Monteleone di Puglia, la denuncia dei beneficiari del progetto SAI: “Da mesi non riceviamo soldi e vestiti”

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La prima vera grana per la nuova amministrazione di Monteleone di Puglia arriva dal progetto SAI, il Sistema di Accoglienza e Integrazione che negli ultimi anni ha rappresentato uno degli assi portanti delle politiche sociali del piccolo centro dei Monti Dauni. Un progetto sul quale la precedente amministrazione guidata da Giovanni Campese aveva investito molto e che oggi, a poco più di un mese dall'insediamento del Sindaco Sebastiano Maraschiello, finisce al centro di una segnalazione che denuncia ritardi nei pagamenti e disagi per beneficiari e operatori. La denuncia è giunta a l'Attacco attraverso una comunicazione firmata collettivamente da alcuni beneficiari del progetto, che hanno chiesto di mantenere riservata la propria identità. “Da tre mesi non riceviamo il pocket money e da quattro stagioni non viene fornito il vestiario”, si legge nel testo. “Gli operatori lavorano senza stipendio a causa del blocco totale dei fondi operato dalla nuova amministrazione comunale”. La verifica effettuata da l'Attacco conferma che un ritardo nei pagamenti e nell'erogazione dei fondi esiste realmente. Restano invece controverse l'entità dei ritardi e le cause che li hanno determinati. Sia il Comune sia l'ente gestore, la Cooperativa Aladino, negano infatti che vi siano tre mesi di arretrati e assicurano che la situazione è ormai in fase di soluzione, pur ammettendo che il rallentamento c'è stato. La vicenda, dunque, non mette in discussione il valore del progetto SAI, che continua a rappresentare uno strumento essenziale per l'accoglienza e l'integrazione delle persone beneficiarie di protezione internazionale. Solleva piuttosto interrogativi sul funzionamento della macchina amministrativa in una fase di passaggio tra la precedente e la nuova amministrazione comunale. Questioni che l'Attacco ha approfondito raccogliendo le versioni del Sindaco Maraschiello e del presidente della Cooperativa Aladino, Andrea Chiacchiari, entrambi concordi nel confermare il ritardo ma altrettanto netti nel ridimensionarne la portata e nell'escludere una situazione di emergenza. La questione è particolarmente spinosa e delicata. Il progetto SAI, infatti, rappresenta uno strumento fondamentale per l'accoglienza e l'inclusione sociale delle persone beneficiarie di protezione internazionale. Non si limita a garantire un alloggio, ma accompagna percorsi di integrazione attraverso servizi sociali, orientamento, formazione, assistenza legale, mediazione culturale e sostegno all'autonomia personale e lavorativa. A ciò si aggiunge il valore ulteriore che iniziative di questo tipo assumono nei piccoli centri delle aree interne, fiaccati da isolamento e spopolamento, dove la presenza di servizi finanziati attraverso progettazioni nazionali contribuisce a mantenere attive professionalità, competenze e occasioni di sviluppo sociale. Proprio per questo ogni rallentamento amministrativo rischia di produrre effetti che vanno ben oltre il semplice ritardo contabile, coinvolgendo persone particolarmente vulnerabili, operatori impegnati quotidianamente sul territorio e la stessa comunità locale. La segnalazione giunta a l’Attacco ha riguardato due aspetti distinti. Da una parte il ritardo nell'erogazione del pocket money destinato ai beneficiari del progetto, dall'altra il presunto mancato pagamento degli stipendi agli operatori della Cooperativa Aladino. Due questioni differenti, accomunate però dallo stesso flusso amministrativo che regola il finanziamento del progetto e che, secondo le spiegazioni fornite dagli interlocutori contattati, avrebbe subito un rallentamento nelle ultime settimane.

