Sanità, Cera (Lega): "Bavaglio all'opposizione sul buco della sanità. Ho gridato vergognatevi e lo rifarei"

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“Oggi in Consiglio regionale è successa una cosa che i pugliesi devono sapere. Su un tema che riguarda la vita delle persone, la salute, gli ospedali, le ambulanze, la maggioranza di Antonio Decaro ha deciso di tappare la bocca all'opposizione. Pochi minuti a testa. Il cronometro in mano. Su cosa? Sul disavanzo della sanità pugliese. Sul buco più grande della storia della nostra Regione”: così Napoleone Cera, consigliere regionale della Lega, dopo il Consiglio monotematico sulla sanità celebratosi oggi a Bari. “Parliamoci chiaro - rimarca il consigliere -. Non hanno accorciato un dibattito qualsiasi. Hanno accorciato il dibattito proprio nel giorno in cui i numeri li inchiodano. Foggia oltre 78 milioni di perdita. Brindisi oltre 57. Taranto 54. Lecce 46. I Policlinici a picco. Un sistema che perde ovunque, in tutte le province. E loro cosa fanno davanti a questo disastro? Mettono il timer ai consiglieri. Il bavaglio”. “A quel punto sì, l'ho detto forte, e lo rivendico: vergognatevi. L'ho gridato in aula e lo ripeto qui fuori. Vergognatevi, perché il tempo per parlare dei pugliesi che aspettano mesi per una visita non lo si toglie. Vergognatevi, perché chi ha buttato via i soldi della sanità oggi voleva pure il silenzio di chi lo deve controllare”.

“Chi governa bene non ha paura delle domande - sottolinea Cera -. Chi ha la coscienza a posto lascia parlare l'opposizione, anzi la ringrazia, perché il controllo serve a tutti. Quando invece ti spaventi delle parole, quando accorci i tempi, quando spegni il microfono, vuol dire una cosa sola: hai qualcosa da nascondere. E i pugliesi non sono stupidi. Lo capiscono benissimo”. Cera ribadisce che in quell'aula non rappresenta sé stesso: “Rappresento la nonna di Foggia che aspetta l'ambulanza. La famiglia costretta a prendere il treno per curarsi al Nord. Il malato in lista d'attesa che si sente dire ‘torni tra otto mesi’. Il fornitore che non viene pagato. Zittire me significa zittire loro. E questo io non lo permetto”.

“Decaro e la sua maggioranza si mettano in testa una cosa. Possono togliermi i minuti in aula. Non possono togliermi la voce fuori. Continuerò a chiedere conto di ogni euro sprecato, di ogni lista d'attesa, di ogni ambulanza che non arriva. Senza sconti e senza paura. Perché la salute dei pugliesi non ha un cronometro. E la nostra opposizione nemmeno”, ha ammonito in conclusione Cera.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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