E’ rimasto deluso chi, ieri, si aspettava che il ritorno in aula della sindaca di Foggia Marida Episcopo, dopo il ritiro delle dimissioni protocollate l’8 giugno scorso, coincidesse con l’annuncio del nuovo assessore all’urbanistica. Non c’è stata alcuna novità, oltre al posizionamento tra i banchi della giunta del nuovo titolare della delega relativa alle attività produttive, l’avvocato socialista Luigi Iorio. Come spiegato a l’Attacco da fonti di maggioranza, ancora nessun accordo è stato trovato sulla figura di colui che dovrà sostituire all’urbanistica il decariano barese Pino Galasso, rimasto coi lavori pubblici oltre alla rigenerazione urbana e l’ASI. Sul tavolo paiono esserci oggi solo due nomi: l’ex assessore comunale ed architetto Michele Salatto (ex Pd poi passato coi renziani di Italia Viva, non tesserato da un decennio, che con Episcopo condivise l’esperienza nella giunta Mongelli) e l’avvocato Nicola Lo Muzio, storico collaboratore del professor Francesco Karrer per il PUG, il cui iter attende da lungo tempo la conclusione. Stando ai rumors, Salatto sarebbe stato suggerito dai dem mentre la sindaca avrebbe chiesto da settimane la disponibilità di Lo Muzio. La decisione del campo largo di far proseguire il percorso amministrativo, mettendo via l’ascia di guerra con la sindaca, è stata confermata dallo schieramento compatto di ieri, per la votazione del bilancio consuntivo 2025. “Io c’ero in aula l’8 giugno e ci sono oggi. Mi ero dimessa quel lunedì pomeriggio perché erano mancati due numeri per validare la seduta. Venerdì scorso ho ritirato le dimissioni con altrettanta contezza, responsabilità e obiettività. Momenti dialettici interni sono comuni a tutte le amministrazioni, ben diverso da uno scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose o per quanto avvenuto a San Severo. Le nostre dialettiche interne sono, anche statisticamente, inferiori a quelle dei precedenti governi cittadini di Foggia. Ora però siamo qui, siamo compatti, siamo desiderosi di applicare tutti i correttivi possibili, di muoverci con colpi di rete e con slancio, considerando che molto è stato fatto, molto poteva essere fatto nel modo migliore, molto poteva essere fatto”, ha detto Episcopo. “Non siamo dei supereroi, non sono una regina come un taluni faziosamente mi vogliono vestire. Ringrazio gli ex assessori Patano e Frattarolo, usciti per avvicendamento e non per limiti di mandato, avvicendamenti dovuti anche a diverse geografie politiche scaturite dal voto regionale, nel quale il campo largo progressista in Foggia città ha sfiorato il 70% di consenso. Le opposizioni hanno evidenziato come i motivi della crisi di maggioranza siano tutt’altro che superati. “La verifica era in atto già prima delle regionali, dopo otto mesi dalle elezioni non avete avuto i numeri in aula”, ha esordito l’ex candidato sindaco Giuseppe Mainiero. “Noi abbiamo definito questa crisi una pantomima, una sceneggiata”, ha ricordato il capogruppo di Fratelli d’Italia Claudio Amorese. “È nata perché una parte della stessa maggioranza ha denunciato l’immobilismo amministrativo. Lei è riuscita a non avere i numeri col rimpasto. Serve autocritica a questa amministrazione, invece c'è vittimismo in lei pur non avendo noi mai mancato di rispetto. Forse si riferiva a qualcuno della sua maggioranza. Chiediamo una accelerazione nell'interesse della città”.
