Altro che ritrovata atmosfera di fiducia reciproca, compattezza e armonia. Sull’assessore all’urbanistica è di nuovo clima teso nel campo largo del Comune di Foggia. E’ ormai imminente la nomina di Michele Salatto quale assessore all’urbanistica, con l’avvocato Nicola Lo Muzio come consulente. Dopo aver detto no a profili come quello di Salatto, la sindaca Marida Episcopo ha con una giravolta cambiato idea, cedendo alle pressioni del Pd. Vano, però, il tentativo di Episcopo di superare il dissenso del M5S, che in una riunione col nazionale ha visto prevalere la linea della mancata condivisione. Solo la vicesindaca Lucia Aprile e l’eletto Francesco Salemme erano con la prima cittadina. Che l’aria fosse nuovamente avvelenata era stato chiaro dopo la fallimentare riunione dei capigruppo svoltasi con Episcopo martedì pomeriggio, all’indomani del ritorno in aula consiliare per l’approvazione del consuntivo 2025. La proposta della prima cittadina, dopo aver tolto la delega all’assessore Pino Galasso (cui però ha dato, oltre ai lavori pubblici, la rigenerazione urbana e l’ASI), è stata un tentativo di accontentare sia il Pd che il M5S: come assessore l’architetto Michele Salatto (ex Pd, ex Italia Viva, assessore comunale nella giunta Ciliberti, non tesserato da un decennio), come consulente l’avvocato esperto di urbanistica Nicola Lo Muzio, braccio destro del professor Francesco Karrer, progettista del PUG (Piano urbanistico generale). Sono stati i dem a spingere per Salatto, mentre i contiani hanno replicato chiedendo che l’assessorato vada a Lo Muzio. L'affondo del 5S Quarato. “In primo luogo Salatto sarebbe chiaramente espressione del Pd e quel partito incasserebbe la quinta casella tra assessori e presidente del consiglio. Ci sembra uno squilibrio inaccettabile obiettivamente, un affronto fatto al M5S”, afferma a l’Attacco l’ingegner Giovanni Quarato, presidente della commissione ambiente e territorio ed ex candidato sindaco pentastellato.
“E’ chiaro, a questo punto, che il Pd entrò in aula l'8 giugno scorso”, quando invece contiani, socialisti e decariani si assentarono, “perché aveva evidentemente concordato con la sindaca la nomina di Salatto all’urbanistica, in quota piddina. Salatto è di certo sponsorizzato fortemente da quel partito, dal capogruppo Pd Lino Dell'Aquila in particolare. Lo definiscono un tecnico ma in realtà è chiaro che lo vogliono in quota propria. Detto questo, Salatto fece l'assessore nel 2008 quando fu il padre del social housing: l'idea di trovare una casa per le famiglie bisognose era anche buona ma fu concepita una modalità devastante per la città, senza criterio né equilibrio. Con un passato del genere non ci fa ben sperare che diventi assessore all'urbanistica. Vorrei anche ricordare che Salatto diceva che Foggia avrebbe raggiunto i 200mila abitanti nel giro di 15-20 anni e che dunque c'era bisogno di 20mila nuovi alloggi. Visto il calo demografico che c’è stato, aveva una visione distorta della città. Eppure già allora tanti professionisti gli dicevano che non era così e che c'erano tante abitazioni in surplus”, continua Quarato.
“Salatto può aver avviato le prime interlocuzioni con Karrer rispetto al PUG ma mi metterebbe una forte ansia e preoccupazione se fosse nominato assessore all'urbanistica”. Ma non c’è oggi, a crisi teoricamente rientrata, la garanzia da parte della sindaca che il nuovo assessore, chiunque sarà, dovrà concludere l’infinito iter del PUG, finalmente? “Anche Galasso doveva avere il mandato di concluderlo, invece non è avvenuto nulla in due anni e mezzo di consiliatura. Di sicuro”, analizza Quarato, “chiunque venisse scelto sarebbe pressato da noi rispetto a questo obiettivo, mentre altri non hanno mai voluto il completamento del PUG. Ricordo che la presidente Lia Azzarone bloccò per un anno la delibera sull’Urban Center, che la giunta allungò i tempi per la delibera sugli indirizzi per il PUG, su cui c'è ancora molto da discutere. E Galasso ha fatto incontri con Karrer, in questi anni, senza addivenire a niente, senza decidere alla fine nulla. E’ chiaro che non c'è stata una vera volontà di concludere l'iter. Ora il mio timore è che si dica di volerlo ultimare ma lo si faccia male”.
L’auspicio dei contiani è quindi legato a Lo Muzio. “Credo che sarebbe disponibile a diventare assessore, so che aveva declinato in un primo momento per poi ripensarci. La proposta della sindaca di nominarlo come consulente non ci convince affatto: c'è già un consulente per il PUG, che Karrer. Non c'è bisogno di un altro consulente né di spendere ulteriori soldi. Sarebbe piuttosto un modo per dare un contentino e tenere contenti le due principali forze di maggioranza. Sicuramente con Lo Muzio assessore ci sentiremmo più garantiti rispetto all'ultimazione del PUG, mentre vedo Salatto più sbilanciato, dovrebbe dar conto a quel Pd che l’ha indicato e voluto. Lo Muzio è per noi, oltre che molto preparato, anche meno condizionabile. Peraltro ricordo che la sindaca diceva inizialmente che l’assessore all'urbanistica non doveva aver avuto incarichi da parte del Comune, non doveva avere uno studio privato in città, non doveva aver fatto l'amministratore comunale. Insomma, Episcopo aveva fatto un identikit chiaro, a fronte del quale mi meraviglia che ora si faccia convincere dal Pd. Salatto ha avuto un incarico, peraltro con affidamento diretto, per la rigenerazione urbana di piazza Maria Grazia Barone, è stato assessore comunale ed ha uno studio in città”.
Quarato fa anche mea culpa, attaccando gli alleati principali della coalizione: “Lunedì scorso in consiglio comunale avevo detto di aver deciso di tornare in aula e di firmare la letterina alla sindaca pensando che potesse essere utile a ripristinare un clima di concordia in maggioranza. Purtroppo oggi devo dire che è stato un errore: mi sono fidato di persone di cui non mi dovevo fidare. Il Pd è come lo scorpione della favola, che si rivolta contro di te dopo aver finto di volerti essere amico. Il Pd è fatto così, si sta rivelando il male di questa città e non vuole correggere il tiro. Non perde mai la propria natura. Questi atteggiamenti scellerati purtroppo li pagherà la nostra città. Dell'Aquila aveva dichiarato lunedì in consiglio comunale di non essere assolutamente interessato alle poltrone e invece sono tornati per l'accordo fatto proprio sull'urbanista in quota al loro partito. Il tema era solo come farlo digerire ai 5 Stelle ed altri”. Un riferimento a socialisti, CON e gruppo decariani/nobilettiani, che finora non si sono espressi favorevolmente all’ipotesi di Salatto assessore.
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