Rischiano di essere molteplici le assenze in maggioranza, lunedì, quando il consiglio comunale di Foggia dovrà riunirsi per approvare il bilancio consuntivo 2025. La crisi politica che affligge il campo largo dallo scorso anno non è affatto rientrata, né la sindaca Marida Episcopo ha intenzione di fare i richiesti cambiamenti prima del ritorno in aula. E se i numeri mancheranno non sarà solo l’ennesimo scivolone, vista la spada di Damocle rappresentata dalla diffida del prefetto Paolo Giovanni Grieco in caso di mancato via libera al rendiconto della gestione, diffida dopo la quale ci sarebbero altri 21 giorni pena lo scioglimento dell’assise con nomina di un commissario ad acta. Trapela forte pessimismo rispetto a quanto avverrà lunedì a Palazzo di città. “Non è cambiato nulla, niente di fatto”, dicono dal campo largo a l’Attacco, dopo che Episcopo giovedì ha incontrato il M5S e ieri Pd e socialisti. Nei giorni precedenti la prima cittadina aveva tentato di scaricare la responsabilità del protrarsi della crisi della coalizione: aveva dapprima chiesto che l’incontro si tenesse venerdì scorso, a suon di “dovete darmi una soluzione”; non essendo possibile in quella data e dovendosi lei assentare da Foggia fino al 3 giugno, aveva fatto passare la linea del “se non riesco a fare la nuova giunta nella data promessa del 2 giugno non è per colpa mia”. Dai contiani ha voluto sapere se confermassero le proprie assessore Lucia Aprile e Simona Mendolicchio e se intendessero confermarle anche ai rispettivi assessorati (ambiente per la prima, politiche sociali per la seconda) o cambiarle di posto, ribadendo l’impossibilità di effettuare la rotazione della dirigente alle politiche sociali Serafina Croce, da lungo tempo ai ferri corti con l’assessora. Il M5S si è detto contrario a spostare Aprile al posto di Mendolicchio, e viceversa, ma soprattutto ha ribadito la profonda insoddisfazione del gruppo consiliare per l’operato, ad oggi, dell’amministrazione insediatasi a fine 2023. Almeno tre contiani hanno preannunciato di voler disertare la seduta consiliare, il solo eletto M5S che oggi appare più vicino alla sindaca e propenso al mantenimento dello status quo è Francesco Salemme.
Appare incolmabile la distanza con le posizioni dei socialisti di Mino Di Chiara e del consigliere regionale Giulio Scapato: il partito vuole la delega al personale mentre la sindaca vuole concedere il SUAP (attività produttive) con caccia e pesca.
Nessun nome è stato fatto dalla prima cittadina rispetto all’urbanista che dovrebbe consentire di spacchettare le deleghe esorbitanti del “super assessore” decariano Pino Galasso, ormai ai livelli minimi di gradimento, presso la maggioranza, anche per ciò che concerne la gestione dei lavori pubblici.
Dall’ingegnere Giovanni Quarato, presidente della commissione ambiente e territorio ed ex candidato sindaco M5S, fino ai piddini, le lamentele relative al barese sono molteplici.
E se Episcopo non parla più da tempo del cambiamento del proprio capo di gabinetto (questione rispetto alla quale ha replicato con “sono io il mio capo di gabinetto”, pur di non ridimensionare il proprio fedelissimo dirigente Giuseppe Marchitelli, l’unica novità riguarda l’introduzione del city manager, su cui è apparsa determinata.
La sindaca ha dichiarato, negli incontri coi partiti, di avere pronto il bando, che dovrà passare in commissione prima di essere approvato. Nessun nome, però, al momento. C’è insomma da scommettere che ad assentarsi lunedì saranno numerosi eletti tra M5S, Pd, socialisti e i tre del gruppo misto, nei confronti dei quali Episcopo non ha fatto alcuna apertura.
“I numeri mancheranno e il bilancio non verrà approvato. Arriveremo alla diffida del prefetto, questa è la sensazione”, dicono a l’Attacco fonti interne alla coalizione.
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