“Avremmo bisogno di nove Carlo Dicesare per stravolgere Foggia”, è stato il ringraziamento rivolto dal meloniano Gino Fusco nei confronti del dirigente finanziario, lodato da numerosi eletti, oltre che dalla sindaca e dalla presidente del consiglio Lia Azzarone, sia per il risanamento dei conti che per il successo del GIO Festival. “Sarei felice, sindaca, se il suo rientro portasse a un rilancio dell’azione amministrativa, ma vedo che gli attori sono sempre gli stessi. Non credo che dopo quasi tre anni lei sarà in grado di cambiare le cose. Deve smetterla di difendere assessori incapaci”. Parole, quelle dell’accusa di incapacità della giunta, che hanno fatto scattare la prima cittadina: “Ma come si permette?”.
“In questo periodo di riflessione avete deciso di puntare su alcuni punti programmatici? Non mi sembra”, ha incalzato Pasquale Cataneo. “Sulle condizioni socio-economiche della città non ho sentito risposte. Siamo la provincia d’Italia col più basso reddito pro capite”.
Affondi cui Episcopo ha replicato: “Non è stato chiesto a nessuno della minoranza di passare dalla nostra parte, siamo 22. Ho dialettiche sane di interlocuzione con la mia maggioranza, anche quando ci sono posizioni divergenti. Il rimpasto va completato, devo definire ulteriori assetti”.
La seduta è poi proseguita con la discussione sul rendiconto 2025. “Il consuntivo conferma una situazione complessiva di tenuta ed equilibrio, una gestione prudente. La solidità finanziaria di cui oggi disponiamo ci impone di governare e farlo bene, di perseguire obiettivi concreti, di continuare a pensare in grande”, ha sottolineato l’assessore al bilancio Davide Emanuele.
“Su nove assessori non se ne salva uno, lo dice il rendiconto che li ha bocciati tutti”, ha replicato Mainiero. “L'avanzo di amministrazione riguarda ogni servizio, siete assolutamente incapaci di spendere i soldi. Quando si fa una giunta bisogna nominare persone che sanno amministrare, non persone che vivono su WhatsApp. Le opere pubbliche vanno seguite giorno per giorno, è un vero disastro quello perpetrato in tema di emergenza abitativa sui Pinqua. I soldi sono stati persi tutti, lo dice la relazione dei revisori. Se un mio assessore mi porta a casa questo risultato, in una città come Foggia caratterizzata dall’emergenza abitativa, lo mando via subito. Galasso ha una manifesta incapacità e l’avanzo e la cassa sono un simbolo di incapacità. A Foggia siamo passati da 4000 euro di affitto in zona cattedrale alle attuali 600 euro. Ogni giorno vediamo cumuli di immondizia nel centro storico e altrove. Abbiamo una piscina che non riesce a partire, cinque asili nido definanziati, oltre 70 appartamenti non realizzati, persi pure i soldi per abbattere le baracche. Galasso, il super assessore venuto da Bari, non è che ha fallito, non è mai partito. Il servizio ambiente è un disastro, Lucia Aprile si è trovata di fronte ad una complessità che non aveva la capacità di governare. Dovrebbe andare a casa. Sul teatro del Mediterraneo è stato tolto Dicesare e sono andati persi due anni di tempo. Definanziati anche due lotti della scuola Bovio. Emanuele quest'anno avrà un gruzzoletto di altri sei milioni di euro, eppure abbiamo l'Imu e l'addizionale Irpef al massimo”.
Severo, ma con toni diversi, il forzista Raffaele di Mauro: “Il consuntivo è il resoconto di quanto fatto in un anno, ma i cittadini non percepiscono i numeri bensì la risoluzione dei problemi. Se la città ha potuto realizzare eventi culturali come il GIO Festival è perché i cittadini hanno buttato il sangue per dieci anni. Ora si verifichi se c'è un ritorno da quegli eventi. Gli altri settori li vedo ancora molto fermi: politiche sociali, ambiente con città sporca al limite del lurido, etc. Questa è stata la verifica del paradosso: sostituiti due assessori che qualcosa avevano fatto e tolta una delega a Galasso, che almeno è uno del mestiere. La sindaca è tornata oggi da commissaria, si è chiusa la verifica per tirare a campare, non perché i problemi siano stati risolti. Invece dovrebbe essere il modus operandi a cambiare. È il canto del cigno, con depotenziamento dei consiglieri e dei partiti. Io avrei chiesto ai miei assessori di dimettersi per costringere la sindaca a una vera verifica. Invece lei ha dimostrato di poter fare e dire quello che vuole. Oggi si vedono facce rassegnate in consiglio, si vota il rendiconto per continuare ad andare avanti come si è fatto finora. La sindaca ha chiuso oggi il rapporto con consiglieri e partiti, senza potersi ricandidare”.
