La Regione Puglia ha annunciato un aumento dell’addizionale Irpef per far fronte al pesante disavanzo della sanità regionale, stimato in circa 349 milioni di euro. A comunicarlo è stato il presidente Antonio Decaro durante una conferenza stampa a Bari, spiegando che la misura si è resa necessaria dopo una serie di tagli ai costi della macchina amministrativa regionale. Secondo quanto illustrato dalla Regione, l’aumento sarà progressivo e varierà in base al reddito. Nessun rincaro per chi guadagna fino a 15mila euro annui, mentre per le fasce comprese tra 15mila e 28mila euro l’incremento medio sarà di circa 4 euro al mese. Più consistente l’aumento per i redditi superiori: chi dichiara tra 28mila e 50mila euro pagherà in media 19 euro mensili in più, mentre oltre i 50mila euro l’aggravio arriverà intorno ai 66 euro al mese.
Decaro ha difeso la scelta parlando di una misura obbligata, sottolineando che il problema non riguarderebbe soltanto la Puglia ma l’intero sistema sanitario nazionale. Il governatore ha evidenziato come i costi della sanità siano aumentati molto più rapidamente rispetto ai trasferimenti statali destinati alle Regioni.
Sul piano politico non sono mancate le polemiche. Dal centrodestra sono arrivate dure critiche sulla gestione della sanità pugliese e sull’aumento della pressione fiscale. Diversa invece la posizione del Movimento 5 Stelle, che ha puntato il dito contro la riduzione delle risorse nazionali per la sanità pubblica, definendo il problema “strutturale” e comune anche ad altre regioni italiane.
Lo stesso Decaro ha ammesso di non aver accolto con favore la necessità di intervenire sulle tasse, spiegando però che la normativa impone alla Regione di agire in presenza di squilibri nei conti sanitari.
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