Raggiunto telefonicamente da l'Attacco, il Sindaco Sebastiano Maraschiello ha respinto l'accusa di un blocco dei fondi imputabile alla nuova amministrazione comunale e ha ricondotto i ritardi esclusivamente alle procedure seguite dopo il cambio di governo dell'ente. “Non è proprio così”, ha esordito. “Mi sono insediato da poco più di un mese e sono subentrato alla precedente amministrazione che da anni gestiva il progetto. C'è stato qualche ritardo perché abbiamo dovuto riassegnare l'ufficio finanziario e completare tutte le procedure per il cambio dei rappresentanti in banca. Si è trattato di un passaggio tecnico e burocratico. Se si parla di tre mesi, allora ci si riferisce inevitabilmente a un periodo precedente al nostro insediamento. Per quanto riguarda noi, il ritardo è ascrivibile solo all'ultima mensilità e da due o tre giorni siamo nuovamente operativi con i pagamenti”.

Secondo il primo cittadino, il rallentamento sarebbe dunque coinciso con la fase di transizione amministrativa successiva alle elezioni di maggio, che ha richiesto il riassetto degli uffici competenti e il completamento delle procedure necessarie per rendere nuovamente operative le funzioni di tesoreria. Una ricostruzione con la quale Maraschiello intende escludere qualsiasi scelta politica volta a interrompere o sospendere il progetto. Il Sindaco ha inoltre precisato di non poter intervenire direttamente sulla questione degli stipendi degli operatori, che dipendono dalla cooperativa incaricata della gestione del servizio. “Su questo aspetto verificheremo ogni elemento. Siamo qui da poco più di un mese e abbiamo trovato una situazione di grande disorganizzazione che stiamo cercando di sistemare. Invito soltanto a valutare queste notizie con prudenza, anche perché siamo ancora in una fase successiva alle elezioni nella quale non mancano tensioni. La nostra disponibilità a risolvere ogni problema è totale”.

Una posizione sostanzialmente condivisa anche da Andrea Chiacchiari, presidente della Cooperativa Aladino, ente gestore del progetto SAI. Pur confermando l'esistenza di ritardi, Chiacchiari ha escluso che la situazione possa essere definita emergenziale e ha ribadito che la cooperativa è in costante contatto con il Comune per arrivare rapidamente alla normalizzazione dei pagamenti. “Confermo che c'è stato un ritardo, ma dipende dai tempi con cui gli enti trasferiscono le risorse. È il Comune che eroga i fondi alla cooperativa e successivamente noi provvediamo ai pagamenti. Comprendiamo l'esasperazione dei beneficiari, ma la situazione sarà risolta già la prossima settimana. Non abbiamo avuto problemi con il nuovo Sindaco, che si è interessato subito della vicenda”. Il presidente della cooperativa ha inoltre ridimensionato quanto sostenuto nella segnalazione anonima, respingendo l'ipotesi di tre mensilità arretrate. “Contavamo di liquidare tutto entro la fine di giugno, ma ci sono stati alcuni giorni di ritardo dovuti a questioni burocratiche. Posso garantire che non ci sono tre mesi di pagamenti arretrati. Manca soltanto la mensilità di maggio, mentre quella di giugno è successiva. Siamo in ritardo di pochi giorni e ci dispiace, ma esistono tempi tecnici che dobbiamo rispettare. La situazione non è grave come è stata raccontata”.

Le versioni raccolte da l’Attacco convergono dunque su un punto fondamentale, vale a dire l'effettiva esistenza di un rallentamento nell'erogazione delle risorse. Divergono invece sulla durata dei ritardi e sulla loro incidenza concreta, soprattutto per quanto riguarda il pocket money destinato ai beneficiari. Resta inoltre senza una risposta specifica uno dei passaggi contenuti nella segnalazione anonima, quello relativo alla mancata distribuzione del vestiario, sul quale né il Comune né la cooperativa hanno fornito chiarimenti nel corso delle interlocuzioni con la testata. La vicenda approda così sul tavolo della nuova amministrazione comunale come il primo dossier delicato del mandato. Al di là del confronto tra le diverse ricostruzioni, resta l'esigenza di assicurare piena continuità a un progetto che, per la sua funzione sociale e per il ruolo che svolge in un piccolo comune dell'entroterra, rappresenta una risorsa da preservare. Per beneficiari, operatori e istituzioni l'obiettivo comune non può che essere il rapido superamento dei ritardi e il ritorno a una gestione ordinaria, nel segno della regolarità e della fiducia reciproca. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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