri ha mostrato una coalizione incapace di muoversi in modo compatto anche su atti considerati obbligati. E il passaggio sul Bilancio rischia di trasformarsi nel vero snodo politico per la tenuta dell’amministrazione Episcopo. 

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