“Galasso sta facendo il proprio compito, che per me è non fare crescere la città di Foggia. C'è un disegno preciso, un ritardo scientemente provocato”, ha affermato Cataneo. “Amiu non dovrebbe per me più occuparsi di Foggia. Siamo di fronte ad un generale e manifesto fallimento rispetto al claim tutta un’altra storia”.
I consiglieri M5S ieri hanno ribadito in aula che il prosieguo dell’amministrazione deve servire ad un unico scopo: raggiungere risultati, come è avvenuto finora insufficientemente. “Questo rendiconto è fatto di luci e ombre. Si è voluta svilire tutta la questione della verifica, ma non c'è stata da parte nostra mai una richiesta per interessi personali. Volevamo solo il perseguimento del programma. Dobbiamo chiederci perché non viene perseguito, ad esempio sul PNRR. Abbiamo riscontrato come la città nutra una gigantesca paura del commissariamento, oltre a molta diffidenza ancora oggi nei confronti del centrodestra. Del resto il commissariamento è stato un periodo molto buio. Ma non ci dobbiamo mettere sempre in posizione di contraltare rispetto ad una gestione commissariale o ad una amministrazione sciolta, dovremmo confrontarci con amministrazioni migliori di noi. La crisi non riguarda la persona della sindaca, il campo largo progressista deve portare risultati concreti e misurabili”, ha detto Francesco Strippoli, che ha poi rimarcato alcuni aspetti emersi dal rendiconto. “Un fatto positivo è la grande attività di accertamento e riscossione, mentre l'aspetto più critico riguarda il PNRR. Non possiamo astenerci dal dirlo, come M5S. Ogni PNRR perso rappresenta la mortificazione di un lavoro fatto ad alti livelli per portare qui quei fondi. Ricordo il cruscotto fermo al 34% nel rendiconto 2025, le tante opere definanziate per cui ora è necessaria una adeguata copertura. Sono questioni che meritano un serio approfondimento”.
I contiani chiedono da tempo di ultimare il Piano urbanistico generale. “Le varianti urbanistiche erano in passato usate come merce di scambio, la cronaca giudiziaria dovrebbe stimolarci a chiudere sul PUG. Su Amiu è interessante la risposta data dall’impresa al rinvio a giudizio. Stanno ancora senza titolo per l’impianto di Passo Breccioso, non si è provveduto. Rispetto al servizio di igiene urbana Amiu continua a fare giochetti: diceva di partire dal 28% di differenziata e non era vero, tant’è che siamo arrivati appena al 27%, quando l’obiettivo era il 35%. Chi paga i costi? In un contratto normale paga l'impresa, invece a Foggia tutto ciò che riguarda smaltimento e trasporti è a carico al Comune”.
Strippoli ha infine ricordato che le concessioni relative ad Assori e a Parcocittà attendono da anni di essere regolarizzate, visto che i contratti sono scaduti da tempo. “Si doveva fare la gara pubblica dopo la delibera di giunta riguardante Parcocittà. Continuiamo a chiedere che si faccia la gara. Che altro dobbiamo fare? Lo sciopero della fame?”. I revisori torneranno a stigmatizzare tale inerzia nel prossimo bilancio consolidato. “Ci siamo assentati per un giudizio insufficiente sull'operato amministrativo, se gli assessori non hanno dato seguito devono fare autocritica e cambiare passo”, ha fatto eco il 5S Giovanni Quarato, presidente della commissione ambiente e territorio.
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