Sono stati sufficienti 25 giorni alla commissione elettorale centrale, insediata al Comune di Lucera, per terminare le operazioni di verifica dei verbali delle 33 sezioni cittadine e riconteggio delle relative preferenze espresse nella tornata del 24 e 25 maggio scorsi. Il gruppo di lavoro presieduto dal giudice Severino Antonucci (segretario Domenico Marchitelli e altri componenti Filomena Franchino, Antonia Mores, Alfredo Ferrone, Michele Apollo, Antonio Cirelli e Candida Forte) ha consegnato le risultanze alla Prefettura e all'ente di Corso Garibaldi, da cui sono emerse variazioni e cambi di posizione anche clamorosi, rispetto alle indicazioni arrivate dal ministero dell'Interno il pomeriggio stesso dello spoglio. La novità più importante riguarda l'elezione di Marina Petroianni al posto di Danilo Catapano nella formazione di Fratelli d’Italia, visto che alla donna mancavano addirittura 44 voti rispetto alla somma iniziale, arrivando a 240 contro i 201 del commercialista lucerino. Giovanni Tucci passa dai 91 iniziali a 112 ma resta il secondo dei non eletti. Nella lista Pitta Sindaco, invece, il primo dei non eletti ora è Pierluigi Colomba che con i suoi 189 voti (erano 172) supera Costantino Pellegrino rimasto a 174. Entrambi dovrebbero comunque sbarcare in aula in caso di assegnazione di altrettanti assessorati a chi li precede in graduatoria. Nello stesso gruppo, Pietro Di Carlo resta primo ma con un solo voto di vantaggio su Giacomo Capobianco salito fino a 428 (erano 422). Per il resto, non ci sono grandi scossoni sostanziali ma, per esempio, nella lista “Orizzonti Futuri” mancavano diverse preferenze per tutti i primi classificati. Francesco Aquilano è arrivato a 270 rispetto ai 257 iniziali, rimanendo comunque l'unico eletto visto che Francesca Niro è arrivata a 268 contro i 247 del 25 maggio. Anche Mario Monaco ha raggiunto 130, aggiungendone 4 come Lucilla Calabria che ha chiuso a 110. Nel Pd, Carolina Favilla guadagna 5 preferenze (ora 387) e Claudio Venditti ne perde altrettante (355). In Progetto Concittadino, Emanuela Gentile sale di altri 5 voti fino a 276 ma resta seconda dietro Antonio Scirocco. Nella lista composita in cui figurava Forza Italia, il leader Giuseppe Marracino è salito a 335 (10 voti in più) senza che però sia valsa l’elezione in aula.
Ricapitolando, per la maggioranza al momento siederanno in aula sicuramente nella prima seduta da celebrare entro il prossimo 12 luglio i 24 membri eletti: per la lista “Pitta Sindaco” ci sono Pietro Di Carlo, Giacomo Capobianco, Stefania Terlizzi, Maria Angela Battista, Mario Coccia e Michele Schiavone; per il Partito Democratico figurano Carolina Favilla, Claudio Venditti e il segretario cittadino Ivano Di Matto; per la seconda lista che faceva capo direttamente a Pitta, “Energia Civica”, sbarcano Luigi Granieri e Piero Di Pierno. Poi ci sono quattro formazioni con un solo consigliere: “Progetto Concittadino” con Antonio Scirocco, “Lucera al Centro” con Tonio De Maio, “Officina Comune” con Daniela Pagliara e “Siamo Lucera” con Gianni Finizio. Nessuno invece per il Movimento 5 Stelle. Per la minoranza, ci sono i due candidati Sindaco sconfitti: Nicola Di Battista che quindi viene affiancato da Marina Petroianni, e Vincenzo Checchia che avrà dalla sua parte Antonio Tutolo, Pasquale Colucci e Saveria Del Gaudio per la lista che porta il nome del consigliere regionale. Poi c’è “Facciamo luce” che porta a Palazzo Mozzagrugno Fabrizio Pitocco e Maria Barbaro, e infine “Orizzonti futuri” con il solo Francesco Aquilano.
Intanto, la prima Giunta di Giuseppe Pitta ha cominciato le attività materialmente lunedì scorso, approvando una decina di delibere che hanno riguardato ben quattro questioni giudiziarie evidentemente rimaste in sospeso, un adempimento di carattere finanziario, la concessione di un paio di patrocini, l’individuazione dell’area per l’installazione del luna park di agosto e la partecipazione a un bando nazionale per la riqualificazione del palasport. Più o meno ordinaria amministrazione, insomma, per un esecutivo che ha già una scadenza programmata per massimo tre mesi, in attesa che il Sindaco trovi l’effettiva quadra politica tra le forze del suo schieramento. Al momento non c’è, perché non tornano i numeri equilibrati per i sette posti da assegnare, visto che non ci sarebbe spazio per la designazione “personale” di natura tecnica ma che lui vuole fortemente, anche come contrappeso amministrativo in vista dell’agognata elezione a presidente della Provincia per il 2027.
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