“Comprendo che la stampa debba fare il proprio lavoro. Ma è doveroso sottolineare che nella seduta di lunedì nessuno tra noi ha imposto ai consiglieri del M5S come votare - la dichiarazione dell'europarlamentare Mario Furore (M5S) -. La linea del partito era molto chiara ed era espressa nelle linee richieste alla sindaca la cui risposta presentata la sera prima del consiglio non ha convinto evidentemente quei consiglieri comunali che hanno deciso di non presentarsi in Aula”.
“Sobillati da nessuno per altro e forse semplicemente congrui rispetto chi si è presentato come se nulla fosse in aula contestando quanto loro però l’andamento della maggioranza”.
“A me questi proclami alla responsabilità iniziano a fare venire l’allegria e puzzano di ipocrisia - continua il coordinatore provinciale pentastellato -. Alla luce di quello che è successo, io credo che se il Campo Largo, chi lo guida ed il M5S locale non hanno il coraggio di resettare tutto a Foggia, senza un mea culpa serio, potrà sì resistere fino alle politiche o alle prossime elezioni comunali, ma con che resa? davanti ai cittadini che chiedono risultati concreti o alziamo il tiro o è meglio chiedere scusa andando a casa (poi modificato in “meglio chiedere scusa con evidenti conseguenze”, ndr), questa è la vera responsabilità che dobbiamo alla città”.
“Foggia ci ha premiato per il cambiamento, non per questa “commedia degli equivoci”, Io nella mia vita non ho mai fatto questioni di poltrone ma di temi, vorrei semplicemente vedere i miei temi ed obiettivi realizzati e non ostacolati”.
“Vorrei che il M5S sia messo nelle condizioni di poter fare il Movimento. Parigi val bene una messa diceva qualcuno, ma non con la mia faccia, quella di chi sul territorio ha preso voti e consensi e non sa più come giustificarsi davanti ai cittadini per colpe che non sono proprie”.
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